All'interno di un condominio sono molte le spese comunitarie da sostenere legate a installazioni fondamentali, per avere un uso ottimale di tutti gli apparecchi a disposizione e per utilizzare al meglio le parti comuni tra i vari abitanti di un'abitazione. L'installazione di un impianto d'autoclave, ad esempio, è molto importante. Essa infatti consente l'uso dell'impianto idrico all'interno dell'edificio condominiale.

Installazione dell'autoclave

L'introduzione del servizio dell'impianto autoclave si può decidere convocando l'assemblea condominiale e può essere attuata mediante voto favorevole della maggioranza dei presenti alla prima convocazione, in rappresentanza di almeno 500 millesimi. Per la seconda convocazione, sarà invece necessario un terzo dei partecipanti al condominio, in rappresentanza di almeno 334 millesimi.

Come funziona

Gli impianti di questo tipo sono costituiti da bacini chiusi nei quali viene inserita dell'aria sotto pressione. Una pompa permette all'acqua di entrare in questi bacini: l'introduzione dell'acqua comprime l'aria e ne aumenta la pressione.
Quando si attiva un rubinetto, viene fatta uscire l'acqua che – liberando spezio – permette all'aria di espandersi e, quindi, ne fa diminuire la pressione ed è tramite questa differenza che l'acqua viene spinta su tutti i piani.
Una volta raggiunta la pressione minima, il ciclo ricomincia.

L'autoclave è un ottimo sistema, a differenza dei bacini collocati sul tetto delle caso, perché è più igienico – i serbatoi sono chiusi – e permette, grazie allo sviluppo tecnologico, serbatoi sempre più piccoli e più efficienti.

Spese legate all'autoclave

Le spese sostenute per l'impianto autoclave andranno ripartite, secondo i millesimi posseduti dai vari condomini, indipendentemente dal piano in cui abitano (Cassazione 29/11/1983 N. 7172) e dal fatto che alcuni potranno trarre maggior vantaggio rispetto ad altri dall'impianto (Corte d'Appello di Roma 30/11/1962). Tali oneri andranno dunque suddivisi in base ad apposite tabelle millesimali.
Le spese di esercizio dell'autoclave andranno invece distribuite tenendo conto del criterio previsto per ascensori e scale: metà in base all'altezza del piano dal suolo e metà in base ai millesimi.

 

È possibile decidere la non installazione dell'autoclave, se l'impianto idrico pubblico è perfettamente funzionante (Cassazione 27/04/1991 n. 4652). Se invece la mancanza di acqua riguarda solo alcuni appartamenti, il condominio può deliberare l'installazione di un'autoclave autonoma. Essa non dovrà però comportare una riduzione idrica negli appartamenti degli altri condomini.

Come effettuare la manutenzione

La manutenzione dell'impianto è indirizzata sia alla pompa che al serbatoio.
Com'è stato spiegato, infatti, il sistema funziona alternando cicli di diversa pressione. Ebbene, il continuo alternarsi di questi può deteriorare la pompa dell'acqua oppure il vaso di espansione, ovvero dove viene collocata l'acqua.

Ma è ancora proprio l'acqua – o, meglio, il suo alloggiamento – che richiede controlli: impurità possono sedimentarsi sul fondo del serbatoio, sporcandola e non rendendola più potabile.

I detriti possono accumularsi anche sul pressostato, l'elemento fondamentale dell'intero sistema. La semplice presenza di granelli o frammenti può alterarne il funzionamento e non permettere che l'acqua raggiunga, alla pressione dovuta, tutti gli appartamenti.
Per controllarlo, occorre far diminuire la pressione al suo interno. Occorre far sfiatare il serbatoio e pulirne i meccanismi.

Sicuramente un'operazione non troppo complessa, anche se può essere una scelta saggia quella di affidarsi alla dita di costruzione.

Pietro Calafiore





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