Fare la doccia, è uno dei piaceri quasi quotidiani, che possono realizzarsi in una vasca da bagno o in un vano doccia; in quest'ultimo, i getti sono posizionati fissi al di sopra della testa ma per la casa sono previsti dispositivi che danno la possibilità di regolare l’altezza del soffione.

Deflusso dell'acqua

Il deflusso dell'acqua avviene con uno scarico dotato di sifone posto nel piano doccia in ceramica o direttamente sul pavimento; in questo caso la planarità del pavimento deve risultare modificata, e presentarsi concava per accogliere il deflusso dell'acqua. Il vano doccia è dunque protetto da una paratia in metalcrilato traslucido o in vetro temperato o stratificato.

Sottolineiamo che le docce utilizzate nella vasca da bagno hanno un tubo flessibile, con il quale l'utente può orientare il flusso su tutto il corpo o mantenerlo sopra la testa. In principio il tubo flessibile era realizzato in gomma ricoperta da una spirale metallica mentre oggi viene realizzato con materie plastiche.

Soffione

Anche il soffione ha subito miglioramenti (attualmente vengono usati generalmente rubinetti miscelatori monocomando, i più sofisticati dei quali sono termostatati).

Togliere la muffa dai box doccia: pulire e igienizzare

Il box doccia è presente in tutte le case moderne, perchè salva lo spazio rispetto ad una vasca e perchè è comodo e davile da pulire. Dotato di pareti che possono essere fisse con una porta o mobili, a scorrimento o a soffietto, nasconde insidie fastidiose come la formazione di depositi di calcio o il prolificare della muffa a livello delle giunture.

I Problemi per la manutenzione

Vogliamo concentrarci con quelle problematiche di pulizia che sorgono a livello di box doccia quando, trascorsi alcuni anni dall'installazione, inizia a presentare muffa e calcificazioni resistenti negli angoli o lungo le pareti in plastica o vetro. Fatta salva la necessità di aver eseguito un primo buon montaggio del box doccia , impiegando materiali e prodotti di buona qualità, passiamo a descrivere anche come risolvere problematiche piuttosto diffuse.

Le situazioni più comuni sono le seguenti:

  1. Muffa lungo le giunture box con il piatto o le piastrelle delle pareti: è il silicone che si impiega per isolare i profili in alluminio ad ammuffire, anche dopo 8-10 mesi se non di buona qualità.
  2. Depositi di calcare: l'acqua, se ricca di calcio e magnesio, deposita il calcare sulle superfici. Dove diviene difficile pulire abitualmente con spugne e i classici prodotti, il calcare si deposita dando vita a calcificazioni resistenti e durature di colore bianco o giallino.

Come togliere la muffa e il calcare

Il calcare può essere trattato impiegando i normali prodotti specifici e di cui sono riforniti tutti i magazzini: sono di natura chimica, quindi abbastanza inquinanti.
Una soluzione ecologica, invece, è l'aceto: esso ha un elevato potere solvente se spruzzato e lasciato agire. Anzichè vaporizzarlo, potreste raggiungere gi angoli o le fessure più difficili anche impiegando una vecchia siringa, senza il suo ago ovviamente. Il suo beccuccio è piuttosto comodo.

Per quanto riguarda la muffa, invece, il silicone ne è l'origine principale a causa di una sua putrefazione graduale a causa del costante contatto con l'acqua dove essa ristagna. Per la sua pulizia possiamo usare la candeggina, decisamente efficace se le macchie non sono troppo estese e profonde: bisogna sfregare le zone annerite con un panno o una spugna imbevuta di candeggina diluita in acqua calda.

Smantellare il vano

Una soluzione drastica, ma decisamente di miglior rendimento, prevede lo smontaggio del box doccia e la sua reinstallazione al fine di togliere l vecchio silicone e di riapplicarlo. Vediamo come procedere:

  • Impiegando un cutter (taglierino), asportiamo il vecchio silicone.
  • Svitiamo tutti e i blocchi in plastica e le viti che sorreggono le pareti del box.
  • Eliminiamo tutte le viti e asportiamo anche il profilo in alluminio (telaio) del box.
  • Ripuliamo tutte le rimanenze di vecchio silicone, uffa e incrostazioni di calcare ora raggiungibili.
  • Eseguiamo di nuovo il montaggio impiegando nuovo silicone (meglio se antimuffa).

