L’inadempimento contrattuale di un determinato onere si verifica nei casi di violazione di un preciso obbligo giuridico; il debitore non ha osservato, nel modo o nei tempi necessari, gli interessi del creditore.

L'istituto giuridico della risoluzione per inadempimento, inserito nel 1942 all'interno dell’articolo 1453 del codice civile, nasce per risolvere questi problemi; non è tuttavia applicabile per tutti i contratti, ma solo per i contratti a prestazioni corrispettive (o contratti“sinallagmatici”), siano essi tipici o atipici (innominati).

Quando può essere richiesta la risoluzione

La risoluzione per inadempimento può essere richiesta anche quando il giudizio è stato promosso per ottenere l'adempimento, ma non si verifica il contrario invece.

L'effetto giuridico legato a questo tipo di istituto è quello di sciogliere, con effetto retroattivo, il rapporto obbligatorio fra le parti contraenti. Il termine prescrizionale è quello ordinario di dieci anni.
In sostanza, la risoluzione per inadempimento si verifica tutte le volte in cui l'onere che vincola il debitore non è stato da quest'ultimo effettuato.

È da sottolineare che una sentenza del giudice che stabilisca la validità della risoluzione ha effetto preclusivo: la parte in torto non può, dopo la decisione adempiere alla propria obbligazione.
Una volta accertato questo, è possibile per la parte lesa chiedere il risarcimento (l'“interesse positivo”). Questa domanda può essere proposta sia contestualmente alla risoluzione che in separata sede, visto che il risarcimento può seguire un iter del tutto svincolato dal primo istituto – ovvero, le due istante non sono legate.

Due diverse situazioni di inadempimento

Di particolare importanza è la differenza tra il ritardo nell'adempimento e l'inadempimento definitivo. La prima situazione è ancora risolvibile e deve necessariamente verificarsi o tramite la cessione di quanto dovuto oppure nell'inadempimento; al contrario, l'inadempimento definitivo impedisce al debitore la concreta possibilità di adempiere il contratto.
Il codice civile concede inoltre alla parte adempiente il diritto di agire in giudizio per richiedere al giudice il risarcimento dei danni dalla parte inadempiente. La domanda di risarcimento dei danni per inadempimento contrattuale può essere richiesta congiuntamente o separatamente da quella di risoluzione.

La stesura della domanda di risoluzione del contratto non possiede un'efficacia limitata alle sole parti contrattuali, ma può avere effetti anche nei confronti dei terzi.

La caparra è da restituire oppure no in caso di risoluzione?

La cosiddetta “caparra confirmatoria” è una somma di denaro che che viene conferita alla conclusione di un contratto. Ha solitamente il compito di rafforzare e legittimare il vincolo già espresso dal contratto.

Ecco come si comporta la caparra nei vari casi contrattuali:

  • Entrambe le parti sono adempienti. In questo caso, la parte che ha ricevuto la caparra la può detrarre dal costo finale oppure restituirla a fine contratto (si pensi alle “mesate morte” relativo all'affitto di un appartamento.
  • La parte che ha dato la caparra è inadempiente. In questo caso, l'altra parte può trattenere la caparra e recede dal contratto che, quindi, viene sciolto.
  • La parte che ha ricevuto la caparra è inadempiente. L'altra può richiedere al giudice il doppio della somma conferita e recedere dal contratto. Come si è detto quando si è parlato di interesse positivo, quest'azione è completamente slegata dalla richiesta di risoluzione o adempimento.

Accertamento oggettivo e criterio soggettivo

Un ultimo elemento sul quale è doveroso soffermarsi nella trattazione di questo argomento è il rapporto fra l'accertamento oggettivo e il criterio soggettivo.
Per risolvere un contratto, occorre che il giudice attesti che l'inadempimento avvenuto non sia di scarsa importanza. L'accertamento oggettivo, quindi, è finalizzato a verificare la quantità oggettiva di danno che è stato cagionato a una delle parti. Tuttavia è ovvio che, a prescindere dalla possibilità di misurare o meno il danno, al giudice è concesso un criterio soggettivo per valutare tutto quello in cui una misurazione non è possibile.

Per questa ragione, il giudice è esortato ad uniformarsi al criterio di proporzione ovvero sulla “buona fede” contrattuale, ovvero sulla correttezza delle parti in sede di contratto.



Potrebbe interessarti

Locazioni a canone concordato: guida ai vantaggi fiscali

Nel diritto commerciale definiamo col termine di locazione un particolare contratto in cui uno dei soggetti, detto locatore, si impegna a far usare al soggetto locatario un determinato bene, per un periodo determinato, riscuotendo in cambio un corrispettivo detto canone.

