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Dopo aver ampiamente dato tutte le informazioni sui lavori di ristrutturazione edilizia, oggi, parliamo di ristrutturazione della seconda casa.

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Il Governo italiano in questi anni ha favorito i lavori di ristrutturazione di diversi immobili, sia privati che condominiali, al fine sia di rinnovare gli stessi che per agevolare l'attività delle imprese edili (l’edilizia, infatti, rappresenta un settore importante per il nostro Paese). Il tutto grazie alla possibilità di aderire a svariati bonus per la ristrutturazione delle abitazioni ed ottenere così delle detrazioni considerevoli sulle spese effettuate. In tali agevolazioni rientrano solo le case principali o anche la ristrutturazione della seconda casa?

Come vedremo meglio in seguito, anche coloro che intendono effettuare una ristrutturazione per la seconda casa, hanno diritto ad ottenere tali detrazioni e quindi un rimborso per le spese effettuate per lo svolgimento dei lavori. Tuttavia, rispetto a quello previsto per una casa principale, il bonus ristrutturazione seconda casa presenta delle limitazioni consistenti. Questo per evitare che qualche furbo possa ampliare l’immobile e ricevere rimborsi destinati invece alla sola ristrutturazione dello stesso.

Se pensi di averne bisogno, vogliamo segnalarti che abbiamo pubblicato un articolo su DIA e SCIA.

Ecco in cosa consiste il bonus per la ristrutturazione seconda casa

Per coloro che intendono effettuare lavori di ristrutturazione della seconda casa, è possibile usufruire di un bonus statale, che permette di detrarre le spese sostenute (e naturalmente documentate) riguardanti alcuni interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. Tale agevolazione si estende anche all’acquisto di immobili posti in edifici totalmente ristrutturati. 

Il bonus relativo alla ristrutturazione seconda casa è stato del 50% per tutte le spese effettuate nel 2020, per un tetto massimo di 96.000 Euro. Una quota confermata anche nel 2021 (grazie alla Legge di Bilancio approvata a fine anno 2020), con pagamenti eseguiti successivamente al 31 Dicembre 2020. Tale agevolazione riguarda ciascuna unità immobiliare, pertanto è ammessa e quindi è possibile usufruirne anche per due o più abitazioni secondarie.

Quali lavori sono ammessi per li lavori?

Gli interventi per i quali si può accedere ai rimborsi statali sono quelli di manutenzione ordinaria (solo sulle parti comuni dell’edificio) e straordinaria; quelli relativi a restauro e Risanamento conservativo; e quelli di ristrutturazione edilizia. Non vi rientrano, invece, interventi che coinvolgano nuove costruzioni o volumi autonomi rispetto all’abitazione principale. Difatti, la struttura per cui si richiede il bonus per la ristrutturazione seconda casa deve essere già censita o, al massimo, in attesa di censimento all’ufficio del Catasto.

Ulteriori interventi possibili riguardano misure antisismiche (oggetto anche di agevolazioni specifiche); la realizzazione di posti auto pertinenziali ed una vasta gamma di differenti lavori, che vanno dall’abbattimento delle barriere architettoniche alla bonifica dell’amianto e al miglioramento del risparmio energetico. Nelle agevolazioni previste per la ristrutturazione della seconda casa, vi rientra anche l’installazione di pannelli fotovoltaici (per il 2021, il bonus spettante è del 50%), tuttavia con condizioni particolari.

Se questi temi ti catturano, potrebbe per te essere di qualche utilità anche la lettura del nostro articolo su come aprire una porta blindata.

Chi può usufruire di questo bonus?

Ristrutturazione della seconda casa

I soggetti che possono presentare richiesta per ottenere il rimborso per lavori di ristrutturazione della seconda casa sono, tra gli altri: il proprietario, il nudo proprietario, coloro che sono titolari di diritti di godimento (uso, usufrutto, superficie ed abitazione), comodatari e locatari. Per poter aderire al bonus relativo alla ristrutturazione seconda casa, il richiedente deve aver eseguito e pagato i lavori attraverso bonifico ordinario oppure bonifico “parlante” (che fornisce informazioni molteplici e più complete).

Poi, entro 90 giorni dal collaudo di un impianto o dall’ultimazione dei lavori, sempre il richiedente deve effettuare una comunicazione all’Enea. Tuttavia, tale informativa risulta obbligatoria soltanto se sono stati eseguiti alcuni interventi particolari relativamente alla ristrutturazione della seconda casa. Tuttavia, nel caso la comunicazione fosse tardiva rispetto ai 90 giorni indicati, non si perde il diritto alle detrazioni, purché comunque la si effettui. 

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Come funziona l’Ecobonus 

Sempre più spesso sfogliando un giornale o guardando un telegiornale sentiamo parlare di catastrofi ambientali e di stato di salute della terra quantomai discutibile. Tutto questo è figlio della negligenza dell’uomo che nel corso degli anni, dei decenni e dei secoli è riuscito con cattiveria a distruggere e quindi a compromettere un ecosistema che definire perfetto è un eufemismo. E per tamponare o quantomeno nel tentativo di porre parziale rimedio a quanto causa dall’uomo tutti gli Stati del mondo si stanno muovendo in tale direzione. 

Dal 2018 in Italia sono stati elargiti dei bonus per tutti coloro che avessero deciso di ristrutturare abitazioni e strutture già esistenti al fine di ridurre quelli che sono i livelli di inquinamento. L’Ecobonus, quindi, sarà accessibile a tutti con annessi vantaggi e risparmi che oscillano tra il 60% e il 75%. Cifre molto alte se pensiamo che quasi ¾ di tutti i lavori verranno in qualche modo risparmiati dai cittadini. Ma andiamo a vedere ora come funziona nel dettaglio questo Ecobonus. 

In sostanza l’Ecobonus non è altro che la proroga della detrazione fiscale che come detto è stata già adottata nel 2018 circa le spese inerenti al risparmio energetico. Seppur ancora ufficiosa e non ufficiale la stessa avrà gli stessi crismi di quella precedente anche se si aspetta nel dettaglio la Legge di Bilancio firmata dal Governo Conte.  A usufruire dell’Ecobonus possono essere sia le persone fisiche, che società di persone e di capitali, enti pubblici e privati che però non svolgono alcuna attività commerciale. Da sottolineare che comunque a beneficiarne non sono solo i proprietari dell’immobile in quanto anche coloro che hanno lo stesso in comodato possono usufruire di tali agevolazioni. 

