Cambiare il sapore dell’acqua del rubinetto da inodore, incolore e insapore è possibile grazie all’uso del gasatore d’acqua che non solo permette di aggiungere le “bollicine” all’acqua, ma anche di dare gusto introducendo “cartucce” al sapore di agrumi, cola o del sapore preferito per creare bevande diverse. L’introduzione di un gasatore d’acqua nel proprio bilancio familiare significa anche fare un passo verso il definitivo abbandono delle bottiglie di plastica con un risparmio sull’acquisto dell’acqua al supermercato, ma si risparmierà davvero? E i gasatori sono sicuri per la salute? Questo articolo fornirà tutti gli elementi per capire i vantaggi e gli svantaggi di dotarsi di un apparecchio per rendere l’acqua del rubinetto frizzante e per fare una scelta consapevole.

Scopriamone il funzionamento 

Il principio alla base dei gasatori è quello di attingere acqua dal rubinetto e aggiungervi anidride carbonica. Il processo per rendere l’acqua frizzante richiede pochi secondi e tutti i principali produttori di gasatori funzionano nello stesso modo, la differenza – e di conseguenza i prezzi – cambiano in base ad alcuni accorgimenti come la presenza o meno di un sistema di filtraggio dell’acqua per togliere residui di impurità dell’acqua del rubinetto o di un addolcitore. Ogni gasatore è collegato a una bottiglia – in vetro o PET – fornita dal produttore stesso: ogni modello richiede la bottiglia specifica perché questa di aggancia ermeticamente al cilindro erogatore di anidride carbonica. Le comuni bottiglie di plastica non sono compatibili, ogni gasatore deve essere dotato della propria bottiglia all’acquisto. Il nucleo del macchinario è il cilindro che contiene il gas alimentare per aggiungere le bollicine. La maggior parte dei prodotti sul mercato sono composti da un cilindro di 425 gr di anidride che consente, in teoria, il gasamento di circa 80 l. di acqua; nella pratica dell’utilizzo, i valori indicati dalla case produttrici non sono quasi mai rispettati perché – indipendentemente dall’uso - si riesce a gasare circa 40-50 litri di acqua con un cilindro: con una media di 2 litri al giorno a persona di acqua frizzante si ipotizza la ricarica del cilindro ogni 25 giorni (per una persona, se il nucleo familiare è più grande, la frequenza di ricarica è più ravvicinata). Questo aspetto incide sulla valutazione del risparmio: se da una parte non si devono acquistare bottiglie di plastica, bisogna considerare i costi di ricarica di C02 del cilindro. Allo stesso modo, bisogna tener presente che le bottiglie fornite in dotazione, necessitano di essere sostituite ogni due anni sia perché il materiale si deteriora, sia perché le guarnizioni per la tenuta ermetica si usurano e necessitano la sostituzione per garantire sempre una gasatura ottimale. 

Quali sono i fattori determinanti per scegliere il prodotto giusto

Il successo dei cilindri per gassare l’acqua ha incrementato la concorrenza sul mercato e la varietà di apparecchi tra cui scegliere: sebbene il funzionamento e il principio sia sostanzialmente simile per tutti, le differenze tra i modelli – oltre alla linea estetica – è data dalla struttura e dalla tecnica di alimentazione. Gli apparecchi si distinguono in:

Gasatore dell'acqua

  1. Gasatore d’acquamanuale: è la tipologia più economica e diffusa che funziona senza elettricità né batterie. Il processo di gasatura si attiva direttamente aprendo il rubinetto dell’acqua sfruttandone la pressione. Strutturalmente sono più ingombranti dei modelli elettrici o a batterie, più slim e pratici. Non essendoci costi aggiuntivi di elettricità o batterie, i consumatori utenti realizzano un effettivo risparmio sul lungo termine, dovendo solo aggiungere i costi di ricarica del cilindro.
  2. Gasatoreelettrico e a batteria: tipologia altrettanto diffusa e mediamente economica, ha una struttura più compatta e dal design più gradevole e l’azione di gasatura viene azionata dalla corrente elettrica – o dalla batteria ricaricabile - con maggiore efficacia e rendimento nell’azione gasante e con la possibilità di scegliere modelli con funzioni aggiuntive;
  3. Gasatorecon attacco alla rete idrica: la tipologia più costosa perché richiede l’installazione di un impianto fisso con attacco diretto alla rete idrica e con bombola di anidride carbonica. Il prezzo di vendita e di installazione è alto e lo rende il prodotto meno diffuso sebbene sia quello che garantisce le migliori prestazioni e al quale può essere associato il sistema di filtraggio e purificazione dell’acqua. È una tipologia consigliata alle famiglie numerose senza rinunciare al gusto delle bollicine nell’acqua e alla creazione di altre bevande frizzanti.