Leggi tutto...

Scadenza locazione: cosa fare alla fine di un contratto

Nel momento in cui si arriva alla scadenza della locazione, o – meglio – del suo contratto, possono verificarsi varie possibilità per l’inquilino affittuario. Molto spesso accade che il contratto venga rinnovato da entrambe le parti alle condizioni iniziali, a meno che non intervengano eventuali ritocchi volti a modificare il canone d’affitto.

Leggi tutto...

Locazioni transitorie: condizioni, durata e rinnovo

Le locazioni transitorie si effettuano quando il proprietario o l'inquilino hanno la necessità di affittare momentaneamente un alloggio. La natura transitoria va dichiarata nel contratto e quella dell'inquilino va accertata attraverso una documentazione specifica da allegare al contratto stesso.

Leggi tutto...

Self Storage a Bologna e in Emilia Romagna

Il termine self-storage significa “deposito personale” ed indica la possibilità di affittare uno spazio, presso dei magazzini, ed utilizzarlo per depositare i propri beni.

Leggi tutto...

Le agenzie immobiliari di Padova: trova le più affidabili!

Le agenzie immobiliari si rivelano fondamentali quando si cerca casa in una città come Padova, dove gli annunci di vendita e affitto sembrano moltiplicarsi a vista d’occhio; vedremo, nell’articolo che segue, quale sia il ruolo degli operatori in questo campo e dove contattare le agenzie più rinomate per la loro affidabilità.

Leggi tutto...

I più condivisi

Compravendita tra privati: quali sono le imposte?

Quando si effettua una compravendita di una casa, le imposte da pagare vanno calcolate in modo diverso a seconda del tipo di acquisto: da privato o da costruttore. Chi decide di acquistare da un privato (o comunque da un soggetto diverso dall'impresa costruttrice) potrà pagare le imposte di registro, che saranno interamente dichiarate nell'atto di compravendita.

Leggi tutto...

Il mutuo ipotecario: cos’è e come funziona

Per chi è in procinto di acquistare un immobile la fase di analisi e scelta del finanziamento da prendere è fondamentale, soprattutto perchè si tratta di un investimento importante che nella maggior parte dei casi graverà sull’economia familiare a lungo termine.

Leggi tutto...

Facciamo chiarezza sull’immobile strumentale

Gli immobili strumentali rappresentano una particolare tipologia di bene. In pratica si distinguono in quanto vengono comprati dalle aziende per esercitare le proprie attività. Sottolineiamo il fatto che esistono:

Leggi tutto...

Accollo mutuo esistente: di cosa stiamo parlando?

Quando si vuole acquistare un immobile sempre più spesso accade che, ciò che si vuole acquistare abbia già un mutuo acceso dall'attuale venditore oppure, nei casi in cui si decide di acquistare un immobile nuovo dall'impresa che abbia richiesto un finanziamento per erigere il fabbricato.

Leggi tutto...

Valore catastale immobile: tutti i passi per calcolarlo!

Ogni immobile ha un proprio valore catastale che deriva per convenzione dalle cosiddette “rendite catastali”. Questo valore è solitamente usato quando si stipulano contratti di compravendita, di successione o di donazione, poiché serve come riferimento per applicare, in percentuale, tutte le imposte indirette collegate a tale atto, quali ad esempio iva e imu.

Leggi tutto...

Leggi anche...

Credito d'imposta: chi ne ha diritto

Con “credito d'imposta” si intende una serie di agevolazioni fiscali rivolte sia alle imprese che a persone fisiche. Anche per quest'anno, lo Stato – nel tentativo di ridare nuova linfa vitale dall'economia del paese – ha messo a disposizione un cospicuo finanziamento.

Leggi tutto...

Leggi anche...

WC otturato: come posso liberarlo?

Con questo articolo cerchiamo di venire incontro a chi dovesse trovarsi di fronte ad un drammatico inconveniente che può verificarsi in casa: il wc otturato. Spesso questo problema è dovuto poichè si gettano nel sanitario, prodotti non consoni ad essere scaricati, che quindi creano un tappo all'interno della via che porta alla tubatura.

Leggi tutto...

Leggi anche...

Documenti volture Acea: quali sono i dati necessari a richiedere la voltura?

Quando si richiedono delle volture ACEA o dei subentri relativi all'energia elettrica, sono necessari dei dati e dei documenti specifici per ottenerle.

Leggi tutto...
Go to Top