La “nascita” delle televisioni curve risale al 2013 e smuove un settore tecnologico in perdita nelle vendite. La “moda” delle televisioni curve è cresciuta negli anni grazie al design moderno e accattivante, ma dal punto della qualità dell’immagine è davvero sorprendente? Quali sono i limiti o i vantaggi di una visione arrotondata delle immagini? Lo scopriremo insieme approfondendo ogni aspetto di questo prodotto tecnologico innovativo e in evoluzione.

La tecnologia dietro le televisioni curve

Le televisioni curve utilizzano uno schermo ultrasottile che si curva – anche se non eccessivamente – per permettere di vedere meglio le parti angolari conferendo una percezione dell’immagine migliore e l’illusione ottica di un’immagine di dimensioni maggiori. L’idea di curvare lo schermo nasce dunque dal principio in base a cui l’occhio umano naturalmente tende a vedere e percepire in modo ottimale un’immagine arrotondata rispetto a una totalmente piatta. In altre parole, lo schermo curvo amplia il campo visivo.

Sebbene il principio sia corretto, tuttavia, bisogna dire che tale effetto funziona solo se ci si pone alla giusta distanza dall’apparecchio e se lo schermo ha le dimensioni adeguate. In linea di principio la distanza dallo schermo curvo deve essere minore rispetto a quella da tenere per uno schermo piatto delle stesse dimensioni. A titolo di esempio, per una televisione curva da 55 pollici, la distanza dallo schermo piatto deve essere almeno di 3 metri, per lo schermo curvo sono sufficienti 1,5 – 2 metri per goderne degli effetti.

Vantaggi del Tv curvo

televisioni curve

I vantaggi sono correlati principalmente alla visione e qualità delle immagini: un campo visivo maggiore e completo, una sensazione di full immersion e coinvolgimento, design innovativo e moderno, riflessi di luce azzerati che permette una maggiore versatilità nello scegliere dove posizionare le televisioni curve. Il senso di profondità è ampliato e si percepisce la tridimensionalità senza l’uso di occhiali specifici: la curvatura dei bordi verso lo spettatore, infatti, determina la profondità e il corretto contrasto dei colori amplifica l’effetto simil 3D. Lo schermo curvo focalizza la luce dei led verso gli occhi dello spettatore con lo stesso principio delle parabole satellitari che convogliano il segnale centrandolo sull’LNB, offrendo un contrasto maggiore.

Un altro vantaggio è l’uniformità di visione, in quanto la curva traccia la forma arrotondata degli occhi, trasferendo un’immagine più focalizzata e confortevole per la vista: il principio è confermato dall’uso – precedente la nascita dei TV arrotondati - degli schermi curvi nelle sale cinematografiche per favorire l’esperienza e la qualità di immagine in sala. Vi sono modelli di TV che – a conferma di questa argomentazione – hanno un livello di curvatura quasi al limite del cerchio con 4200 mm di raggio che si apprezza alla distanza di 3,2 metri e per dimensioni non inferiori a 50 pollici.

Svantaggi dei televisori curvati

monitor curvo

Gli svantaggi sono strettamente correlati agli stessi vantaggi. La necessità di posizionarsi alla giusta distanza per poterne apprezzare pienamente la visione e la qualità. Le televisioni curve non rendono se non hanno una determinate dimensione, per cui la misura minima per poterli apprezzare è 50 pollici che significa, comunque, un apparecchio molto grande difficile da collocare in un appartamento medio-piccolo soprattutto per la mancanza delle distanze necessarie. Il limite di spazio e la curvatura impediscono di poter appendere al muro un apparecchio simile, inoltre le estremità sporgenti e che si distanziano dalla parete o dal supporto su cui viene posto lo rendono ingombrante, facile da sbatterci contro ed esteticamente non sempre convincente.

Se da un lato è vero che la visione dell’immagine segue una linea più “naturale”, dall’altro lato occorre fare attenzione a come si posizionano le luci nella stanza o la posizione rispetto alla finestra aperta o in piena luce poiché, come gli specchi deformanti del Luna Park, anche lo schermo curvo tende a distorcere e allungare le immagini. La curva che crea quel senso di profondità, in realtà, influisce negativamente sulla geometria dell’immagine qualora ci si ponga lateralmente rispetto all’apparecchio: per vedere in modo ottimale le televisioni curve bisogna posizionarsi esattamente al centro o al massimo spostarsi di 35 gradi a destra o a sinistra rispetto al centro dello schermo. Appena ci si posiziona fuori asse, le immagini diventano inguardabili e affaticano la vista.

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Conclusioni

In fin dei conti, vale la pena acquistare le televisioni curve? La risposta è: dipende. Sapendo che le condizioni ottimali per godere di una visione immersiva è quella di un televisore grande, “avvolgente” che si può vedere solo se seduti frontalmente e vicini allo schermo, è sufficiente – a questo punto - valutare la fattibilità: se vi sono gli spazi e le modalità corrette per giustificare un acquisto di un certo peso economico, forse non completamente adatto per trascorrere le serate in famiglia o con un nutrito numero di persone, almeno ché non ci si metta tutti al centro.

I prezzi delle televisioni curve partono da 800 € per superare anche i 5000 €. La differenza è data dalle dimensioni in pollici, dall’HD, schermo OLED a 4K, e dalle funzioni (se tv smart oppure standard).

 



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