Un altro aspetto da considerare nella scelta di un gasatore d'acqua è la varietà di funzioni aggiuntive. Le dimensioni, l’alimentazione e il prezzo fanno la differenza anche rispetto alla possibilità di avere più o meno funzioni: quanto più elementare è il gasatore, meno funzioni avrà; quanto più è “tecnologico” tanto più sarà corredato di modalità. Il prodotto è di per sé semplice nelle finalità, per cui anche la macchina più “sofisticata” ha funzioni limitate, ma utili, come per esempio:

  • La regolazione del livello di anidride carbonica da introdurre: ciò permette di assecondare i gusti dei membri della famiglia da chi preferisce l’acqua molto frizzante a leggermente frizzante, regolando a ogni erogazione il grado di gasatura;
  • La refrigerazione: alcuni modelli elettrici permettono la refrigerazione dell’acqua insieme al processo di gassatura.
  • Filtraggio dell’acqua: alcuni modelli aggiungono un filtro al rubinetto per depurare l’acqua prima della gasatura. È una funzione che non intacca il processo di potabilità degli acquedotti, ma serve solo a ridurre eventuali residui di sabbia o micro-particelle presenti nelle tubature domestiche.

Una caratteristica importante quando si sceglie un gasatore d'acqua è la struttura: dopo aver valutato l’alimentazione e le possibili funzioni, bisogna considerare alcune caratteristiche strutturali che variano in base alle diverse tipologie del corpo macchina e della bottiglia fornita in dotazione. A questo riguardo esistono tre macro-tipologie di struttura:

  1. Le bottiglie autogasanti;
  2. Il corpo macchina con bottiglia integrata;
  3. I gasatori con bottiglie in vetro.

Le bottiglie autogasanti sono impiegate nelle tipologie di gasatori più semplici (quelli manuali, per esempio) che non hanno un vero e proprio corpo macchina, ma che sono dotate di uno speciale tappo all’interno del quale si inseriscono le ricariche di anidride carbonica. Il funzionamento è semplice: si riempie la bottiglia di acqua, si effettua una pressione sulla leva presente sul tappo speciale che avvia la gasatura. Le dimensioni della bottiglia corredata di tappo variano da 0,75 l a 1,5 l. e vi sono modelli con tappi erogatori che permettono di regolare il livello di gasatura, quindi regolando la pressione rispetto a ogni “scatto”. Si tratta dei modelli di gasatori più compatti in assoluto, ma anche più adatti all’uso individuale piuttosto che familiare.

gasatori con corpo macchina e bottiglia integrata sono ugualmente compatti, ma di dimensioni variabili. Il corpo macchina è quello dotato di pulsanti o leve per azionare il processo di gasatura che possono essere attivate manualmente o elettricamente. La bottiglia integrata è collegata alla bocchetta di erogazione e questo rende impossibile l’utilizzo di altri tipi di bottiglia che non siano compatibili con quello della marca produttrice. Un ulteriore svantaggio di questa tipologia è che il corpo macchina deve essere regolarmente pulito per evitare l’accumulo di sporcizia, impurità e formazione di batteri.

