Nel 2015 si sono proposte alcune possibilità fornite dallo stato per avviare dei lavori edilizi volti alla costruzione o alla preparazioni di edifici da ultilizzare come prima casa. Si parla in questo caso di edilizia agevolata. Sono contributi a fondo perduto per famiglie, scelti in base al reddito. Lo stato dunque elargisce dei mutui, condonando parte degli interessi.

Bisogna possedere delle caratteristiche precise per poter beneficiare di questo sistema. Alcune dei requisiti sono il possesso della cittadinanza italiana, la residenza nel Comune da cui si effettua la richiesta, non avere aaltre case di proprietà, non superare un tetto massimo di reddito.

Questo tipo di agevolazione ha però due vincoli fondamentali, Il primo è un periodo di cinque anni in cui non si può vendere o affittare la casa costruita. Il secondo è, passati i cinque anni, qualora si volesse vendere o affittare, bisognerebbe sottostare ad un prezzo massimo già imposto dalla convenzione.

Inoltre, riguardo i terreni in cui si edifica la proprietà, si detengono i diritti di proprietà e di superficie per 99 anni, rinnovabili.

Attenzione alla terminologia (soprattutto per quanto riguarda la cessione)

Attenzione a non confondere questo tipo di agevolazioni con altre iniziative come l'edilizia sovvenzionata e quella convenzionata.

La prima fa riferimento a delle imprese di cui si fa carico al 100% lo Stato, che realizza suddette opere attraverso il Comune. Si tratta per lo più della costruzione di case popolari: il Comune acquista le aree dove esse sorgeranno e poi costruisce gli alloggi.

Edilizia convenzionata

L'edilizia convenzionata invece è opera di ditte private che si convenzionano con il Comune e realizza degli alloggi a un prezzo concordato con l'istituzione. Un esempio di questo tipo di operazione sono le lottizzazioni private.

Se state pensano di costruire la vostra casa allora, sfruttate questa possibilità promossa dallo Stato per ottenere delle agevolazioni sull'edificazione della prima casa.

Con l’'arrivo del 2015, la ripresa del mercato immobiliare e l’innalzamento dell’erogazione dei mutui da parte degli istituti di credito, è bene parlare anche delle possibilità di aiuto che vengono promosse dallo Stato. Ecco quindi che l'edilizia agevolata fa parte di quegli interventi preposti alla costruzione di nuove abitazioni destinate all'acquisto prima casa.

Attraverso dei contributi a fondo perduto rivolti alle famiglie, in base al reddito, lo Stato concede un mutuo agevolato, così che una parte degli interessi ricadano sulle sue spalle e non vadano ad intaccare ulteriormente le tasche degli italiani.

A chi spetta l’agevolazione sull'ediliizia

L'agevolazione per l'edilizia spetta a tutti i cittadini che siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana;
  • residenza nel Comune dove si fa richiesta;
  • non essere in possesso di altri alloggi di proprietà;
  • non avere ottenuto negli ultimi venti anni l’'assegnazione di un’altra abitazione di proprietà, attraverso dei contributi pubblici;
  • non superare un tetto massimo nel reddito, definito annualmente dalla singola Regione di appartenenza.

Obblighi da rispettare

Coloro che ricevono il mutuo agevolato devono rispettare una serie di obblighi al fine di non far decadere l“aiuto” economico che le Regioni erogano. In particolare:

  • esiste un veto sulla vendita o sull'affitto della casa, per un periodo solito di cinque anni;
  • nel caso invece si decida di vendere o di affittare l’abitazione bisogna sottostare ai prezzi di vendita o canone imposti dalla convenzione.

I terreni su cui vengono edificati gli immobili: vincolo del prezzo

  • Terreni in diritto di proprietà: si detiene la proprietà sul pezzo di terreno su cui è stato edificato l'immobile;
  • terreni in diritto di superficie: il lotto di terreno in cui si trova la casa si ha in uso per 99 anni (rinnovabili).

