Per evitare telefonate di natura promozionale, commerciale o per non ricevere più sondaggi telefonici, dall'1 Febbraio 2011 è possibile iscriversi a un organo nato proprio per questo scopo, il Registro delle opposizioni, regolamentato dal decreto 178 del 7 settembre del 2010 e la sua gestione è stata affidata dal Ministero dello Sviluppo Economico/Dipartimento per le Comunicazioni alla Fondazione Ugo Bordoni.

Liberarsi dal telemarketing grazie al registro

Il Registro delle opposizioni è stato dunque creato per porre fine alle operazioni di telemarketing alle quali sono spesso soggetti gli utenti. Il telemarketing, infatti, può essere di due tipologie: Opt-out e Opt-in.

La prima modalità, dove l'abbreviazione sta per option out, consiste nella possibilità di un operatore di erogare un servizio di telemarketing senza che il destinatario abbia espresso il consenso a ricevere comunicazioni pubblicitarie di questo tipo. È come un silenzio-assenso da parte dell'utente finale che, solo dopo aver ricevuto la comunicazione, può inviare richiesta di essere estromesso dalle comunicazioni.

Nell'option-in, invece, occorre che il consenso preceda l'inizio della comunicazione pubblicitaria, altrimenti questa è illegittima. Il problema, purtroppo, è che molto spesso tale consenso viene dato a causa di una generale disattenzione dell'utente che non legge a fondo regolamenti e autorizzazioni. È, invero, da sottolineare anche la presenza di sottili strategie che mirano proprio a strappare in questa maniera il consenso.

Il Registro delle opposizioni funziona a cavallo delle due modalità: il cliente manifesta la propria contrarietà a ricevere qualsiasi comunicazione pubblicitaria attraverso il servizio telefonico.
Tutte le imprese, quindi, devono consultarlo per incrociare le liste dei clienti che vogliono raggiungere con quelle dei consumatori iscritti. Il servizio è a pagamento ma il costo è stato ridotto del 50 e 70% rispetto le tariffe precedenti, in modo da facilitare l'utilizzo del servizio.

Quanto è efficacie il sistema?

Per quello che riguarda l'efficacia si è spesso parlato di un malfunzionamento di questo sistema. Il problema è che spesso i clienti continuano a ricevere telefonate per servizi per i quali hanno dato un consenso e questo consenso diretto sovrascrive l'iscrizione al registro.

È giusto, inoltre, ricordare che un servizio del genere non è presente solo in Italia: con forme e nomi diversi, è disponibile in molti paesi dell'Unione Europea, in America e in Oceania.

Quello italiano non è un sistema perfetto: si tratta di una soluzione che ancora stenta a metter d'accordo le esigenze dei clienti con l'anelito alla commercializzazione. Uno dei problemi più gravi è la mancanza di una chiara risposta giuridica. Si parla delle pene e delle sanzioni che dovrebbero essere commissionate alle imprese che offrono servizi di telemarketing ma che, troppo spesso, vengono lasciate impunite.

L'iscrizione al registro delle opposizioni

  • tramite raccomandata o fax
  • mediante la compilazione del modulo presente sul sito web www.registrodelleopposizioni.it;
  • telefonando dalla linea per la quale si vuole effettuare la richiesta;
  • mandando una e-mail all'indirizzo della linea telefonica.

Chi dispone infine di più linee telefoniche dovrà iscriverle tutte singolarmente al Registro delle opposizioni e chi cambia numero dovrà rifare una nuova iscrizione.

Nonostante i molti iscritti al registro dal 2011 ad oggi la situazione per certi versi non sembra migliorata, chi lo ha fatto pare che venga comunque “adescato” dalle campagne di telepromozione. Un approfondimento del garante della privacy ha reso noto come nel corso di 2 anni siano state inviate all’autorità preposta circa 7.000 segnalazioni da parte degli iscritti, i quali hanno denunciato numerose violazioni da parte soprattutto delle compagnie telefoniche.

Le multe per gli operatori

Il garante ha avviato una istruttoria preliminare per accertare ognuna delle presunte violazioni, arrivando a contestare una serie di sanzioni che potrebbero portare a quasi 1 milione e mezzo di euro. Bisogna fare dunque molta attenzione e rivolgersi al sito ufficiale per portare avanti questa campagna nei confronti di chi continua, nonostante tutto, a tormentare i cittadini che si sono regolarmente impegnati a non ricevere più alcun tipo di informazioni pubblicitarie in tal senso.
La somma totale delle possibili multe alle compagnie che infrangono il volere dei cittadini è molto alta, considerando che le sanzioni singole possono partire da 10.000 euro finoad un massimo di 120.000 euro, a seconda della violazione effettuata.

Per verificare che attualmente si è iscritti in maniera regolare al registro delle opposizione, è necessario rivolgersi al numero verde gratuito 800.265.265: l’importante è accedere al servizio effettuando la telefonata dal dispositivo per cui si richiede la verifica.

Come evitare il telemarketing con o senza il Registro delle opposizioni

Purtroppo al di là delle intenzioni valide che hanno spinto e sostenuto l'introduzione di questo registro, alle aziende viene data la possibilità di vendere i dati dei clienti che abbiano incautamente dato l'autorizzazione generica alle operazioni di marketing nei propri confronti. Quindi bisogna fare una grande attenzione soprattutto quando si richiedono (o si accettano) le carte fedeltà, che non costano assolutamente nulla, ma che hanno molte volte tra gli scopi, oltre a quello di garantire degli sconti e delle agevolazioni ai propri clienti, anche quello di raccolta di dati da cedere alle società che fanno televendite.

Tra questi, in primis, i provider telefonici per le offerte adsl e non solo (vedi a riguardo http://miglioriofferteadsl.com/tipo/solo-adsl.html), oppure quelli assicurativi, finanziari, ecc. A tale riguardo bisogna ricordare che la subordinazione di un servizio all'autorizzazione del trattamento dei dati personali è obbligatoria solo nei confronti della società o delle società che erogano il servizio.

Quindi non si può essere obbligati ad accettare anche altre condizioni: il consiglio è quello di non ‘biffare’ mai le caselline dove si autorizza ad una qualsiasi attività di marketing, nemmeno se è specificato che si tratta della società in questione presso la quale si sta acquistando il servizio od il prodotto. La legge purtroppo, almeno per il momento, permetterà a quest'ultima di vendere i nominativi ad altre società specializzate nel reperimento dei nominativi: una speciale “cartolarizzazione dei clienti”.



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