Infine, vi sono i gasatori con corpo macchina senza bottiglia integrata che funzionano come tutti gli altri modelli con la sola differenza di non essere dotati di una bottiglia integrata per cui è possibile utilizzare altri tipi di bottiglie, in vetro o plastica, dalle misure standard. Il processo di gasatura si svolge quindi tutto all’interno del corpo macchina e quando si attiva l’erogatore, l’acqua esce già frizzante. È ideale per chi ha necessità di riempire molte bottiglie. È bene ricordare che la durata della gasatura è in media di un giorno, dopo di ché l’anidride carbonica evapora, nonostante la bottiglia resti chiusa ermeticamente o conservata in frigorifero. 

Altri fattori da prendere in considerazione

Un elemento importante è la faclità di reperimento delle cartucce di CO2 per la ricarica. Indipendentemente dalla tipologia strutturale e funzionale del gasatore, il principio alla base è l’uso dell’anidride carbonica, le cui ricariche devono essere acquistate periodicamente. Le ricariche variano anche in base alla tipologia di gasatore: quelli manuali autogasanti hanno ricariche molto piccole, quelli con un corpo macchina sono più grandi. Alcuni marchi produttori vincolano l’acquisto delle ricariche dello stesso brand, altre invece permettono l’uso di ricariche universali (solitamente anche più economiche). Gli amanti delle bevande gassate, in genere, che non vogliono essere vincolati alla sola acqua devono sincerarsi che la macchina sia compatibile con le ricariche per realizzare bevande di sapori diversi, da estratti naturali, cola, frutta. È un dettaglio utile per fare una scelta orientata all’acquisto di un prodotto completo.

A questo proposito non bisogna neanche sottovalutare i materiali sia dei contenitori in dotazione (plastica dura o vetro) sia del corpo macchina per i modelli più sofisticati (acciaio o plastica). L’importante è verificare che i materiali siano solidi e resistenti alle sollecitazioni e alla pressione del gas e che siano a loro volta privi di sostanze tossiche (come il BPA).

Il prezzo è l’aspetto più variabile da prendere in considerazione dal momento che molto dipende dal nome del marchio, dalla tipologia, dalle funzioni e da tutte le caratteristiche riportate sopra. I prezzi, dunque, oscillano dal prodotto più economico rappresentato dalle bottiglie autogasanti a partire da 20 €  fino a 40 € (la differenza è data dal tappo e dalle cartucce) fino ai costosi impianti con opere di installazione da parte di operai qualificati, ai prezzi medi per un modello con corpo macchina che partono da 60 € per arrivare a oltre 150 € (la differenza è data dalla presenza o meno della bottiglia integrata e dalle funzioni).

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Si risparmia davvero con i gasatori dell'acqua?

No. Un gasatore d'acqua non è sinonimo di risparmio né sull’acquisto delle bottiglie al supermercato, né sul risparmio sui costi aggiuntivi: quanto più il gasatore è sofisticato tanto maggiore sarà il costo all’acquisto e il tempo per ammortizzare la spesa si allunga perché bisogna aggiungere i costi delle ricariche, la manutenzione, il consumo di energia (nel caso dei macchinari più evoluti, anche se non è eccessivo poiché è un elettrodomestico poco potente e a bassi consumi), tutti fattori che alla lunga influiscono sulla spesa:

  • Una bottiglia in PET (facile da riciclare e di materiale non tossico) o in vetro ha il costo singolo che oscilla tra i 12 e i 15 €;
  • Una ricarica di gas per il cilindro del corpo macchina costa in media 25 € (su cui si può risparmiare se si ricarica il cilindro vuoto pagando solo il costo del gas).

Molto dipende dai consumi effettivi, dal nucleo familiare, dalla tipologia di gasatore: vi sono prodotti economici che permettono un risparmio effettivo di 130 € l’anno rispetto al costo medio delle bottiglie del supermercato stimato intorno a 204 € (stima basata sul consumo di 2 litri di acqua al giorno per una persona), così come vi sono macchine avanzate che incidono sul bilancio familiare con una spesa superiore a 300 € l’anno. Occorre trovare il giusto compromesso tra qualità, comodità, risparmio a cui si aggiunge una riflessione in ottica ambientalista, presupponendo che una scelta di questo tipo ha un impatto ambientale in positivo e in negativo: si riduce lo smaltimento delle plastiche, ma aumenta il problema dello smaltimento dei prodotti RAEE.





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