Il deposito cauzionale (o cauzione) viene richiesto dal proprietario che affitta all'inquilino come garanzia per le obbligazioni assunte all'interno del contratto di locazione; esso nello specifico assicura il pagamento dei canoni e la buona conservazione dei locali. Rientra dunque nelle dinamiche dei diritti e dei doveri dell'inquilino e del proprietario.

Cosa fare se l'inquilino non paga l'affitto

In caso d'inadempienza contrattuale la somma del deposito cauzionale potrà divenire di proprietà del locatore. La cauzione è regolata dall'articolo 11 della legge 392/78, che stabilisce l'importo non superiore a tre mensilità del canone libero o concordato, destinato a produrre interessi al tasso legale, da corrispondersi al termine di ogni anno, dal 1.01.2002.

In assenza di danni causati dall'inquilino, la cauzione verrà restituita alla fine della locazione e non potrà mai essere usata per coprire il pagamento del canone di affitto. Alla firma del contratto, oltre alla cauzione, il conduttore versa al proprietario anche l'affitto anticipato di alcune mensilità del canone; questa somma può variare da una a tre mensilità.

Gli interessi prodotti dal deposito cauzionale dovrebbero essere accreditati al termine di ogni anno dal locatore all'inquilino, anche in assenza di specifica richiesta. In caso di mancato accredito, gli interessi legali maturati, sino al momento del rilascio dell'appartamento, saranno rimborsati insieme al deposito cauzionale. La legge consente infatti al locatore di corrispondere l'intera somma (cauzione più interessi maturati in TOT anni) alla scadenza contrattuale.

Come rimborsare il deposito cauzionale

Il rimborso del deposito cauzionale e degli eventuali interessi non ancora versati, si verificherà solo dopo il rilascio dell'appartamento da parte dell'inquilino. Nel caso in cui il deposito o gli interessi relativi non vengano rimborsati dal proprietario, il condutture prima che intervenga la prescrizione ha 10 anni di tempo per inviare il decreto ingiuntivo e pretenderne il rimborso.

Qualora il locatore trattenesse la somma in deposito a titolo di rimborso danni, senza proporre contestualmente la domanda giudiziale per l'attribuzione, l'inquilino può sottoporre a un giudice un decreto ingiuntivo per ottenerne il rimborso. Il proprietariopuò a sua volta opporsi, dimostrando il danno e, di conseguenza, il diritto a ottenere il rimborso dello stesso.

In alternativa al versamento dei liquidi, il deposito cauzionale può essere versato anche mediante garanzia fideiussoria (bancaria o assicurativa).

Il mercato degli affitti in Italia

A seguito della crisi economica post 2008, il settore immobilare è stato uno degli ambiti che più ha sofferto la depressione. Una logica conseguenza visto che in Italia venivano bruciati molti posti di lavoro e i cittadini non avevano più i soldi necessari per far fronte a una spesa così ingente. In questo discorso rientra poi la rigidità degli istituti bancari che chiedono super garanzie prima di concedere un prestito. Un modo cortese per non avere una speranza di acquistare una casa, da sempre ritenuto uno dei beni più sognati dal popolo del nostro Paese.

La crisi economica, dicevamo, ha avuto una netta ricaduta sul settore immobilare e sul prezzo degli immobili, che nel 2014 sono calati del 2.9% per un prezzo medio che si è aggirato intorno ai 2000 euro a metro quadro. Nel report delle tariffe applicate in tutte le Regioni d’Italia, gli Enti locali più cari sono stati la Liguria e il Lazio con 2877 euro a metro quadro. Paragonando invece il prezzo delle case nelle province e nelle grandi metropoli urbane, la città più cara dello Stivale è Venezia con i 4455 euro richiesti, seguita da Roma e Firenze, rispettivamente 3.672 euro/m² e 3.472 euro/m². Al contrario, le province più economiche risultano Biella (821 euro/m²) e Caltanissetta (893 euro/m²). La Regione meno cara è invece la Calabria, con 1020 euro/m² richiesti per un immobile.

Il settore immobiliare, con i prezzi delle case che sebbene siano calati restano tuttavia fuori portata per la stragrande maggioranza dei cittadini, ha generato la crescita di un altro settore, ossia quello degli affitti. Se prima il tema della locazione risultava marginale, ora invece è cresciuto esponenzialmente, con i clienti che possono permettersi più un affitto che un mutuo, che richiede un insieme di combinazioni non sempre concretizzabili. Tuttavia, anche sul tema affitti ci sono da registrare alcuni dati contraddittori: il prezzo delle locazioni è sì calato ma esso rimane ad una soglia esagerata, soprattutto se si prendono in considerazione le tariffe applicate alla periferia della città, schizzate a cifre improbabili.
Tutto ciò ha generato la logica conseguenza di una frenata negli acquisti, con molti imprenditori che sono rimasti con gli immobili invenduti. Il Decreto approvato dal Governo nell’estate 2014 si è posto come obiettivo quello di rilanciare i consumi nel settore immobiliare attraverso una politica di agevolazioni fiscali. Nel 2015 è previsto un aumento delle vendite ma tutto ciò dipenderà da due fattori: costo degli immobili o affitti ed aumento dell’occupazione, con maggior potere salariale da parte dei cittadini italiani.

 



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