Il bonus può ovviamente essere richiesto per tutte le tipologie di edifici presenti al catasto a patto e condizione che gli stessi non siano in fase di costruzione o che presentano già un impianto di riscaldamento.  

Come detto l’Ecobonus è riservato a tutti coloro che decidono di rinnovare una struttura al fine di aderire all’iniziativa riguardante il risparmio energetico in modo tale da salvaguardare la terra. Ma quali sono nello specifico questi lavori ove è possibile ottenere detrazioni fiscali così elevate? Ecco la lista. 

  • Bonus ristrutturazioni: valevole sia per i privati che per i condomini copre al massimo una cifra prossima ai 96 mila euro. 
  • Bonus mobili ed elettrodomestici: detrazioni fino al 50% per una cifra che non può superare i 10mila euro ma a patto e condizione che l’acquisto sia seguente alla ristrutturazione; 
  • Ecobonus per il risparmio energetico: non è che il bonus per l’installazione della caldaia che si articola in ben tre fasce: 
  • Detrazione pari al 65% se si installa una caldaia con condensazione di classe A con sistemi di autoregolazione evoluti; 
  • Detrazione pari al 50%: se si installa una caldaia con condensazione di classe A; 
  • Detrazione pari al 0%: se si installa una caldaia con condensazione di classe B. 
  • Sismabonus: già rinnovato addirittura fino al 2021 permette di ottenere dei bonus a tutti i residenti in zone ad alto rischio sismico. Si tratta di un’agevolazione unica che si suddivide in tre fasce; 
  • Bonus tende e zanzariere: se vengono acquistate dotate di schermature solari ci sono vantaggi fino al 50%. 

Come visto dunque gli sgravi a livello fiscale sono imponenti. Ultima cosa da aggiungere è che gli stessi possono essere ridistribuiti per un periodo massimo di dieci anni e non di più. 
Le spese, a volte esagerate, possono incutere timore e rendere tutti scettici o titubanti: se pensiamo e riflettiamo che con opere di ristrutturazione generale oltre a beneficiarne noi ne beneficia la terra dovrebbe venire tutto più semplice. A maggior ragione se possiamo ottenere sgravi fino al 65%. Non poco.  

Vuoi sapere quali sono i passaggi chiave per l'installazione di un montascale in un contesto condominiale? Trova tutte le informazioni nel nostro articolo dedicato.

I materiali

La sostenibilità è diventato un tema molto sentito e discusso, per questo quasi tutti i settori stanno cercando di adeguarsi e rivedere i loro processi produttivi. Nel mondo dell’edilizia la tecnologia ha fatto grandi passi in avanti, permettendo la costruzione di edifici sempre più sostenibili e rispettosi dell’ambiente.

Nella bioedilizia questo concetto è portato alla massima potenza, con la costruzione di strutture a bassissimo impatto energetico e ambientale. Nella bioedilizia l’edificio dovrà essere ecologicamente sostenibile a partire dalla scelta del luogo di costruzione, della progettazione fino ai materiali di costruzione e la manutenzione.

Questo comporta dei costi iniziali un pochino più alti che vengono però compensati dal notevole risparmio energetico che si avrà negli anni di vita dell’edificio. Si calcola, infatti, che il risparmio si aggiri intorno al 40% annuo.

Un ruolo fondamentale nella bioedilizia lo fanno i materiali. Sono fondamentali prodotti che abbiano un ottimo grado di isolamento termico/acustico e che permettano quindi, di avere una dispersione energetica più efficiente. Questo comporterà un uso meno intensivo dei nostri dispositivi di riscaldamento e/o condizionamento, perché l’edificio avrà un elevata capacità di mantenere il caldo e/o il fresco.

I materiali di costruzione generalmente utilizzati sono il legno, i mattoni in calce e canapa o riempiti di argilla.

Per quanto riguarda l’isolamento vengono di solito utilizzati la lana di roccia, il sughero e fibre naturali come legno, cellulosa, ecc.

Gli infissi invece saranno costruiti con vetri prodotti in maniera sostenibile e strutture con ottimo isolamento termico.

Le fonti energetiche

A corredo di una costruzione efficiente ed a basso impatto ambientale, un ulteriore elemento importante è la provenienza delle nostre fonti energetiche. La luce, il gas e l’acqua sono punti deboli per quanto riguarda la sostenibilità, e la bioedilizia cerca, anche qui di porre rimedio tramite scelte alternative.

Per quanto riguarda l’acqua potabile, non ci sono alternative, (saremmo obbligati ad utilizzare il sistema idrico nazionale), ma si può agire sul recupero delle acque e per ridurre al minimo gli sprechi. Sistemi di riciclo dell’acqua ci potranno aiutare per evitare lo spreco e magari utilizzare le acque bianche per scopi specifici.

L’energia elettrica, da diverso tempo invece, ha una possibilità di scelta più ampia e più sostenibile. Vengono utilizzati sistemi di energia rinnovabile come i pannelli fotovoltaici e addirittura piccoli impianti per l’energia eolica.

Per quanto riguarda il gas in casa, le soluzioni non sono molte. Si può decidere di eliminare il gas come fonte, utilizzando l’energia elettrica con un riscaldamento elettrico e l’utilizzo di piastre ad induzione per la cucina. Alcune aziende di energia promettono di utilizzare gas da fonti rinnovabili al 100%, quindi possiamo scegliere di fare una piccola ricerca ed affidarci a queste aziende.

Gli incentivi

Per la bioedilizia esistono diversi incentivi inseriti all’interno del bonus per la ristrutturazione del 2018.  È possibile, quindi, avere una detrazione del 50% della spesa, per lavori di ristrutturazione o di costruzione di edifici che aumentino l’efficienza energetica. È, inoltre, possibile detrarre parte del costo di sostituzione o d’ installazione di nuovi sistemi di riscaldamento e/o climatizzazione.

