Le opere di ristrutturazione vengono propriamente definite secondo la legge e l'articolo 3 del Testo Unico dell'edilizia, che si rifà inoltre alla vecchia legge numero 457 del 1978, “di recupero”. Tali tipi di lavori sono spesso necessari quando si acquista o si prende in affitto un'abitazione; per poter abitare e vivere comodamente all'interno di essa, è infatti importante dedicarsi a particolari modifiche strutturali interne ed esterne all'immobile.

Secondo la legislazione corrente (legge numero 478 del 1978) le opere di questo tipo vanno suddivise in cinque categorie ben distinte: manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria; restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica.

Caratteristiche del risanamento conservativo

Innanzitutto, per restauro e risanamento conservativo si intendo tutti “gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio”.

Il restauro e il risanamento conservativo sono due tipi di opere di ristrutturazione totalmente diverse rispetto alla manutenzione ordinaria e alla manutenzione straordinaria degli immobili. Il restauro è un tipo di lavoro di recupero applicabile esclusivamente agli edifici che abbiano valore storico-artistico. Può essere adoperato per apportare modifiche ingenti alla struttura dell'immobile in questione, evitando però di alterare le volumetrie dello stesso.

Al contrario, il risanamento conservativo è un’attività effettuata con lo scopo di recuperare dal punto di vista funzionale, statico e igienico l’edificio e quindi sono ammesse modifiche alla struttura e alla planimetria.

Modifiche comuni ammesse

In linea generale, sui diversi elementi della struttura sono ammesse le seguenti modifiche:

  • ripristinare, sostituire e integrare le finiture esterne con materiali adatti purchè non ne diminuiscano il valore e il pregio;
  • ripristinare e consolidare gli elementi strutturali. Se ciò non fosse possibile si può procedere alla ricotruzione e sostituzione degli elementi danneggiati. Si deve fare in modo di utilizzare materiali e tecniche identiche o compatibili all’originale;
  • per quanto riguarda le murature planimetrali, i tamponamenti e le aperture esterne, possono essere oggetti di ripristino e valorizzazione. Inoltre, sono consentite delle parziali modifiche purchè si rispettino i caratteri originari e siano effettuate su tutta la facciata;
  • gli interni degli edifici, seppur ripristinati devono mantenere il valore e le caretteristiche architettoniche e decorative originarie. Sono ammesse aggregazioni e suddivisioni salvaguardando l’impianto distributivo complessivo;
  • ripristino o rinnovamento e sostituzione di tutte le finiture interne secondo le stesse modalità delle finiture esterne;
  • realizzare e integrare gli impianti e i servizi igienico - sanitari secondo le regole stabilite;
  • installazione di impianti tecnologici e delle relative reti sia all’interno che all’esterno dell’edificio seguendo tutti gli accorgimenti del caso.

Differenze con i lavori di restauro

I lavori di restauro possono infatti essere di: demolizione di strutture ormai obsolescenti o rovinate; costruzione di impianti elettrici, bagni ecc.; leggeri aumenti di volume. Il restauro serve dunque a rendere utilizzabili e recuperabili dei reperti storici di grande valore, al fine di non lasciarli a sé stessi e di farli continuare a vivere.

Diversamente dal restauro, il risanamento conservativo, prevede l'accorpamento di due appartamenti in uno, oppure e in rari casi, la suddivisione di un'immobile in due (anche se in tal caso già si parla di ristrutturazione edilizia). Nelle opere di risanamento conservativo possono altresì essere previste modifiche dei muri portantiverticali, dei solai, delle scale e delle coperture, purché non si alteri l'involucro.

Richiesta di risanamento conservativo

Gli interventi di risanamento conservativo si possono effettuare previa autorizzazione rilasciata dal comune di competenza. La richiesta si presenta tramite: Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), Denuncia di Inizio Attività (DIA) o Permesso di Costruire.



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