A prescindere dal tasso scelto in occasione dell'accensione, è il sogno di tutti i clienti quello di procedere all'estinzione del mutuo anticipata e chiudere questo capitolo della loro vita. Ma quando si può richiedere l'estinzione del finanziamento, secondo la legge Tremonti e quando conviene?

Come le leggi sui mutui ne influenzano l'estinzione

Fra i molti provvedimenti indirizzati al mondo del finanziamento, interessanti sono la Legge Bersani e la Legge Tremonti.

La Legge n.248 del 4 agosto 2006, chiamata “Legge Bersani”, prevede la possibilità – per la prima volta – di poter cambiare l'istituto erogatore del finanziamento. Una legge definita “delle liberalizzazioni” che ha aperto moltissimi spiragli a tutti gli italiani in difficoltà.
Grazie a questo provvedimento, si è potuto procedere con gli istituti del rinegoziamento, della surroga, dell'estinzione del mutuo a favore di altre banche capaci di offrire rate inferiori e condizioni più vantaggiose.

Inoltre, molte spese (quali, ad esempio, quelle relative all'iscrizione e alla cancellazione dell'ipoteca) vengono meno; oltretutto, i mutui accesi dopo il 2 febbraio 2007, giorno dell'entrata in vigore della legge, non vengono gravati di spese aggiuntive in caso di estinzione anticipata del finanziamento.

Percentuale triplicata

Rispetto all’agosto del 2013, un anno dopo la richiesta di surroga, ossia di cambiare banca per il pagamento del mutuo, ha evidenziato un’impennata pazzesca, passando dal 13% dell’anno scorso al 35% di quest’anno. Molteplici le spiegazioni per questo particolare fenomeno, il primo è ovviamente la condizione favorevole offerta da altre banche. Il particolare momento storico relativo ai tassi della BCE (Banca Centrale Europea) e allo spread fa scaturire come conseguenza la possibilità convieniente di indirizzarsi verso altri istituti bancari.

Grazie alla legge Bersani, fare questo cambio è diventato molto facile: basta fare richiesta alla nuova banca che farà lei stessa la domanda di surroga alla banca di appartenenza. E’ utile sapere che gli istituti bancari si informeranno molto bene sulle motivazioni che ci vogliono portare al cambiamento per il pagamento del nostro mutuo.

Oggi molte famiglie stanno scegliendo il tasso fisso, che sebbene sia più costo rispetto al variabile, dà meno paura rispetto a quest’ultimo, che potrebbe incappare in sbalzi pericolosi. Altre due tendenze sono da registrare sulla richiesta di questo prestito: più della metà lo chiede per la prima casa (circa il 55%) e sempre più persone vogliono un allungamento dei tempi, passati da 30 anni a 40 anni. Maggiori richieste arrivano dal Nord Italia (da solo occupa quasi la metà dei finanziamenti ottenuti, il 40%), più del 30% giunge invece dal Centro Italia mentre è piuttosto bassa la percentuale nel Meridione, con il suo risicato 13%.

La legge Tremonti sui mutui aiuta gli italiani

Il ministro Tremonti ha varato, durante il IV governo Berlusconi, un decreto grazie al quale è possibile, da parte del mutuatario, richiedere di prolungare la durata del prestito ottenuto per aprire un mutuo a tasso variabile

Il procedimento acquista senso quando permette di diminuire l'importo delle rate mensili, agevolando il portafoglio delle famiglie italiane.

Quella che risulta essere la differenza del debito, viene inserita in un conto accessorio che il cliente andrà a pagare al momento dell'estinzione dl mutuo. Su questo conto, la banca applica un Eurirs a 10 anni, considerando un spread di massimo 0.5.

Conviene estinguere anticipatamente?

La domanda richiede un'analisi attenta dei costi del mutuo.
Il principale argomento riguarda il sistema di ammortamento. In Italia si usa quello definito “alla francese”, dove le prime rate sono più gravate rispetto le ultime degli interessi. Questi si pagano in rapporto al capitale residuo e pertanto, più questo è maggiore, più alte saranno le rate.

Per questa ragione, se si parla di stretta convenienza, è opportuno estinguere il mutuo entro la prima metà delle rate: in questo modo tutte le rate diminuiranno perché è diminuito il capitale residuo.
Estinguere il finanziamento dopo la prima metà non porta a vantaggi economici: inoltre si elimina una liquidità che può sempre essere utile in tempi difficili.

In ogni caso, sebbene non siano presenti spese accessorie per l'estinzione del mutuo anticipata, è bene consultarsi con la banca per capire in che modo, in caso di estinzione parziale, venga ristrutturato il piano di ammortamento. Infatti, visto che il capitale residuo da rimborsare è inferiore è possibile sia diminuire l'importo delle rate e lasciare intatta la durata sia il contrario: è opportuno valutare bene la scelta da compiere in base alle esigenze della propria famiglia.

 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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