Nell’incentivo alla ristrutturazione è previsto anche una detrazione fiscale, per tutti i lavori d’ installazione di pannelli fotovoltaici per utilizzo di energia elettrica autoprodotta.

La bioedilizia quindi, nel 2018, può trarre tanti vantaggi dagli sgravi fiscali previsti, permettendo così di ridurre i costi dei materiali e di costruzione.

L’impianto fotovoltaico

Se la tecnologia ha fatto grandi passi avanti nel processo di costruzione di edifici sostenibili, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la burocrazia ed il processo d’integrazione di tutti i fattori esterni che coinvolgo una casa.

Si sta lavorando proprio su questo: favorire gli adempimenti burocratici e far sì che sia sempre di più le soluzioni integrate per quanto riguarda l’approvigionamento alle fonti rinnovabili. Nascono, grazie al mercato libero, diverse aziende che garantiscono l’utilizzo di fonti rinnovabili e, in contemporanea, si lavora all’abbattimento dei costi per l’installazione di strumento per l’auto - produzione energetica.

La tecnologia fa passi avanti anche nell’edilizia. Dal 2020, infatti, saranno realtà le prime case “full elettric”, edifici in cui l’unica forma di energia utilizzata sarà l’elettricità. Questo porterà ad una vera e propria “rivoluzione elettrica”, con sempre più persone che investiranno nell’energia solare.

La caratteristica fondamentale nelle case “full elettric” è la loro totale dipendenza da una sola utenza: l’energia elettrica. Non ci sarà bisogno del gas per riscaldamento e cucina, ma questo sarà sostituito dall’utilizzo di apparecchi elettrici, piastre ad induzione per la cucina e Radiatori elettrici per il nostro riscaldamento.

Cominciamo subito con una domanda: conviene? La risposta è che, si conviene e lo è ancor di più se il sistema sarà associato ad un impianto fotovoltaico e ad una costruzione o ristrutturazione della casa sia specifica per la maggior efficienza termica possibile.

Condizione sicuramente non obbligatoria ma, a nostro avviso, necessaria, per una casa “full elettric” è l’installazione di pannelli fotovoltaici. L’energia elettrica ha un costo non indifferente (anche se più basso rispetto al gas) e la possibilità di installare dei pannelli fotovoltaici permette veramente di farci risparmiare fino al 60%-70% sulla nostra bolletta.

Il costo medio di un impianto si attesta intorno alle 5.000€, ma considerando i continui incentivi e le detrazioni fiscali, questo costo può essere dimezzato, rendendo molto vantaggiosa la loro installazione. Va da sé, che in una casa “full elettric” il vantaggio è maggiore, visto l’utilizzo della sola elettricità per tutte le utenze.

Ristrutturazione: di cosa parliamo

Con il termine ristrutturazione si intendono tutti quegli interventi che vengono realizzati per migliorare, parzialmente o totalmente, la condizione di un immobile, intervenendo sia all’interno sia all’esterno. Opere che permettono non solo maggiore comfort o estetica ma anche, ad esempio, un migliore isolamento termico o una casa più ecologica. Tra le opzioni realizzabili, molto apprezzate da ingegneri e architetti quelle che permettono la produzione di energia in maniera sostenibile dotando l’abitazione, tra l’altro, dei pannelli fotovoltaici.

Una casa più a norma e curata risulta non solo più vivibile ma anche più economica, dal momento che porta le persone che la vivono ad attuare operazioni aventi meno sprechi. Lo Stato italiano ha sviluppato una normativa per quanto riguarda la ristrutturazione dove gli interventi sono divisi secondo tre macro categorie:

  • Manutenzione ordinaria. Si tratta di piccole opere di manutenzione edilizia che non prevedono l’acquisizione di permessi di tipo edile né il pagamento di imposte all’amministrazione comunale.
  • Manutenzione straordinaria. In questo caso gli interventi conseguiti sono importanti e sono previsti sia la richiesta di permessi sia il saldo di tributi amministrativi.
  • Ristrutturazione di grandi opere. Interventi che comportano una modifica radicale dell’immobile. Gli interventi sono di restauro o risanamento conservativo.

Le opere di manutenzione ordinaria riguardano il miglioramento di quanto già esiste e servono, ad esempio, per la pavimentazione, gli infissi, l’installazione di allarme o l’imbiancatura di pareti interne/esterne. Sono considerati opere minori e non devono, quindi, incidere sulla struttura dell’immobile. Non contemplano l’abbattimento di pareti architettoniche né la modifica della disposizione degli ambienti interni e il cambio di uso dell’immobile.

Diverso il discorso per le opere di manutenzione straordinaria e le grandi opere le quali consentono di apportare modifiche più importanti, di tipo strutturale. Nel primo caso si può intervenire sull’architettura degli spazi a patto che la volumetria complessiva rimanga inalterata, mentre nel secondo si possono attuare anche interventi di cambio d’uso e sulla volumetria complessiva. Indispensabile rivolgersi a un tecnico qualificato e la presentazione di un progetto edilizio al Comune di competenza. In caso di assenza di risposta, dopo 90 giorni (che arrivano a 180 nel caso dei centri con più di 100 mila abitanti) vale il silenzio-assenso.

Perché valutare soluzioni di ristrutturazione “chiavi in mano”?

Una ristrutturazione chiavi in mano è un servizio ad alta efficienza che copre dalla A alla Z tutte le attività tipiche di questa tipologia di intervento. In altre parole è l’insieme di tutti i servizi e le attività che riguardano le operazioni di ristrutturazione di un immobile a partire dalle valutazioni preliminari sino alla consegna delle chiavi dopo collaudi e verifiche del caso.

Si tratta di una procedura integrata che ha inizio, per l’appunto, dalla scelta dell’architetto più idoneo in base alle esigenze e alle aspettative del cliente. La scelta non è “casuale” dal momento che le attività che rientrano in un intervento di ristrutturazione sono molteplici: sopralluogo, progetto, desideri del cliente, soluzioni, materiali, rifacimenti ecc…

I vantaggi di un progetto “chiavi in mano”

Un progetto di ristrutturazioni “chiavi in mano”, ovviamente, si occupa anche delle pratiche burocratiche, degli ordini e del monitoraggio dell’avanzamento del cantiere. Quindi il cliente viene sollevato da tutte le pratiche alle quali penserà l’azienda a cui si è rivolto che, in ogni momento, mostrerà nel massimo della trasparenza l’andamento dei lavori.

