Spazio in altezza da poter sfruttare e utilizzare in modo proficuo? Avete deciso di costruire un soppalco? Non vedete l’ora di avere lo spazio necessario a contenere tutte le vostre cose? Volete in casa un luogo non visibile che consenta di riporvi oggetti utilizzati di rado? Desiderate costruire un soppalco che funga da un altro locale abitabile?

In primis, è bene che sappiate che è necessario rispettare alcune norme, non per questo , però, la sua costruzione /realizzazione deve essere qualcosa di molto complicato. E' bene, inoltre, rivolgersi ad un professionista , architetto o ingegnere che, valuti la portata necessaria per la realizzazione del progetto e la stabilità. Esso si interesserà anche di tutti gli aspetti normativi e le sue verifiche.

Con finalità abitative

Se il soppalco ha finalità abitative, cioè si crea un'altra stanza soppalcata, allora aumenta la superficie dell’intera abitazione e quindi è necessario legalizzare i nuovi millesimi. Il soppalco ha finalità abitative quando prevede la “permanenza continuativa di persone”.

Con la sentenza n.8869 dell'1.3.2007, la Cassazione ha sancito l’obbligo del permesso di costruire (o della DIA) per costruire un soppalco. Ciò in base a quanto stabilito dall'art. 10 del D

Le norme vietano la creazione di un soppalco “abitabile” quando la sua superficie supera un terzo della superficie del locale di cui fa parte. Secondo la normativa , inoltre, è necessario rispettare i rapporti aeroilluminanti ( in base al comune in cui risiede l'immobile essi possono essere di 1/8 o 1/10. Una volta avuta certezza che il soppalco può essere realizzato è necessario verificare presso gli Uffici Tecnici se vi è la necessità di presentare una pratica edilizia.

Altezze da rispettare

E' necessario prima di tutto verificare che la costruzione del soppalco sia permessa dal regolamento Comunale di dove risiede l'immobile. La normativa in questione risulta essere molto attenta soprattutto alle altezze minime da rispettare I Regolamenti Edilizi stabiliscono delle altezze da rispettare all’interno di un’unità abitativa. L’altezza minima per i locali abitabili è di solito di m. 2,70 (nei comuni montani oltre i mille m. di altitudine, l’altezza è di m. 2,55). I locali quali: corridoi, disimpegni, bagni e ripostigli, devono avere invece un’altezza minima di 2,40 metri.

Cosa garantisce la legge per la costruzione del soppalco

Le norme sopracitate tendono a garantire i principi d’igiene e di areazione. Le leggi infatti tutelano che gli spazi interni non siano utilizzati “troppo intensamente” o che non vi siano sufficienti aperture per l’aria o la luce. Il rapporto in questo caso deve essere di 1/10 o 1/8 tra la superficie delle finestre e la superficie del pavimento.

In ultimo, per evitare di appesantire eccessivamente il soppalco, è consigliabile optare per un arredamento “essenziale”.

Sul web è possibile trovare diverse aziende che vendono dei soppalchi dai montaggi semplici, quindi fai da te. Di seguito un video che illustra come può essere semplice costruire un soppalco.

Come presentare la DIA Ordinaria

L'attività edilizia in Italia è regolamentata da severe norme da rispettare, principalmente al fine di evitare fenomeni di abusivismo; una cosa da fare quando si inizia a costruire un immobile di qualunque tipo è la DIA ordinaria (Denuncia di Inizio attività).

La D.I.A. ordinaria è un atto amministrativo nato con la legge n.47/85 e ancora oggi disciplinato dal Testo Unico dell'Edilizia, contenuto nel D.P.R. 380/2011 agli articoli 22 e 23. La D.I.A. ordinaria è un'autodichiarazione da presentare in Comune su un apposito modulo e redatta da un professionista abilitato.

La D.I.A. ordinaria va consegnata trenta giorni prima dell'effettivo inizio dei lavori (venti giorni in Toscana). Se non vi sono obiezioni da parte del Comune, è possibile avviare il cantiere. Nei trenta giorni precedenti all'inizio dei lavori, il responsabile comunale può chiedere delle integrazioni alla documentazione già richiesta; il termine dei trenta giorni viene così sospeso.

La D.I.A. ordinaria ha validità di tre anni ed è gratuita, anche se possono essere richiesti dei costi per il normale trattamento della pratica stessa. Qualora l'immobile sia sottoposto a un vincolo, il termine di trenta giorni decorre dal rilascio dell'assenso dell'ufficio addetto. 

Possibilità e limiti

L'articolo 22 del D.P.R. 380/2001 sancisce che, tramite una Denuncia di Inizio delle Attività, si possono costruire opere:

  • non riconducibili ad attività edilizia libera (articolo 6 D.P.R. 380/2001);
  • non riconducibili al Permesso di costruire (articolo 10 D.P.R. 380/2001).

Questo strumento, diretta evoluzione della legge n°47/85, consente a chi ne faccia uso di poter costruire nuovi immobili, purché siano permessi da un piano regolatore. Per quanto riguarda invece lavori di restauro conservativo, manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia, alla DIA si è andata a sostituire la CIL (comunicazione di inizio lavori).

Sebbene progressivamente sostituita da nuove procedure, la Denuncia di Inizio delle Attività è ancora utilizzata in alcune regioni (con la denominazione di “Super DIA”) grazie alla legge 443/01, che permette la realizzazione di opere di nuova costruzione purché consentite da un piano particolareggiato.
Sempre a discrezione delle singole regioni la “Super DIA” è stata ampliata nelle sue funzioni, permettendo in alcune realtà di equivalere al Permesso di Costruire.

Cosa scrivere in una DIA ordinaria

La Denuncia di Inizio della Attività va presentata presso l'Ufficio Tecinco del Comune competente e deve includere:

  • la firma di un professionista abilitato: Ingegnere, Geometra, Architetto, Perito;
  • un progetto in veste grafica che indichi lo stato attuale dell'area interessata e una rappresentazione dell'opera compiuta;
  • il programma dei lavori che specifichi i lavori che si intendono eseguire e le leggi relative che lo consentono;
  • una certificazione mediante la quale chi fa il progetto si assume la responsabilità, asserendo che l'opera sia interamente a norma.

Presentata la documentazione, essa viene considerata accettata dalla Pubblica Amministrazione dopo 30 giorni, decorsi i quali si potranno avviare i lavori per “tacito assenso”.

Insieme alla DIA vanno allegati, obbligatoriamente:

  • la richiesta dei lavori da parte del proprietario;
  • una relazione tecnica sui lavori da parte di chi ha fatto il progetto;
  • un elaborato che mostri l'opera prima e dopo i lavori, sempre a firma del progettista;
  • il DURC e la comunicazione dell'impresa che esegue i lavori.

Dopo l'intervento l'interessato dà comunicazione allo Sportello Unico e il progettista, o il tecnico abilitato, rilascia il certificato di collaudo finale, al fine di attestare che quanto eseguito è conforme al progetto presentato, corredandolo della ricevuta di una eventuale variazione catastale.

 





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