Le agevolazioni per le imprese di costruzioni direttamente dalle sentenze della cassazione

I lavori per la realizzazione di questi appartamenti possono essere affidati a cooperative, imprese di costruzioni o enti privati e spetta direttamente a loro richiedere agli enti locali dei finanziamenti, per poter usufruire delle agevolazioni per le costruzioni. Per cui è bene sempre recarsi direttamente nei Comuni per avere informazioni sui programmi di finanziamento agevolati, che possono variare di anno in anno.

La messa a norma dei fabbricati in laterizio

L'uso del laterizio come tecnica di costruzione e progettazione di edifici è tornato in auge nell'ultimo ventennio, grazie anche all'attenzione posta dalle case costruttrici verso la bioedilizia.

Fino a pochi anni fa, infatti, erano preferiti altri procedimenti costruttivi come l'intelaiatura in calcestruzzo o le costruzioni pesanti. Ma dal 1987, con la messa a norma del laterizio, le società sono tornate a sfruttare questa tecnica che va incontro alle esigenze ambientali e alla durevolezza delle costruzioni.

Le tipologie utilizzate nella costruzione

Il laterizio può essere utilizzato in molteplici forme, ognuna delle quali si adatta ad un aspetto della costruzione; ne descriviamo, a seguire, le principali.

Laterizio porizzato

Utilizzato nelle murature portanti, è dotato di forature (i cosiddetti pori da cui deriva l’aggettivo “porizzato”) che lo rendono un eccellente termoisolante; presente in numerose forme e dimensioni, la più comune è la 30x25x19 (con il 45% di foratura).

Il mattone per costruire

Il mattone di costruzione in laterizio è un blocco compatto utilizzato prevalentemente per le pareti divisorie; se ne trovano in commercio di due dimensioni:

  • mattone pieno UNI, 12 x 24 x 5.5, impiegato in prevalenza nelle recinzioni;
  • mattone doppio UNI, 12 x12 x 24, sfruttato per le restanti opere edili.

Per coperture

Impiegato per la realizzazione di tettoie in pendenza, è la tipologia che presenta più varianti in quanto deve adattarsi alle specifiche necessità; le più comuni sono la tegola alla romana, la marsigliese “vecchia maniera” e la marsigliese “nuova”.

Il ciclo di produzione del laterizio

Questo prodotto per le costruzioni è il risultato del seguente ciclo di produzione:

  • Estrazione: per produrre un ottimo laterizio, è necessario sfruttare una cava da cui estrarre la materia prima ottimale;
  • Preparazione dell'argilla: il laterizio proviene dalla lavorazione dell'argilla; la materia grezza estratta deve essere lavorata per arrivare ad una certa omogeneità, raggiungendo un elevato valore tecnico;
  • Produzione del laterizio: in questa fase del ciclo, assistiamo alla formatura del prodotto che viene tagliato nelle misure necessarie, e poi inviato alla fase successiva;
  • Essiccazione del laterizio: questa operazione avviene in appositi stabilimenti, che essiccano artificialmente il prodotto attraverso sorgenti di calore; durante questa fase viene definita inoltre la forma e la resistenza meccanica del laterizio;
  • Cottura del laterizio: in questa fase il laterizio subisce ulteriori trasformazioni chimico-fisiche all'interno di appositi forni. Al termine della cottura, il laterizio viene imballato e spedito nei punti di costruzione.

A chi va richiesto il permesso per costruire?

Quando si decide di realizzare un’abitazione, partendo dalle sue fondamenta e dalla sua struttura portante, è necessario richiedere uno specifico permesso di costruire: sul territorio nel quale si decide che dovrà sorgere la nuova casa, potrebbero infatti esserci dei vincoli ambientali e storici che potrebbero impedire qualsiasi operazione edilizia.

Il permesso di costruire è inoltre importante per lavorare a norma di legge, evitando così l’abusivismo, e per non avere problemi e inconvenienti futuri una volta che l’abitazione sia stata realizzata.