Al termine delle operazioni l’azienda si occuperà di verificare l’esito della ristrutturazione e di eseguire le operazioni di routine. Queste prevedono il collaudo degli impianti e la chiusura della documentazione che attesta lo svolgimento dei lavori e il loro termine. È questo il momento in cui il cliente riceverà le “chiavi in mano” e potrà finalmente godere della sua nuova abitazione proprio come l’aveva immaginata e desiderata.

Si tratta di una formula molto popolare che lascia ampia scelta di gusto ed estetica al cliente ma che affida l’aspetto tecnico, amministrativo e burocratico all’azienda, in modo tale da ottimizzare i tempi di lavorazione e, quindi, velocizzare tutto l’iter al massimo dell’efficienza.

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Hai bisogno di ristrutturare la casa e ti stai chiedendo quale sia il modo migliore per farlo? hai sicuramente sentito parlare di ristrutturazione casa chiavi in mano, in questo articolo trattiamo proprio la differenza che c'è tra una ristrutturazione con la formula tutto compreso, o chiavi in mano e la normale ristrutturazione edilizia.

Una ristrutturazione casa chiavi in mano sta ad indicare che alla fine dei lavori affidati ad una committente si riceveranno le chiavi per entrare in casa pronta per il suo utilizzo. Questa formula si applica non solo ad un lavoro che prevede la ristrutturazione di una casa in tutti i suoi aspetti ma anche per quei lavori che riguardano opere intermedie di una certa complessità.

L'utilità sta nel fatto che al posto di avere più interlocutori, se ne ha uno solo che fa da collettore per gli altri. Il cliente non dovrà preoccuparsi di cercare varie ditte per diversi lavori che interessano la ristrutturazione. Ristrutturare una casa chiavi in mano può risultare un grande affare come anche un problema. Vediamo cosa può essere utile tenere presente affinché la soluzione chiavi in mano sia un successo.

Il chiavi in mano si ha per una ristrutturazione completa di casa, ma anche di una parte come può essere l'isolamento termico, oppure il rifacimento delle facciate o ancora il sistema idraulico complessivo.

Uno dei vantaggi innegabili di questa formula è la visione completa del progetto e, a fronte di quest'ultimo, conoscere la spesa finale senza sorprese. Avere più interlocutori può rappresentare un problema per il cliente poiché impone un'attività di coordinamento ed organizzazione.

Le ristrutturazioni chiavi in mano risultano vantaggiose, anche perché i costi complessivi sono minori rispetto ad una ristrutturazione classica in cui ci si deve sobbarcare tutto l’onere di individuare i singoli tecnici per i vari interventi, il tempo necessario per seguire i lavori e la burocrazia. Inoltre, il budget è definito con un capitolato puntuale e la spesa maggiore non cambia in corso d’opera (salvo incontrare imprevisti che come tale non sono quantificabili). Infine, gli aspetti burocratici sono gestiti dall’impresa (dichiarazione di inizio lavori, pratiche sulla sicurezza del cantiere, certificazioni di lavori a regola d’arte, certificazioni energetiche in caso di interventi sul miglioramento termico ed energetico dell’immobile e così via). La formula delle ristrutturazioni chiavi in mano sono ideali per chi sta programmando un trasloco in un’immobile da rimodernare o per chi non ha tempo e non può essere presente sul posto. I vantaggi e gli svantaggi – nel caso delle ristrutturazioni chiavi in mano – valgono tanto per il cliente committente quanto per la ditta appaltata che sintetizziamo nella seguente tabella:

 

Vantaggi

Svantaggi

Cliente

  1. Prezzo compreso di tutto e bloccato.
  2. Nessuna problematica da gestire al termine dei lavori.
  3. Non è necessaria la presenza durante lo svolgimento dei lavori.
  4. Si possono valutare diverse opzioni.
  5. Sono previste penali sulla consegna della casa
  1. Personalizzazione limitata 
  2. Rischio di avere un prezzo più alto rispetto al preventivo
  3. Difficoltà di analisi e confronto del preventivo.

Impresa 

  1. Gestire il lavoro in autonomia con costi chiari.
  2. Possibilità di lavorare con i subappalti e i fornitori 
  3. Garanzia del margine se il lavoro viene eseguito correttamente.
  1. Rischio di impresa (eventuali imprevisti).
  2. Rischio di pagamento di penali in caso di ritardo sulla consegna.


Ovviamente, per potersi fidare del “direttore dei lavori” è necessario selezionare bene l’azienda a cui rivolgersi e il tecnico che si interfaccerà con voi.

Se vuoi approfondire un argomento correlato a questo ti consigliamo di leggere l'articolo sull'esempio di rendita catastale.

Come scegliere una ditta?

Nella formula chiavi in mano, l'interlocutore è solo uno. Ciò da un punto di vista sostanziale è un vantaggio per coloro che hanno poco tempo e si fidano dell'interfaccia della committente.

Al contrario avere un solo interlocutore che non fornisce tutte le informazioni necessarie, potrebbe metterci in una situazione delicata. In fin dei conti abbiamo affidato il controllo di una parte della nostra vita, ad un'altra persona. Il tecnico incaricato di interfacciarsi con il cliente, è comunque un rappresentante della committente per cui la sua professionalità è decisiva per la buona riuscita dell'intero progetto. Una ditta esperta in progetti chiavi in mano mostrerà diverse strade, selezionerà differenti materiali e ti spiegherà la differenza qualitativa ed in termini di costo.

Per evitare problematiche con la committente, la fase di selezione deve essere svolta con molta attenzione. Ciò che bisogna verificare è il livello di professionalità generale. Questo lo si desume dalle ristrutturazioni già eseguite. Devono essere diverse e di livello almeno pari al lavoro che intendi affidare.

La soluzione chiavi in mano è un servizio e come tale ha un costo. Bisogna però dire che il costo finale della ristrutturazione, potrebbe essere inferiore alla cifra totale che viene fuori dall'affidamento dei lavori a diverse imprese. Ciò succede poiché le aziende specializzate nel chiavi in mano hanno maggiori possibilità di scontare la merce e i servizi, a fronte di una superiore capacità contrattuale. Avere un unico riferimento, che colletta per noi le aziende per la scelta degli arredi, per esempio, equivale a moltiplicare le possibilità di risparmio grazie ad una selezione dei preventivi che viene fatta a monte.

