In merito ai lavori edilizi, al fine di evitare l’enorme piaga dell’abusivismo edilizio sono stati realizzati dallo Stato italiano determinati atti amministrativi utili a regolarizzare le opere sugli immobili e la loro corretta costruzione. Oltre alla DIA Ordinaria e alla Super DIA, alcune regioni italiane applicano la SCIA.

Cos'è la SCIA

L’articolo 49, comma 4-bis del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha rimpiazzato la Dia con la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia).

Con la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, è ora possibile operare immediatamente dal giorno seguente alla consegna del documento al Comune dove è situato l'immobile da ristrutturare.

L'Ente intanto avrà a disposizione sessanta giorni perverificare la regolarità dei documenti e dei lavori; dopo tale periodo il Comune potrà sospendere le attività di ristrutturazione solo in caso di gravi e rilevanti pericoli a persone o cose di dominio pubblico.

Ambiti diversi rispetto a DIA e CILA

Com'è stato già chiarito, la Denuncia di Inizio Attività è ancora attiva anche se i suoi ambiti di utilizzo sono stati ridotti.
Precedentemente, la Dia era utilizzata per la ristrutturazione degli appartamenti, demolizione e risanamento di edifici. Oggi il suo utilizzo rimane solo negli ambiti in cui è previsto un esborso di oneri concessori, anche se sempre più spesso viene sostituita dalla Super Dia.

La Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, invece, riguarda la manutenzione straordinaria di edifici che non comporti, però, né la modifica di parti strutturali dell'edificio né aumento delle unità abitative o una modifica dei parametri urbanistici.

Le opere possibili tramite la segnalazione certificata Scia sono molto più numerose nella tipologia: manutenzione straordinaria, legate a parti strutturali della casa, nonché ad aumento dei parametri e del numero di immobili; opere di restauro e di risanamento conservativo; opere di qualsiasi tipo che necessitino di assensi dagli organi di tutela paesaggistica o monumentale, con assenso da consegnare in allegato.

Chi presenta la SCIA

La Scia va presentata dal possessore dell'abitazione, o da chi ne fa le veci, e deve contenere documenti attestanti le prerogative previste per legge atte alla ristrutturazione; è quindi necessario, prima delle verifiche dell'ente, far valutare a tecnici autorizzati lo stato dell'immobile.

Qualora venissero omessi dettagli o falsificati i canoni di conformità alla legge, sono previste sanzioni di natura penale con reclusione da uno a tre anni.

I documenti che accompagnano la segnalazione certificata Scia sono:

  • Una relazione di un tecnico professionista imparziale e abilitato
  • Elaborati grafici
  • Il Durc
  • Diritti di segreteria

In caso di abitazione sotto vincoli di natura culturale, ambientale, paesaggistica ecc, è indispensabile, al fine di ottenere la Scia, una licenza o autorizzazione fornita dall'ente preposto che può essere l'Asl, il Genio Civile o lo stesso Comune.

Si ricorda che il Documento unico di regolarità contributiva ed è una dichiarazione dell'impresa circa la regolarità della sua posizione nei confronti degli istituti Inps, Inail e Cassa Edile.
Il Durc dev'essere richiesto da tutte le imprese ed è obbligatorio: nel caso in cui, dopo la domanda gli istituti preposti valutassero la posizione delle aziende irregolare, queste non potrebbero dare inizio ai lavori sino a quando non avranno rimediato alle incongruenze.

Durata della Segnalazione di inizio attività

La segnalazione certificata Scia ha una validità di tre anni, come per la DIA, e viene applicata dagli Enti locali che non ammettono nella propria giurisdizione quest’ultima forma di autodichiarazione edilizia. La SCIA è infatti un’autodichiarazione che va compilata su un apposito modulo da un professionista del mestiere e consegnata in Comune, anche attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno.

I lavori possono iniziare subito dopo che il Comune abbia depositato la segnalazione tramite SCIA. Le opere possibili tramite la SCIA sono: manutenzione straordinaria, legate a parti strutturali della casa, nonché ad aumento dei parametri e del numero di immobili; opere di restauro e di risanamento conservativo; determinate opere di ristrutturazione edilizia, che non comportino aumento delle unità immobiliari, modifiche volumetriche e variazioni nelle destinazioni d’uso; opere di qualsiasi tipo che necessitino di assensi dagli organi di tutela paesaggistica o monumentale, con assenso da consegnare in allegato.

La SCIA, ai sensi del decreto legislativo numero 70 del 2011, è dunque applicabile anche agli immobili che possiedono dei vincoli storici, culturali o paesaggistici, purché sia presente il modulo di assenso ed escludendo i casi in cui in cui tali strutture non possano essere concesse ad altri. Nei casi di immobili in zone sismiche serviranno infine serviranno documenti che attestino il pieno rispetto delle norme relative.

Costi e sanzioni legati alla SCIA

Le sanzioni previste dalla SCIA dovrebbero essere le stesse di quelle della DIA. I Costi della SCIA dovrebbero essere nulla, anche se spesso vengono richiesti dei pagamenti legati al trattamento della pratica.





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