In questi anni, il governo ha lanciato diverse iniziative volte al miglioramento e all'efficientamento energetico delle abitazioni e favorire cosí anche le ristrutturazioni edilizie in generale. In quest'ottica, anche in considerazione dell'elevata sismicitá del nostro territorio, apprezzabile è stato anche l'avvio dell'iniziativa riguardante il cosiddetto Sismabonus. Questa, come vedremo meglio in seguito, è una misura finalizzata ad incrementare e favorire la sicurezza delle abitazioni e degli edifici di tipo produttivo, in particolare nelle aree a forte rischio sismico.

Per Sismabonus si intende un beneficio a favore di contribuenti privati e società che intraprendono lavori di ristrutturazione per mettere in sicurezza e rendere efficiente energeticamente gli immobili. Il beneficio consiste in una detrazione IRPEF o IRES (per le società) che va dal 50% all’85% delle spese sostenute. Le detrazioni si applicano sui lavori realizzati su edifici di tipo abitativo o adibiti ad attività produttive relativi a interventi di demolizione e ricostruzione (purché non classificati come lavori di nuova costruzione). Se gli interventi rispettano i requisiti, la detrazione può essere potenziata fino al 110% - super Sismabonus – con la possibilità di cessione del credito all’impresa che esegue i lavori.

Con la legge di bilancio 2022, il Sismabonus viene prorogato fino al 2024, con aliquote a diminuire: 110% fino al 31 dicembre 2023, 70% nel 2024 e 65% nel 2025.

Sismabonus: definizione e calcolo detrazione

L’art. 16 comma 1 bis del Decreto Legge n. 63 del 2013 definisce il sismabonus come un’agevolazione per chi effettua interventi di risanamento o messa in sicurezza antisismica su immobili a uso abitativo o edifici produttivi. Gli interventi vanno eseguiti su parti strutturali degli immobili situati preferenzialmente in zone ad alto rischio sismico, secondo la seguente classificazione:

  • Zona 1 ad alto rischio sismico (accelerazione massima su roccia 0,35g);
  • Zona 2 rischio di forti terremoti (accelerazione massima su roccia 0,25g);
  • Zona 3 rischio sismico medio (accelerazione massima su roccia 0,15g);
  • Zona 4 la probabilità di eventi sismici è molto bassa (accelerazione massima su roccia 0,05g).

Ogni zona ha un “valore” di azione sismica utile da conoscere ai fini della progettazione che si esprime in termini tecnici di accelerazione massima su roccia.

La detrazione si applica su un totale si spesa dei lavori pari a 96.000 € per unità immobiliare e ripartita in 5 quote annuali di pari importo. La percentuale massima per il sisma bonus ordinario è pari al 50% dei lavori effettuati, ma può aumentare in uno dei seguenti casi:

  • Fino al 70% delle spese sostenute per la realizzazione di lavori che determinano la riduzione del rischio sismico di una classe di rischio (75% se gli interventi interessano parti comuni condominiali);
  • Fino all’80% delle spese se gli interventi riducono il rischio sismico fino a scendere di due classi di rischio (85% per le opere su parti strutturali comuni condominiali).

Quando, quindi, il super Bonus edilizio assorbe il sisma bonus ordinario e a condizioni rispettate per l’ottenimento del super bonus, subentra l’obbligo di applicare la percentuale del 110%. Le aliquote ordinarie per il sisma bonus (50%, 70-75% e 80-85%) restano vigenti anche dopo il 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2024).

Il decreto rilancio 2020 ha introdotto la possibilità della cessione del credito e dello sconto in fattura anche per il sisma bonus con superbonus 110% e per tutti gli interventi agevolabili come l’ecobonus (65%) e il bonus ristrutturazioni (50%).

Interventi ammessi

Sismabonus

Gli interventi antisismici, locali o gobali ammessi nell’ambito del sisma bonus sono:

  • Connessioni pareti e solai (interventi locali);
  • Intonaco armato oppure iniezione di malta di calce (interventi globali);
  • Messa in sicurezza statica;
  • Cucitura di fessure;
  • Rinforzo dei solai.

Tra le novità introdotte con la legge di bilancio 2022, si cita anche il Sismabonus Acquisto che interessa la detrazione che si applica agli acquirenti di nuove case edificate in zone di rischio sismico 1, 2 e 3 al posto dei fabbricati demoliti per ricostruirli con criteri anti-sismici. L’agevolazione è ammessa se l’impresa edile che realizza i lavori di demolizione e ricostruzione per miglioramento antisismico consegna l’immobile entro 18 mesi dalla data di chiusura dei lavori. L’acquirente, in questo caso, potrà usufruire della detrazione direttamente sul prezzo di vendita, fino a un massimo di 96.000 €.

Altro elemento importante e che riguarda pure il Sismabonus è il cosiddetto "Visto di Conformitá", una misura i cui effetti sono stati allargati dal recente Decreto Antifrode (Decreto Legge nº157/2021). Quest'ultima normativa, in particolare, ha ampliato in generale tale visto, come obbligo per tutti quei lavori di ristrutturazione e quindi opere su edifici che possono usufruire di eventuali benefici fiscali. Difatti, dal 2022 il visto di conformitá risulta obbligatorio per tutti i bonus di tipo edilizio e pertanto anche per il Sismabonus.

Questo genere particolare di "visto" non è altro che una verifica che un Caf (Centro Assistenza Fiscale) o un semplice commercialista devono effettuare sulla documentazione loro presentata e che  attesti la conformitá ai requisiti richiesti dalla normativa per poter usufruire del bonus stesso. La Legge di Bilancio 2022 ha, comunque, definito che per tutti i lavori di edilizia libera e che non superino la quota dei 10.000 Euro, la richiesta del visto di conformitá non risulta obbligaria. Tuttavia, il Sismabonus rientra tra le agevolazioni fiscali che necessitano di tale visto.

Per coloro che fossero interessati quindi a questo bonus, è possibile richiedere i benefici fiscali fino al Dicembre 2024. La documentazione relativa deve essere presentata in sede di dichiarazione annuale dei redditi. È importante ricordare che i pagamenti di tali interventi edilizi devono essere rintracciabili e di conseguenza effettuati attraverso bonifici postali o bancari, riportando inoltre i dati sia del comittente che dell'impresa esecutrice, oltre che naturalmente pure la causale del versamento.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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