Molto spesso capita che la persona disabile si trovi nella situazione di dover installare una sedia montascale in una zona comune del proprio condominio, come ad esempio nella scalinata condominiale, uno spazio che va condiviso con tutti gli altri condomini.

Quando l’installazione deve avvenire in un appartamento privato, infatti, molti problemi e interrogativi non si pongono, perché non ci sono stretti vincoli né particolari domande di autorizzazioni da inviare al comune di residenza: nella singola unità abitativa è sufficiente montare il montascale facendosi rilasciare una ricevuta utile ai fini di un’eventuale detrazione fiscale. 

Ma nel condominio ci sono delle regole ed è importante rispettare il benessere e le esigenze di tutti gli altri condomini, per poter vivere serenamente e senza arrecare disturbo alla vita quotidiana dei nostri vicini.

Alcune informazioni sulla normativa vigente

Scopriamo quindi cosa è richiesto dalla normativa a chi dovesse trovarsi a fare i conti con una necessità di questo tipo.

La legge che disciplina questa materia è la legge n. 13/1989, titolata Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Con essa si stabilisce che per installare un’opera necessaria al superamento di una barriera architettonica, come appunto una scalinata o una serie di gradini, è d’obbligo che si convochi una riunione condominiale, si esponga il progetto e che di ottenga l’approvazione della «maggioranza assembleare minore». In parole povere, l’interessato deve contattare l’amministratore e, attraverso una richiesta formale scritta (datata e firmata), richiedere la convocazione di un’assemblea in cui sia espressamente dichiarata nell’ordine del giorno la richiesta di installare una sedia montascale all’interno di una parte comune del condominio. 

 Dettagli sull'installazione

A questo punto l’amministratore ha 30 giorni per convocare un’assemblea; in questa sede dovranno essere discussi i dettagli dell’installazione:

  • Motivi e condizioni di chi richiede l’intervento di superamento di una barriera architettonica;
  • Esatta collocazione dell’opera di installazione;
  • Modello e dimensioni della sedia montascale;
  • Costo di installazione e di manutenzione;
  • Ipotetica data di inizio dei lavori e tempo di esecuzione dei lavori;
  • Segnalazione di eventuali disagi nella circolazione all’interno del condominio durante i lavori di installazione.

In risposta, l’assemblea dovrà procedere con la votazione e la richiesta verrà considerata accolta se raccoglierà almeno la maggioranza minore: ovvero, è sufficiente che un terzo dei condomini presenti all’assemblea dia il proprio consenso all’installazione e alla presenza fissa della sedia montascale perché l’interessato possa procedere con i lavori. 

Ma cosa succede se in riunione non si raggiunge nemmeno la «maggioranza assembleare minore»? O se il condominio non avesse nemmeno intenzione di affrontare la questione in assemblea? In caso non si disponesse del sostegno degli altri condomini sarà comunque possibile installare una sedia montascale. La legge infatti prevede che, se la richiesta dell’interessato non è presa in considerazione, dopo un periodo di tre mesi il condomino potrà comunque procedere all’installazione, che resta un suo diritto garantito dalla legislazione italiana. Si parla infatti di uno strumento indispensabile allo svolgimento dignitoso e in libertà di un’azione fondamentale nella vita quotidiana di una persona disabile, come superare una rampa di scale e raggiungere il proprio appartamento. Nel caso in cui non si riesca a trattare la questione in assemblea condominiale, però, si avranno delle ripercussioni su tempi, costi e limiti. 

I tempi, innanzitutto: come abbiamo visto, possono dilatarsi da meno di 30 giorni fino a tre mesi e anche più, esclusi i tempi tecnici di lavorazione, che variano da ditta a ditta.

La differenza principale riguardano fondamentalmente i costi di installazione e di manutenzione: se l’assemblea approva la richiesta dell’interessato, infatti, la spesa complessiva va ripartita tra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà dell’immobile, perché si tratta di un montascale condominiale, di uso condominiale, non privato. Questa prospettiva è applicabile, però, solo ai condomini che hanno aderito alla richiesta della persona disabile o di chi ne fa le veci: in questo caso infatti decidono volontariamente di contribuire alle spese e alla manutenzione della sedia montascale. Nel caso in cui la richiesta non passasse in assemblea, le spese devono necessariamente essere sostenute in toto dal richiedente, con l’unico vantaggio di poter usufruire in pieno delle agevolazioni fiscali previste in sede di dichiarazione dei redditi.

Specifiche tecniche del montascale

Un’ultima limitazione concerne le specifiche delmontascale in relazione all’ambiente in cui deve essere installato, una serie di aspetti regolati dall’art. 1120 del Codice Civile. Qui si stabilisce, infatti, che la sedia montascale o qualsiasi altro strumento di superamento delle barriere architettoniche non deve in alcun modo risultare di ostacolo all’uso degli spazi comuni condominiali. In sostanza gli altri condomini non devono essere ostacolati da oggetti ingombranti, limitazioni di peso e spazio, intralci al normale percorso e soprattutto alle “vie di fuga” progettate in caso di pericolo e così via. Si presti particolare attenzione a questa norma, perché è bene valutare con attenzione ogni singola possibilità prima di spendere tempo e denaro nell’istallazione: ad esempio, non basta che sulla rampa di scale ci sia lo spazio necessario al passaggio di una singola persona, ma vanno valutati anche casi particolari o d’emergenza (eventuali barelle del pronto soccorso, trasporto di mobilia in caso di trasloco ecc…).




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