Nel tempo la ristrutturazione casa chiavi in mano si è dotata di tecnologia adeguata a fornire al cliente informazioni in tempo reale sullo stato dei lavori. Iniziano a diffondersi le app che forniscono questo servizio aggiuntivo.

Per concludere è buona prassi valutare un altro aspetto. Riguarda il rapporto con il tecnico professionista che deve coordinare tutti e fornirti le necessarie informazioni. E' meglio conoscerlo prima di firmare un contratto, una valutazione delle sue competenze ti permette di capire se ha le qualità necessarie per fare ciò che dice. Si tratta di un dipendente o di un professionista esterno assoldato per questo progetto? questa domanda serve a dirti che il progettista potrebbe essere anche un tuo rappresentante e non della committente, o per lo meno potresti essere tu stesso a pagarlo.

Qualora questo articolo abbia suscitato il tuo interesse, ti raccomandiamo di esplorare anche quello in cui discutiamo le soluzioni per la muffa sulle pareti domestiche, augurandoci che possa essere altrettanto stimolante per te.

Se hai bisogno di acquistare del materiale sappi che abbiamo pubblicato da poco un articolo incentrato sui Negozi di arredamento a Napoli.

Quali sono le fasi di una ristrutturazione chiavi in mano

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Dal sopralluogo all’inizio dei lavori: come procedere

Il sopralluogo è la fase più importante dell’intero processo perché è l’occasione in cui il cliente viene ascoltato in modo tale che l’azienda scelta possa effettivamente creare un preventivo soddisfacente. La proposta dovrà contenere costi e tempi di esecuzione e, quindi, mostrare il progetto “chiavi in mano”.

Ecco perché questa espressione significa che il cliente viene accolto e seguito da un team di esperti che si avvicenderanno tra loro con l’obiettivo di assicurare qualità, rapidità ed efficienza dall’inizio al termine dei lavori.

Una volta prodotti preventivi e progetti il cliente avrà modo di visionarli e stabilire eventuali migliorie o correzioni per dare vita al progetto finale che, di li a poco, verrà reso esecutivo. Prima di dare il via ai lavori, tuttavia, sarà necessario passare in rassegna i materiali e le forniture per ridurre costi e sprechi e, soprattutto, rimanere all’interno delle aspettative e dei desideri del cliente.

Una buona ristrutturazione – tradizionale o con formula chiavi in mano – deve prevedere cinque fasi fondamentali:

  1. Sopralluogo;
  2. Analisi;
  3. Progettazione;
  4. Realizzazione;

Durante la fase di selezione della ditta è importante che prima di formulare qualsiasi preventivo, si rediga un computo metrico (lo può fare un geometra comunale o un architetto di vostra fiducia) da sottoporre alle varie ditte in fase di selezione per avere un’idea della quantità dei lavori e delle reali dimensioni dell’immobile. Una buona ditta – a prescindere dal computo metrico - richiede sempre un sopralluogo per constatare lo stato effettivo dell’immobile. Il sopralluogo impone un’analisi degli interventi e dei materiali, l’analisi va condotta con il proprietario per valutare le sue intenzioni e gli obiettivi. In base all’analisi si predispone la progettazione (per esempio, si ridisegna la mappa elettrica e idraulica nei casi di ristrutturazioni radicali o la definizione dei nuovi infissi, l’installazione di un nuovo impianto di riscaldamento e simili). La progettazione viene svolta insieme al tecnico della ditta che propone diverse soluzioni, materiali, tipologie in base alle quali il proprietario orienta le proprie scelte. Maggiori sono le possibilità di scelta, migliore è la ditta. Una volta affidati i lavori, comincia la fase della realizzazione che a sua volta si suddivide in fasi determinate in base alla sequenza dei lavori da fare e alle priorità. La ditta – in base al progetto redatto – fornisce una tempistica certa entro cui consegnare la casa finita che può variare da pochi giorni a un paio di settimane in base a imprevisti, ritardi dei fornitori, condizioni climatiche. L’ultima fase è la consegna dell’immobile con il versamento dell’ultima rata per il pagamento dei lavori qualora tutto sia a regola d’arte.

Vincolo paesaggistico: ecco un interessante approfondimento

Vincolo paesaggistico

Quando si acquista o si prende in affitto un’abitazione, le opere di ristrutturazione sono spesso d’obbligo soprattutto se si desidera avere una casa più comoda e confortevole. Per effettuare lavori di recupero sugli immobili, sono però spesso necessarie delle autorizzazioni specifiche e delle concessioni; questo per evitare ulteriori fenomeni di abusivismo edilizio.

Riguardo agli interventi di ristrutturazione delle strutture esterne di un immobile sottoposto a vincolo paesaggistico e ambientale, è necessario ottenere l’assenso alla ristrutturazione stessa.

Regime semplificato del vincolo paesaggistico

Per gli immobili sottoposti a vincoli ambientali e paesaggistici, dal 9 settembre 2010 è attivo, esclusivamente nelle regioni a statuto ordinario, il decreto legislativo numero 139, che conferma il regime semplificato dell’autorizzazione paesaggistica in merito alle opere minori.

Tutte le concessioni edilizie riferite agli esterni dei fabbricati saranno dunque subordinate all’obbligo di ottenere tale autorizzazione. L’autorizzazione semplificata è concessa per trentanove tipi di interventi diversi e necessita solo di sessanta giorni per avere efficacia.

I documenti da allegare per l'autorizzazione

All’autorizzazione vanno infine allegati i seguenti documenti: progetto; riferimenti legislativi; ortofoto dell’area; estratti delle mappe predisposte dai vari strumenti urbanistici comunali; gli estratti dei documenti di pianificazione paesistica (PP, PTCP, PURT), documentazione fotografica dell’area coinvolta; le valutazione del progettista.

Autorizzazione ordinaria 

Per le abitazioni sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale, oltre alla presenza dell’autorizzazione con regime semplificato c’è anche l’autorizzazione ordinaria, regolamentata dal Decreto legislativo numero 42 del 2004.

