L'indice IPE di prestazione energetica non è altro che l'energia totale consumata dall'edificio climatizzato per metro quadro ogni anno. L'unità di misura per prestazioni relative ad edifici residenziali è il KWH/MQ annuo.

Il valore dell’indice IPE si calcola sommando i seguenti indici:

  • l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale EPi
  • l’indice di prestazione energetica per la produzione dell’acqua calda sanitaria EPacs
  • l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione estiva Epe
  • l’indice di prestazione energetica per l’illuminazione artificiale Epill

Certificato energetico ed IPE

Nel certificato energetico si indica quanta energia è necessaria per riscaldare/ raffreddare un edificio, in base ad elementi come la tipologia di costruzione, il tipo di isolamento, il tipo di condizioni degli impianti termici.

 

Per ogni classe energetica (si va dalla classe A che identifica gli immobili ad altissima efficienza energetica, fino alla classe G per gli immobili di scarsa efficienza energetica) si riporta l’indice IPE di prestazione energetica.

Chi certifica le prestazioni energetiche?

Il certificato, che ha validità decennale, è redatto da un professionista del settore iscritto all'albo nazionale dei certificatori energetici, il cui accreditamento dipende dal titolo di studio e dalla verifica dell'adeguata competenza. Egli non può svolgere attività di certificazione sugli immobili per i quali risulti proprietario. Il certificato energetico ha necessità di aggiornamento in caso di interventi di ristrutturazione dell’edificio.

Autocertificazione di inefficienza e indice IPE

L'indicazione della classe energetica di appartenenza di un immobile deve essere obbligatoriamente posta in ogni annuncio di vendita di edifici o singole unità immobiliari, poiché da questa si deduce la qualità termica dell’abitazione. L’indicatore di prestazione energetica IPE fornisce informazioni sui consumi, mentre la classe energetica definisce il livello qualitativo delle prestazioni in riferimento al luogo ove ha sede l’edificio.

Fatta esclusione per Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e la provincia autonoma di Trento, si può redigere un’autocertificazione per gli edifici ritenuti energeticamente scarsi. Tale autocertificazione va trasmessa dal proprietario dell’immobile alla Regione. La nuova Direttiva sull’Efficienza Energetica Direttiva 2012/27/UE adottata dall’Unione Europea il 25 Ottobre 2012 sancisce una serie di misure atte a garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi come ridurre le emissioni di gas serra e il consumo energetico del 20%.

Classe energetica: la situazione italiana

Gli edifici italiani non appartengono ad una classe energetica efficiente. E’ questa la sintesi dell’indagine condotta da Nomisma sullo stato degli immobili presenti in Italia. Il risultato è che più dell’80% degli edifici costruiti nel nostro Paese hanno una classe energetica bassa mentre solo poco più del 10% ha una classificazione compresa tra la C e la A+. Un pessimo risultato, che pone come obiettivo primario quello della riqualificazione del patrimonio urbanistico della Penisola italiana, perchè questi dati hanno come conseguenza quella di un peggioramento delle condizioni, soprattutto nel settore ambientale e del clima. Dall’altro lato, c’è però un aspetto positivo del quale parlare: nel 2013 sono stati rilasciati 3.5 milioni di certificati energetici, un numero che supera di gran lunga il report dell’anno precedente, che contava meno della metà di documenti concessi.

Questo dato fa capire che nel reparto delle nuove costruzioni, i cittadini italiani sono ben attenti a farsi rilasciare tale documento e preferiscono che la classe energetica sia a un livello alto. Ciò infatti comporta dei notevoli risparmi sia dal punto di vista economico visto che i consumi sono ridotti sia in tema di rispetto ambientale, con un minor impatto sulla natura e sul clima. Da aggiungere inoltre la trasformazione di chi si occupa di tali certificati in una vera e propria professione di lavoro, che apre dunque nuovi sbocchi di opportunità lavorative in questo momento di depressione economica e disoccupazione dilagante.

Un settore, quello della riqualificazione energetica, caro anche al Governo che ha prorogato fino a tutto il 2015 la misura della detrazione fiscale del 65% per interventi edilizi che abbiano come scopo il miglioramento delle condizioni energetiche dell’edificio. Lo stesso discorso vale anche per le parti comuni condominiali. Un’attenzione dunque che punta quindi all’incentivo delle misure sul fronte delle energie rinnovabili che devono essere sfruttate in maniera migliore perchè il clima e l’ambiente sono due assi portanti della civiltà comune. Non rispettare il clima infatti ha come conseguenza l’innalzamento delle temperature e l’eccessivo riscaldamento del Pianeta, dovuto all’elevata emissione dei gas serra, dannosi per la Terra.
Ecco perchè una sensibilizzazione su questo tema è quanto di più necessario che si possa attuare nei prossimi anni.




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