Questo documento per mettere in piedi un edificio on è altro che un’istanza che va inoltrata al Comune di appartenenza, nella quale si richiede la concessione alla costruzione di una nuova abitazione. Secondo le novità introdotte dal Decreto Legislativo numero 70 del 2011, qualora il comune non dovesse pronunciare la propria valutazione in merito al permesso stesso, scatta automaticamente il silenzio-assenso.

Nel documento relativo al permesso di costruire andranno indicati: il termine di inizio lavori (massimo un anno); il termine di fine lavori (tre anni al massimo). La domanda va presentata presso lo Sportello unico dell’edilizia assieme a una dichiarazione che attesti che colui che la richiede abbia i titoli per farlo. Inoltre sono necessari gli elaborati progettuali e la conformità alle norme antisismiche, di sicurezza, antincendo, igienico-sanitare.

Si ricorda, inoltre, che grazie alla Legge 134/2012, tutte le autorizzazioni emanate dalle autorità competenti (che siano, ad esempio, l'Asl o i Vigili del Fuoco) devono essere inviate queste direttamente allo Sportello Unico dell'Edilizia.

Le opere per cui richiedere il permesso

Il permesso di costruire è dunque legato alle opere di nuova costruzione oppure a lavori di ampliamento, demolizione e ricostruzione di immobili già esistenti, con struttura diversa da quella preesistente. Il Testo Unico dell’edilizia comprende inoltre nuove abitazioni fuori terra o interrate, compresi i volumi non superiori al 20 %.

Tale certificato è valido altresì: per gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati anche da soggetti diversi dal Comune; per le infrastrutture e gli impianti pubblici; per i prefabbricati; per la creazione di torri, fili radiotrasmittenti e ripetitori per i depositi merci.

Le altre autorizzazioni alla costruzione

I limiti di questa istanza sono piuttosto evidenti. Nel caso in cui un privato o un ente vogliano invece ampliare le possibilità edilizie, devono richiedere permessi diversi a seconda dei differenti contesti:

  • Attività edilizia libera previa comunicazione di inizio dei lavori. Si tratta di semplici interventi eseguibili senza titoli abilitativi ma che devono essere comunicati al Comune. Fra questi rientrano: opere temporanee (di massimo 90 giorni), installazione di pannelli fotovoltaici, installazione di serbatoi di Gpl di massimo 13m³.
  • Attività edilizia per la quale è richiesta la comunicazione di inizio dei lavori con relazione tecnica. In questo caso le operazioni non richiedono titoli abilitativi ma una relazione prodotta da un professionista abilitato. Gli interventi che richiedono questa procedura sono le opere di manutenzione straordinaria, la pavimentazione di spazi esterni, installazione di pannelli solari, installazione di aree ludiche nelle aree di pertinenza di edifici privati.

Segnalazione certificata di inizio attività

Gli interventi che richiedono la Scia sono: manutenzione straordinaria di edifici, modifica destinazione d'uso, varianti di permessi edilizi in corso d'opera, eliminazione di barriere architettoniche che modificano la sagoma dell'edificio, installazione di pannelli solari all'interno di centri storici, installazione di serbatoi di Gpl superiori ai 13m³. La Pubblica Amministrazione, una volta ricevuta la segnalazione, ha 30 giorni di tempo per obiettare: se questo non accade, allora il permesso è accordato.

Denuncia di inizio attività. Gli interventi interessati sono: interventi di restauro, ristrutturazione senza ampliamenti volumetrici, mutamenti di destinazioni d'uso, eliminazione di barriere architettoniche, variazioni di permessi di costruire. Il Comune ha 60 giorni di tempo per rilasciare questo permesso.

Super Dia. Questo permesso è necessario per: ristrutturazioni edilizie con aumento della volumetria, ristrutturazione urbanistica in presenza di piani attuativi, nuove costruzioni in presenza di piani urbanistici comunali.

In ogni caso, anche qualora non sia previsto per legge, si consiglia di consultarsi con un professionista per la scelta della via burocratica più adeguata.





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