Tale autorizzazione per interventi su immobili con vincolo paesaggistico e ambientale prevede dai 150 ai 120 giorni di attesa per il rilascio; dovranno poi trascorrere altri 30 giorni per avere efficacia effettiva. L’autorizzazione non è necessaria nei casi di in cui si devono apportare cambiamenti che non influenzano le caratteristiche architettoniche e ambientali del luogo. In questo caso, gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento e restauro conservativo sono ammessi.
In ogni caso, prima di effettuare dei lavori o in caso di dubbi, è opportuno verificare se l’azione sulla zona oggetto dell’intervento è ammessa o meno, quindi se è sottoposta a vincolo paesaggistico o no. Questa informazione si può ottenere presso gli uffici urbanistici del Comune, oppure tramite il servizio PRG sul sito web del Comune.
Ogni Comune richiede delle modalità di presentazione della richiesta e degli allegati secondo un regolamento proprio.
Generalmente è il progettista architettonico che si occupa di redigere e protocollare la richiesta di autorizzazione paesaggistica che deve essere a sua volta firmata dalla proprietà.

Perché esiste? 

Per questo è stato definito un elenco di aree soggette a vincolo paesaggistico che sono oggetto di tutela e valorizzazione. Tra queste aree ci sono:

  • i territori costieri e quelli vicini ai laghi, fino a 300 m. prima della battigia, considerando anche i territori elevati;
  • i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua (regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775);
  • le montagne: oltre 1600 m sul livello del mare per le Alpi e 1200 m per gli Appennini e le isole;
  • i ghiacciai e i circhi glaciali;
  • parchi, riserve nazionali e regionali, e i territori che circondano i parchi;
  • foreste, boschi, territori danneggiati dal fuoco, sottoposto a rimboschimento;
  • aree di pertinenza delle università agrarie e zone adibite ad usi civici;
  • le zone umide (DPR n. 448/76);
  • vulcani;
  • siti archeologici.

In caso di violazione del vincolo paesaggistico, il trasgressore è condannato a ripristinare a proprie spese o a pagare una sanzione amministrativa come forma di risarcimento del danno.

Se questo articolo ti ha catturato, allora siamo sicuri che potrà interessarti anche il nostro approfondimento su come scegliere una piscina da interno.

Mutuo per la ristrutturazione: consigli per la scelta

Acquistare una nuova abitazione può essere una buona idea, certo, ma se invece si scegliesse di rimettere a nuovo l’immobile che già si ha a disposizione? Una scelta interessante che permette di non rinunciare alla propria casa realizzando quei comfort che si sono sempre desiderati e, per alcune persone, una necessità. Un’opzione praticabile a patto di riuscire a ottenere un mutuo per ristrutturazione. In questo articolo andremo a vedere meglio in cosa consiste una ristrutturazione e come funziona il finanziamento tramite mutuo.

Per ottenere condizioni più vantaggiose per dare nuova vita all’immobile, venendo incontro ai bisogni e ai desideri di chi lo abita ogni giorno. Una soluzione che consente, allo stesso tempo, di conseguire un maggiore valore sul mercato e le spese sostenute risultano un vero e proprio investimento.

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Come funziona il mutuo per ristrutturazione

Una volta che avete pensato a quali interventi attuare per il vostro immobile non vi rimane che ottenere il mutuo per ristrutturazione, una forma di prestito che permette di ottenere la liquidità necessaria a realizzare gli interventi. La formula è pressoché analoga a quella di un qualsiasi mutuo per l’acquisto di una casa, cambia solo lo scopo finale. I fattori che possono variare a seconda delle condizioni di stipula sono i seguenti:

  • Arco di tempo di stipula. Va dai 5 ai 30 anni.
  • Tasso del mutuo. Può essere fisso, variabile o misto.
  • Importo della rata.
  • Possibilità di sospensione.

La somma finanziata generalmente non è superiore all’80% e le condizioni del finanziamento tengono conto del tipo di intervento di ristrutturazione che si vuole realizzare: manutenzione ordinaria, straordinaria o grandi opere. Anche i documenti richiesti per ottenere il mutuo per ristrutturazione sono diversi a seconda di questo fattore. Si tratta di:

  • Preventivo dell’impresa che esegue i lavori.
  • Progetto edilizio.
  • Eventuale comunicazione al comune e relative certificazioni che dimostrano la regolarità rispetto ai permessi per attuare le opere di ristrutturazione.
  • Attestato di inizio attività.
  • Documentazione di reddito e relative garanzie.

La somma finanziata può essere erogata sia in un’unica soluzione sia in più tranche. Segnaliamo, inoltre, che per conseguire le pratiche di un mutuo per ristrutturazione non è indispensabile recarsi di persona presso l’ente creditizio ma si può fare anche tutto comodamente online, risparmiando tempo e solitamente anche denaro, essendo le offerte particolarmente convenienti. Dare uno sguardo online è, in ogni caso, un buon modo per informarsi in autonomia, facendosi trovare preparati qualora, invece, si volessero negoziare personalmente le condizioni in presenza.

Quali documenti occorrono per ottenere il mutuo di ristrutturazione

Per qualsiasi tipo di ristrutturazione che si andrà a scegliere, ottenere il mutuo dalla banca è un procedimento semplice. Oltre ai classici documenti che servono quando si acquista casa, come le ultime buste paga e il contratto di lavoro bisogna munirsi delle seguenti carte. Ovviamente questo cambierà in base al tipo di ristrutturazione che si andrà ad effettuare:

  • Per la manutenzione ordinaria occorre un semplice preventivo di spesa rilasciato dalla ditta o un professionista che andrà a effettuare i lavori.
  • Per quella straordinaria oltre al preventivo di spesa occorre il progetto dei lavori che si effettueranno o dalla DIA (denuncia di inizio lavori) o la domanda di autorizzazione per effettuare i lavori rilasciata dal Comune di appartenenza.
  • Per quanto riguarda le grandi opere i documenti necessari sono il preventivo di spesa, la concessione edilizia e la ricevuta del versamento effettuato all’amministrazione comunale.

