Oggettivamente sono pochi coloro che, finiti gli studi e intrapresa la carriera lavorativa, possono godere del possesso di uno o più immobili. A maggior ragione chi non è in possesso nemmeno della prima casa si vede giustamente costretto a contrarre il famigerato mutuo con le banche al fine di dire ‘questa è casa mia’. Ma piuttosto che fossilizzarsi sulle eventuali espressioni verbali che possono essere più o meno significative lo stesso fatto di non pagare mensilmente ‘canoni’ affittuari senza riuscire ad avere riscontri futuri è un grande passo. Ma cosa è un mutuo? 

Generalmente con il termine mutuo si intende quel contratto nel quale una parte definita come mutuante consegna all’altra parte (chiamata mutuataria) una somma di denaro in credito o in prestito al fine di acquistare beni fungibili di prima necessità. 
In genere un mutuo viene richiesto per l’acquisto di beni o servizi: il più classico esempio, come anticipato, è quello inerente all’acquisto di un immobile ma rientrano in questa categoria anche le ristrutturazioni degli edifici o eventuali investimenti imprenditoriali. 

Una volta ottenuto il mutuo (le cui credenziali per potervi accedere, giustamente, sono molto rigide) la parte mutuataria si impegna a restituire l’interno importo percepito in un lasso di tempo che viene stabilito a priori: giusta e doverosa precisazione da fare riguarda gli interessi che vengono calcolati sulla cifra percepita. Più sono le rate, e quindi più longeva è la durata del mutuo, e più saranno gli interessi da pagare alle banche. 

Cosa fare in caso difficoltà 

L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ha trovato nel 2015 un accordo per il credito che permette a tutti coloro che hanno contratto un mutuo di poter ‘respirare’ tranquillamente in caso di problematica nel pagamento della rata senza more particolari a riguardo. 
Da quasi quattro anni infatti si ha la concreta possibilità di sospendere il pagamento della quota e di allungare quindi la durata del mutuo. 
Ovviamente ci sono dei crismi da dovere rispettare e dei criteri necessari per potervi accedere. Si può infatti richiedere la sospensione di un anno del pagamento se: 

  • Viene perso il posto di lavoro (tempo determinato o indeterminato che sia) o dei rapporti lavorativi differenti; 
  • In caso di morte; 
  • Nel caso in cui si verifichi un handicap grave o condizioni di non autosufficienza; 
  • Nel caso in cui si abbia una sospensione o una riduzione delle ore di lavoro per un periodo non inferiore ai 30 giorni. 

Dal marzo del 2015 ad oggi, quindi in quasi quattro anni, sono state quasi 20.000 le domande accolte circa la sospensione del pagamento delle rate del mutuo, per un valore di debito pari a ben 6 miliardi di euro per quanto riguarda le imprese, mentre per quel che riguarda le famiglie le moratorie per dodici mesi circa il pagamento della quota capitale accolte sono quasi 17.000 per un valore di debito prossimo ai 500 milioni di euro. 

Italiani in difficoltà 

La situazione economica degli italiani purtroppo è alquanto critica e di questo ne siamo consci. Tra gente che non trova lavoro, gente che lo perde e gente che viene ritenuta o troppo giovane o troppo anziana per iniziare una carriera lavorativa, di famiglie sull’orlo del lastrico ce ne sono veramente tante. 

Le manovre economiche del 2018 ma anche e soprattutto del 2019 (quella del Governo Conte) pone il cittadino e i relativi interessi dello stesso alla base di tutto: riforme o tentativi di riforme quali la quota 100 per la pensione, il reddito di cittadinanza e l’annullamento delle mini cartelle esattoriali sono i primi veri potenziali segnali di svolta rispetto ad un decennio che ha visto il Belpaese entrare in vortice di problemi che hanno portato letteralmente alla rovina milioni di italiani. 

Anche il rinnovo della sospensione dei mutui fino al 2020 è un concreto passo per e verso gli italiani, nella speranza che la situazione possa essere ribaltata nel giro di qualche anno.



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