Guida all'acquisto

Mettiamo che siate stanchi della vasca da bagno, o che semplicemente la vostra vecchia doccia abbia bisogno d'esser sostituita: ecco la guida all'acquisto di un box doccia. Semplice vero? Si sceglie il modello che ci piace ed è fatta. Non proprio, occorre tener conto di un po' di fattori che influenzeranno per forza la scelta della nuova cabina doccia.

Cosa occorre per scegliere:

  • misure dello spazio
  • preventivi del lavoro (valutate per bene se è il caso di farlo da soli)
  • qualche catalogo online, o anche cartaceo, per farvi un'idea

Tenete presente che il prezzo di tutto ciò, varia a seconda di tipologie e materiali e naturalmente a seconda del lavoro che c'è da fare (ragion per cui fatevi fare diversi preventivi). Per prima cosa dovreste fare un giro dei rivenditori della vostra città per trovare un arredo bagno di fiducia con cosulenti esperti; si possono trovare facilmente dei box per la doccia a Torino, così come a Milano o nelle altre grandi città.

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Step 1 – le misure

Al primo posto, per scegliere un box doccia, ci servono ovviamente le misure. Quello che ci serve di più è essere realistici: se abbiamo un bagno piccolo ci servirà una cabina doccia pratica, poco ingombrante. Se il bagno è molto piccolo dobbiamo valutare uno scarico a terra, senza piatto in ceramica (sempre che sia fattibile). Valutiamo dunque lo spazio: distanza dagli altri sanitari, portasciugamani da installare vicino (per non attraversare il bagno grondanti d'acqua), finestre e porte. I piatti doccia sostanzialmente sono rettangolari, quadrati ed angolari, c'è poco da sbagliare.

Step 2 – la scelta del modello

Di modelli di box ce n'è un'infinità, sarà più che altro la grandezza del vostro bagno, ed il vostro portafoglio, a stabilire che modello sia ideale per voi. Bagno molto piccolo con doccia a nicchia? Meglio propendere per una porta a soffietto. Bagno piccolo, con poca possibilità di movimento, equivale ad ante a scrigno o scorrevoli mentre in un bagno più grande si potrà optare per delle ante a battente. Se lo spazio riservato alla doccia non ha muri attorno ed è molto ampio, si può pensare ad un box che lo racchiuda interamente. E' importante ricordarsi che il fattore estetico, in certi casi, lascia il tempo che trova e questo è un fattore che vedremo nella scelta dei materiali.

Step 3 – la scelta dei materiali

Individuato il modello che fa al caso nostro, non dimentichiamoci che il materiale ha il suo peso. In molti settori: alcuni materiali sono più o meno costosi, più o meno facili da pulire, più o meno pratici. Ritorniamo sulla questione “fattore estetico”: materiali come il vetro, nel caso dei pannelli del box, sono molto più fragili e richiedono più attenzione rispetto a materiali come il PVC. Se dunque siete distratti, avete bambini in casa o poco tempo, per quanto bello sia il vetro scartatelo (inoltre il vetro serigrafato e non temperato ha una percentuale molto più elevata di danneggiamento rapido). Idem per i profili cromati: sono più costosi, più noiosi da pulire e resistono di meno. Meglio optare per l'alluminio o direttamente per il PVC.

Step 4 – montaggio

Molto dipende dal modello che sceglierete: se è un modello semplice, di quelli economici e pratici probabilmente non ci vorrà un esperto. Se però non l'avete mai fatto prima e non sapete dove mettere le mani, evitate. Meglio pagare un professionista che vi eviti parecchi disagi. Chiedete consigli se necessario, nel caso in cui non siate convinti dei materiali o se il vostro bagno ha uno spazio difficile da organizzare. Importantissimi i preventivi, o potrebbe costarvi più il lavoro che l'intera cabina doccia.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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