Modalità di erogazione

Una volta approvato il finanziamento da parte dell’istituto di credito, spetterà al mutuatario decidere la modalità con la quale il muto verrà erogato. Esistono due tipologie di erogazione:

  • Unica soluzione: questo tipo di soluzione generalmente viene concesso per le ristrutturazioni ordinarie che riguardano semplici interventi di manutenzione. Il prestito essendo erogato in un’unica soluzione dovrà essere restituito alla banca tramite rate mensili che saranno calcolate in base alla propria situazione economica e contrattuale. L’ammontare del mutuo erogato con questa modalità non supera i 70000€.
  • SAL (stato di avanzamento dei lavori): questo tipo di modalità di erogazione del mutuo si sceglie nella maggior parte delle volte quando si affrontano grandi opere di manutenzione. Anche in questo caso il mutuatario otterrà l’intera cifra sul proprio conto corrente ma per usufruirne dovrà presentare la fattura e il relativo bonifico di pagamento per gli interventi sull’appartamento.

Bonus ristrutturazione

Per le ristrutturazioni edilizie sono previste dalla legge di stabilità delle agevolazioni fiscali, nello specifico un rimborso pari al 50% per un importo massimo di 96 mila euro. Nel testo della nuova legge si parla anche del bonus per l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici ad alto risparmio energetico fino ad un importo massimo di 10 mila euro.

Differenze fra mutuo fondiario e ipotecario?

Con questo termine noi intendiamo un finanziamento a medio o lungo termine, dando come garanzia l'ipoteca di un immobile di primo grado, concesso da una banca in favore di una persona, per costruire o ristrutturare un immobile.

Il capitale rilasciato non può essere superiore ad una determinata percentuale che viene stabilita a seconda del valore totale dell’immobile. Le regolamentazioni in materia sono definiti sia nel Testo Unico bancario che dal R.D.del 16 luglio 1905 n.646, che potete trovare nella sezione I del capo VI

La rilevanza del mutuo fondiario è “consolidazione” del credito della banca che poi successivamente viene garantito dalla banca, questo si verifica quando viene decretato nel corso di 10 giorni dalla data d’iscrizione dell’ipoteca. Successivamente a questi passaggi non si può più revocare la richiesta. Nel caso in cui non si dovesse pagare la quota mensile per due mesi consecutivi, la banca può richiedere senza problemi la confisca del bene.

Sono delle tipologie di mutuo abbastanza simili, ma vanno comunque differenziate. Bisogna saper riconoscere le differenze tra i du ed è molto importante farlo soprattutto per non confondersi nel momento in cui si va a sottoscrivere un impegno così importante.

Si possono risparmiare grosse somme di denaro anche semplicemente richiedendo l’acquisto della prima casa; se si vuole fare richiesta e la motivazione del finanziamento è questa, il mutuo fondiario è decisamente più indicato per risparmiare più soldi sulle varie spese necessarie. Succede spesso però che moltissime persone richiedano, per mancanza di fondi, un finanziamento con importo superiore all’80% del valore complessivo dell’immobile ipotecato, che è ovviamente il massimo che si può richiedere con quello fondiario, quindi il più richiesto ed erogato rimane quello ipotecario.

  • Mutuo Fondiario: le caratteristiche di questa tipologia sono la durata (varia da minimo 1 anno fino ad un massimo di 30 anni), la quantità di denaro erogabile ed il tipo di ipoteca. Uno dei benefici è un taglio netto ai costi, in quanto la somma che si va a richiedere viene versata in un unico momento e con dei tassi d’interesse inferiori agli standard. Tra l’altro, gli interessi passivi, possono essere sottratti fisicamente, rendendo il tutto ancora più economico. Ha anche come garanzia un’ipoteca sull’immobile di primo grado.
  • Mutuo Ipotecario: Questo tipo di mutuo invecepuò essere erogato per molteplici motivazioni ed ha una durata spesso sopra i 5 anni. Le banche usano diverse modalità di garanzia, addirittura si potrebbe arrivare ad una vendita all’asta dell’immobile per recuperare i soldi dell’investimento. Proprio per questo motivo, il mutuo deve essere stipulato in presenza di un notaio in modo da potersi avvalere di una rivalsa sul bene. L’ipoteca di un immobile deve essere per forza registrata nel “Registro degli immobili” ed ha una validità di 20 anni, se dopo questo tempo non viene rinnovata, perde di validità.

Requisiti per richiedere un mutuo fondiario

Per ottenere quindi un mutuo fondiario bisogna procurarsi i documenti ed avere i presupposti che andremo ad elencare:

  • Il contratto può essere stretto solo ed esclusivamente fra il cliente e la banca;
  • La durata può variare da medio a lungo termine;
  • La garanzia che si dà alla banca può essere solo l’ipoteca di primo grado sull’immobile;
  • La motivazione per cui si richiede il finanziamento può essere solo l’acquisto della prima casa;
  • La cifra richiesta alla banca non può superare un limite massimo, espresso in percentuale sul valore dell’immobile dato in permuta. Questa percentuale si attesta sull’80% del valore complessivo;

Bisogna anche tenere bene a mente che bisogna attivare l’ipoteca sull’immobile nello stesso momento in cui viene erogato il mutuo dalla banca al quale è stato richiesto.

Come ogni tipologia di mutuo quello fondiario ha dei pro e dei contro ed ovviamente bisogna valutarli entrambi molto bene, essendo un impegno decisamente importante e che consiste in scadenze ed impegni finanziari spesso a lungo termine.

Procedure per richiedere la concessione edilizia

La procedura per il rilascio della concessione in oggetto è regolata dalla Legge numero 493 del 1993, modificata poi dalla Legge numero 662 del 1996, e dai regolamenti edilizi. La domanda di concessione edilizia va presentata presso lo Sportello unico dell’edilizia di competenza. Passeranno poi circa dieci giorni, durante i quali lo Sportello unico comunica il responsabile del procedimento.

Entro quindici giorni dalla presentazione della domanda, il responsabile potrebbe interrompere il procedimento, richiedendo ulteriori documenti che vadano ad integrare la documentazione già esibita. Chi fa richiesta avrà poi quindici giorni di tempo per provvedere ad integrare la documentazione, secondo quanto richiesto dal responsabile.

