Nei casi di protratto mancato pagamento del canone di affitto e/o delle quote condominiali, il proprietario può effettuare lo sfratto per morosità.

Come sollecitare il pagamento del canone di locazione

Il proprietario dell'immobile dovrà inviare una lettera raccomandata a.r. (con ricevuta di ritorno) in cui sollecita il pagamento degli affitti arretrati entro e non oltre una certa data (generalmente 15 giorni). Nel caso in cui l'invio di questa raccomandata non abbia sortito alcun effetto, il proprietario si rivolgerà a un avvocato di fiducia per avviare la pratica di sfratto.

Notifica di sfratto per morosità canone di affitto

Se il pagamento continua a non avvenire, l'avvocato notificherà l'intimazione di sfratto e la citazione per la convalida, nella quale l'inquilino moroso viene citato a comparire in Tribunale a una data udienza. L'inquilino che si presenta all'udienza può richiedere il "termine di grazia" (solo per le locazioni abitative, non per quelle commerciali), ovvero un periodo entro cui poter pagare, saldando la sua morosità. Il periodo che solitamente il Giudice concede allo sfrattato varia dai tre ai quattro mesi.

Nel caso in cui l'inquilino non si presenti oppure non si opponga, lo sfratto viene convalidato e il Giudice fissa la data per il rilascio dell'immobile, solitamente circa un mese dopo la data dell'udienza; l'atto viene poi inviato alla cancelleria per l'apposizione della formula esecutiva. Con questa formula si ordina a tutti gli Ufficiali Giudiziari di mettere in esecuzione l'atto di sfratto (con un fabbro, che potrà cambiare la serratura) e, qualora fosse necessario, richiedere l'assistenza della forza pubblica.

Obbligo di rilascio dell'immobile

L'inquilino moroso che si ostina a non rispettare la data per il rilascio fissata dal Giudice, si vedrà notificare dal proprietario a mezzo del suo avvocato un atto di precetto nel quale viene intimato il rilascio dell'unità immobiliare entro circa 10 giorni dalla notifica.

Se l'inquilino continua a non lasciare l'immobile, si procederà allora con una "monitoria di sgombero". L'Ufficiale Giudiziario del Tribunale comunicherà al moroso il giorno e l'ora esatti in cui si recherà presso l'immobile occupato, con l'assistenza della forza pubblica.

L'iter descritto si conclude con il "verbale di rilascio immobile" nel quale l'Ufficiale Giudiziario certifica l'avvenuto sfratto.

Nell'ipotesi in cui siano presenti mobili dell'inquilino moroso, l'Ufficiale Giudiziario ne redigerà un dettagliato elenco, nominando il proprietario custode e responsabile dei beni che l'inquilino non è riuscito a portare via.

Modifiche di legge sugli sfratti

La legge 102/2013 prevede l’istituto della morosità incolpevole con un Fondo totale di 40 milioni di euro così suddivisi: 20 milioni per l’anno 2014 e 20 milioni per il 2015. I contributi sono destinati ai Comuni ed Enti Locali con alto tasso di abitanti. Nella legge sono elencate quali sono le cause ammesse:

  • licenziamento e conseguente perdita del posto di lavoro
  • riduzione del reddito a causa di messa in cassa integrazione ordinaria o straordinaria
  • mancato rinnovo di contratti atipici o quelli definiti a termine
  • attività da libero professionista che cessa per causa di forza maggiore
  • parente familiare che muore o che ha una grave malattia

Devono essere presenti inoltre una serie di requisiti per poter accedere ai contributi previsti dal Fondo:

  • contratto di locazione esattamente in regola e registrato
  • non superare le soglie imposte per quanto riguarda ISE ed ISEE, fissate rispettivamente a 35mila euro e 26mila euro
  • essere cittadini dell’Unione Europea e in caso contrario essere in regola con il permesso di soggiorno
  • aver avuto in concreto atti di convalida per quanto riguarda lo sfratto per morosità

La legge prevede inoltre delle corsie preferenziali, così elencati:

  • parente in famiglia over 60 o minore di 18 anni
  • in famiglia sia presente un componente invalido almeno al 67% o che stia ai servizi sociali

La situazione attuale

Non sembra che molti siano aggiornati sulla questione della morosità incolpevole tanto che la Regione Emilia Romagna ha dovuto convocare una conferenza stampa per ricordare ai cittadini che la domanda per richiedere il contributo è stata prorogata fino al 30 novembre 2014 visto che finora sono pervenute poco meno di venti domande. La scadenza delle domande è per diverse Regioni a novembre, come per esempio anche in Umbria. In generale, i contributi servono per dare un sostegno concreto alle famiglie che sono impossibilitate a pagare gli affitti degli immobili per una situazione economica precaria, alla quale possono influire diverse cause elencate nel precedente paragrafo. E’ bene quindi leggere nel dettaglio i bandi che vengono pubblicati dai singoli Enti Locali per capire se si rientra nei parametri richiesti e fare domanda di conseguenza per il versamento dell’agevolazione economica.





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