Il filtro dell’acqua serve per purificare il flusso idrico di un impianto domestico o industriale da impurità, sostanze inquinanti, nocive o corrosive. In base all’uso e all’impianto e tecnologia a cui sono destinati, esistono diverse tipologie di filtro per purificare. Ogni tipologia si applica a una specifica tecnologia, quindi si distinguono filtri a carbone attivo, osmosi inversa, filtraggio fisico o meccanico, magnetici e addolcimento in base all’applicazione, mentre rispetto alla destinazione finale di utilizzo e all’allaccio si distinguono per caraffa, rubinetto, doccia, caldaia, intero impianto. Anche la provenienza dell’acqua (da rete idrica, pozzo, depuratori …) determina quale filtro per purificare applicare. L’utilità dei filtri per uso domestico – al di là della potabilità dell’acqua – è fondamentale per la “salute” e la corretta manutenzione degli elettrodomestici, del funzionamento della caldaia e dell’impianto di riscaldamento e per preservare le tubature dalle incrostazioni calcaree.

Funzionamento e tipologie dei filtri per acqua

Anche se quella del rubinetto proveniente dagli acquedotti italiani è garantita ed è sottoposta a controlli rigorosi, tuttavia le tubature domestiche sono soggette a incrostazioni e accumuli di impurità e agenti contaminanti che oltre ad alterare il sapore e la qualità dell’acqua del rubinetto, producono sedimenti minerali cristallizzati come calcare e ferro che rendono l’acqua dura, calcarea appunto e che si deve appunto, purificare con dei filtri. Sebbene sia potabile, l’acqua del rubinetto necessita comunque di un ulteriore filtraggio per eliminare o contenere i residui di impurità di varia natura che essa incontra lungo il suo percorso dall’acquedotto alle mura domestiche lungo tubature e cisterne di raccolta che ne compromettono la purezza. L’installazione di un filtro per purificare direttamente al rubinetto o a monte dell’impianto domestico assicura l’eliminazione di contaminanti, una maggiore e migliore igiene per la cura personale e prolunga la vita degli elettrodomestici.

Filtri per l’acqua

In base alla finalità e ai costi che si devono sostenere, ogni filtro per purificare utilizza una tecnologia specifica: ci sono alcuni filtri da applicare alle caldaie, o altri per migliorarne il sapore come quelli a cartuccia o a disco, nonché altri filtri ancora per purificarla da sabbia, pietrisco, elementi biologici. Ecco le principali tipologie di filtri e il loro funzionamento:

Carbone attivo

I filtri a carbone attivo sono una tipologia di filtri che sfruttano la porosità del carbone per trattenere soprattutto le concentrazioni di metalli, sali minerali e altri inquinanti e si applica alla tecnologia della caraffa, uno dei metodi più efficaci di filtraggio ma che funziona bene solo se il contenitore sia sempre ben pulito. È una soluzione pratica, economica, semplice, ecologica ce facilita il risparmio. La tipologia a carbone attivo possono essere a loro volta suddivisi in:

  • A grani di carbone, vale a dire che l’acqua percola tra i grani che trattengono le parti inquinanti e i detriti, catturano anche alcune sostanze chimiche volatili come il cloro, ma non purificano perfettamente perché questa non entra in contatto diretto con il carbone.
  • A carbone sinterizzato estruso che utilizza un vero e proprio “panetto” di carbone ad alta intensità per cui l’acqua inevitabilmente entra in contatto con il carbone che attira a sé le molecole inquinanti e tossiche e la filtra senza privarla dei sali minerali. 

filtri per purificare a carbone attivo possono essere abbinati a un ulteriore sistema di microfiltrazione come l’aggiunta di una barriera meccanica che impedisca l’ingresso dei batteri oppure si possono abbinare a cartucce a scambio ionico per ridurre la durezza (il calcare) dell’acqua. A quelli in carbone, spesso si aggiunge il nitrato di argento che funziona da naturale agente batteriostatico per limitare la carica batterica eventualmente presente.

Osmosi inversa

La tecnologia dell’osmosi inversa permette contestualmente di filtrare e “purificare” l’acqua sfruttando un processo naturale: essa passa attraverso membrane che rimuovono le sostanze da filtrare. Le membrane “osmotiche” sono costituite da una parte centrale a spirale rivestita da un telo semimpermeabile. Il flusso idrico viene diviso così in due parti: uno che attraversa la membrana osmotica e l’altro no. L’acqua che passa attraverso la membrana viene depurata e confluisce nel flusso non filtrato che a sua volta viene eliminato. Il vantaggio dell’osmosi inversa è quello di avere un’acqua assolutamente pura, ma questo è anche il suo principale difetto, poiché l’acqua risulta estremamente impoverita anche dei sali essenziali per la salute. Un ulteriore limite di questa tecnologia è il costo molto alto delle membrane filtranti che necessitano di essere sostituite periodicamente e che consumano molta acqua durante il processo di depurazione (da 3 a 6 litri circa per ogni litro). Infine, l’osmosi non ha alcuna efficacia contro i batteri e gli elementi chimici per cui occorre sempre associare un altro sistema filtrante come quello dei carboni attivi.

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Fisici o meccanici

Questo sistema di filtraggio per purificare si compone di vasi in ceramica, principalmente, o altro materiale poroso che rimuove solo le impurità, ma non le sostanze chimiche e organiche volatili, i sali e i batteri, inoltre limitano molto la portate dell’acqua.

Raggi ultravioletti

La distillazione a raggi UV è un procedimento che potabilizza l’acqua senza ricorrere a barriere meccaniche o chimiche. Si tratta di un sistema che combina la distillazione dell’acqua per bollitura con il potere “disinfettante” dei raggi UV. La bollitura elimina le sostanze tossiche e i metalli pesanti, mentre i raggi UV distruggono la carica batterica. Il limite di questa tecnologia è che la bollitura non elimina le sostanze pericolose, depauperizza l’acqua dei Sali utili alla salute umana e la lampada UV – per quanto potente – non funziona con l’acqua torbida e i sedimenti che si ricompongono quando il sistema è spento e il vapore si ricondensa; è, quindi, anche un sistema energivoro e poco ecologico sul lungo termine.

Gli addolcitori

Un dispositivo che si collega direttamente all’impianto idrico domestico è l’addolcitore. Ve ne sono di diverse tipologie e capienze a seconda dell’utilizzo. Gli addolcitori servono a eliminare gli ioni di calcio e magnesio, quindi sostanzialmente a ridurre il calcare senza eliminare batteri o altri elementi pericolosi per la salute. Il trattamento avviene tramite speciali resine, da sostituire periodicamente. Il processo può essere automatico, semiautomatico o manuale. Molto spesso gli addolcitori trasformano il calare in “aragonite”, un minerale che è meno dannoso per la salute e meno incrostante. Gli addolcitori non vanno a purificare, ma riducono solo la durezza della stessa, pertanto se non si è sicuri della qualità dell’acqua che esce dal proprio rubinetto, questi sistemi necessitano di essere associati ad antibatterici e depuranti.

filtri per purificare l'acqua, di qualsiasi tipologia, richiedono una manutenzione costante e una pulizia regolare.

 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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