Trascorreranno poi circa sessanta giorni dalla presentazione della domanda, per avere la proposta di provvedimento da parte del responsabile. Altri trenta giorni serviranno per emettere il provvedimento finale; nei casi di diniego si dovranno attendere invece circa quaranta giorni.

In definitiva la procedura dovrebbe durare da un minimo di cento giorni, in assenza di richiesta di integrazione di documentazione, a un massimo di centoquarantacinque giorni, se sono necessari altri documenti.

Documenti e dati richiesti

Alla richiesta vanno allegati una serie di documenti, in triplice copia, specifici per ogni Comune. Tra questi ci sono: un estratto della mappa catastale e relative visure; relazione geologica; rilievo dell’area di progetto e individuazione dei confini; progetto architettonico; certificazione di assenza di vincoli paesaggistici. E molti altri che verranno richiesti specificatamente dal Comune di riferimento. Dovrà essere prodotta anche la dichiarazione di inizio e di fine lavori, quest’ultima riferito al momento in cui la struttura è agibile o abitabile.

Consigli

Capita un giorno, quando si risiede in un'abitazione vecchia oppure quando si vuole dare un nuovo aspetto alla casa dove si sta già da diversi anni, di voler effettuare dei lavori di ristrutturazione della stessa. Magari il desiderio si era già presentato da molto tempo, tuttavia non si avevano ancora le possibilità economiche per effettuare simili interventi di edilizia. Il tutto permette non solo di riammodernare i vari impianti usurati dal tempo, ma anche dare un tocco più personale all'abitazione e trasformarla secondo i propri gusti.

Inoltre, sono tantissime le persone che decidono di adeguare una casa alle misure antisismiche più moderne e riqualificarla a livello energetico, per renderla sicura e con sistemi che permettono di ridurre la dispersione di calore ed ottimizzare gli impianti di riscaldamento. Tutto questo favorirà anche un considerevole risparmio economico per la famiglia che vi abita. Ma cosa è conveniente modificare a tal fine o quali i consigli migliori per questo genere di interventi? Proviamo a fornire qualche indicazione.

Ristrutturare e migliorare le parti fondamentali della casa

Prima di far eseguire dei lavori estetici alla propria dimora, è sempre un ottima cosa riammodernare gli impianti fondamentali di essa e quindi quelli idraulici ed elettrici, soprattutto quando questi sono molto vecchi. Sarebbe un peccato infatti tinteggiare la casa e, in seguito, dover fare interventi urgenti per perdite d'acqua che rovinano pareti o pavimenti. Inoltre, migliorare tali impianti significa anche utilizzare materiali più tecnologici, che fanno risparmiare su bollette e forniture.

Come già accennato, è possibile sfruttare questo genere di lavori anche per rendere la casa più sicura dal punto di vista sismico e, al tempo stesso, riqualificarla a livello energetico, dotandola di impianti di riscaldamento più efficienti, pannelli fotovoltaici e riducendone la dispersione di calore e di energia. In questo senso, un aiuto importante è fornito anche dallo Stato, attraverso delle detrazioni fiscali che si possono richiedere per tali interventi.

Ricordiamo, ad esempio, la possibilità di detrarre il 50% delle spese complessive inerenti interventi edilizi sulle abitazioni private, a cui si abbina un ulteriore 50% per l'acquisto di mobili od elettrodomestici. Inoltre, per coloro che vogliono anche rendere migliore e più efficiente la casa dal punto di vista energetico, la detrazione fiscale di cui si può usufruire raggiunge il 65% per le spese relative a questo genere particolare di lavori.

Nel caso ti servisse una mano virtuale con una guida, leggi anche il nostro articolo su come verniciare una ringhiera.

Rivedere l'estetica della casa

Uno dei principali interventi che si tendono ad effettuare da questo punto di vista è la tinteggiatura delle diverse camere dell'abitazione. Spesso, ci si stanca facilmente di vedere per anni gli stessi colori alle pareti o magari vederli deteriorati dal tempo e di conseguenza si vuole cambiarli. Soprattutto per gli ambienti più intimi ed utilizzati, come ad esempio le stanze da letto, quelle dei bambini o il soggiorno. In questi casi, si consigliano sempre tinte calde, ma non vivaci o eccessive, che potrebbero essere fuori luogo.

Anche il pavimento ha la sua importanza nell'estetica di una casa, in quanto ne determina lo stile e quindi l'atmosfera generale della stessa. Al giorno d'oggi, tante sono le possibili scelta a disposizione: dal marmo al Parquet, passando per il gres porcellanato. Ciascuno di questi materiali ha i suoi aspetti positivi e negativi. Ad esempio, il marmo possiede una certa facilità di lavaggio ed una lunga durata, ma potrebbe essere percepito troppo freddo a livello estetico. Il parquet, invece, rappresenta un materiale caldo, ma molto delicato e che necessita di molta attenzione.

In questi casi, così come per eventuali lavori sull'illuminazione della casa o la scelta dei sanitari del bagno, le scelte sono molto personali e dipendono dai gusti dei loro proprietari. Tuttavia, è fondamentale tener presente anche eventualmente i consigli offerti da professionisti e che lavorano in questo settore da anni. In questo caso, è sempre bene affidarsi a ditte e personale con esperienza e affidabilità riconosciuta.

In quest'ottica, infatti, è consigliabile individuare quelle società che abbiano già svolto dei lavori di ristrutturazione ottimali ad amici o parenti, piuttosto che scegliere una ditta qualsiasi. Inoltre, meglio contattarne una che sia anche costosa, ma che utilizzi materiali di buona qualità, piuttosto che quella che faccia risparmiare di più, ma che effettui lavori tendenzialmente approssimativi e quindi rischiare nuovi interventi manutentivi dopo pochi mesi.

A proposito, per quanto riguarda il Bagno lo avete letto il nostro articolo su come sturare un Water intasato

Autore: Andrea Lelli

Immagine di Andrea Lelli

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università di Roma Tor Vergata, Andrea Lelli fonda la ditta di ristrutturazioni edili Edil Clima Service SAS con sede in Via Costanzo Albasini 10 a Roma. Edil Clima Service è una società composta da un team di otto esperti, ognuno specializzato in una specifica mansione.