La Domiciliazione Bancaria, nota anche come Domiciliazione Bollette, Domiciliazione Utenze o come Domiciliazione Bancaria dei Pagamenti, è uno strumento molto utile che le banche mettono a disposizione dei clienti per “automatizzare” il pagamento delle utenze domestiche.

La Domiciliazione Bancaria è un servizio che le banche offrono esclusivamente ai clienti possessori di un conto corrente, dal quale ad ogni scadenza viene periodicamente effettuato un prelievo automatico di denaro per effettuare il pagamento delle bollette domestiche. Il servizio opera secondo la procedura definita tecnicamente Rid Bancario; quest’ultimo si attiva unicamente su esplicita richiesta del cliente, che deve autorizzare gli addebiti verso un determinato gestore.

Come attivare la domiciliazione automatica bancaria

Per richiedere l’attivazione della Domiciliazione Bancaria è necessario:

  • munirsi dell'apposito modulo che i gestori forniscono con allegata una bolletta di riferimento;
  • recarsi nella propria filiale per compilare il modulo di richiesta previsto, presentando anche la bolletta del gestore di cui volete domiciliare i pagamenti.

Dopo aver attivato la Domiciliazione Bancaria delle bollette, verranno recapitati a casa i riferimenti cartacei relativi alle fatture emesse. Per avere sotto controllo l’andamento dei pagamenti, sarà necessario far riferimento agli estratti conto che la Banca emette periodicamente.

Attivarla

Moltissime banche ormai offrono ai propri clienti un servizio utile e comodo quale la “domiciliazione bancaria", la facoltà cioè di prelevare direttamente dal nostro conto corrente quanto dovremmo pagare per le bollette in scadenza.

Tutto ciò avviene automaticamente, evitando lunghe e noiose file nonché un certo numero di scartoffie da riempire. Tale servizio di domiciliazione resta, comunque, una scelta di competenza esclusiva del cliente; il che significa che deve essere lui in prima persona a farne esplicita richiesta, autorizzando gli addebiti automatici verso i conti di determinati gestori (di telefonia, energia, ecc.)

Per attivare la domiciliazione automatica delle bollette basta trovare il relativo modulo (che, solitamente, forniscono gli enti stessi cui siamo abbonati) e portarlo nella nostra filiale bancaria; quindi compilarlo insieme a un altro modulo di richiesta specifico della Banca (serve per evitare, in futuro, eventuali accuse da parte del cliente) e a una bolletta di riferimento inerente al gestore cui domicilieremo i nostri pagamenti.

Una operazione gratuita

In realtà, al di là della sicura comodità che questo servizio può recare all’utente, il suo vero vantaggio sta nel fatto di essere totalmente e assolutamente gratuito.

Bollette sotto controllo da casa

I più scettici (e non solo), tuttavia, affermeranno prontamente di non essere convinti dell’effettiva utilità del servizio. Lamenteranno, certamente, una molto minore capacità di controllo sulle proprie bollette e, soprattutto, sui propri pagamenti. In realtà, le bollette in forma cartacea continueranno ugualmente ad arrivare a casa per via postale, come è sempre stato.

Semplicemente, esse riporteranno in calce la dicitura “domiciliata in banca”. Per controllare invece più direttamente tutti i vostri effettivi movimenti di denaro dovrete senza dubbio fare riferimento ai vostri personali estratti conto bancari (a quelli emessi periodicamente come a quelli appositamente richiesti). In questo modo potrete rilevare quanto prima le rare ma eventuali anomalie.

Il pensiero delle banche

Tutti i clienti, comunque, possono conoscere il pensiero non solo delle banche, ma anche delle aziende che gestiscono i servizi da pagare, a proposito della domiciliazione delle bollette: andando sui siti di Unicredit Banca di Roma, BNL e Poste italiane sulle pagine rispettivamente chiamate “modalità di attivazione”, “tutte le informazioni”, “società convenzionate” ed “elenco delle aziende” troverete i moduli necessari per attivare la richiesta di domiciliazione, nonché un commento degli istituti di credito in proposito.

Morosità bollette: come pagarle o contestarle

La morosità delle bollette si verifica quando l'utente non paga la bolletta, nemmeno dopo sollecitazioni scritte da parte del gestore; in questi casi avviene il distacco del servizio.

Prima della sospensione dell'utenza per morosità, il venditore dovrà inviare una raccomandata (non è necessario l'avviso di ritorno) al cliente che specifichi:

  • le modalità con cui il cliente deve comunicare al venditore l'avvenuto pagamento (telefono, fax ecc.);
  • il termine oltre il quale, se il cliente continua a non pagare, il venditore invierà al distributore la richiesta di sospensione della fornitura.

Contestare la morosità

Il debitore può opporsi contestando in maniera ragionevole la morosità della bolletta, magari motivandola con prove in forma scritta; in questo modo è possibile allungare i tempi ed evitare l'esecutorietà del decreto.

I beni che possono essere pignorati sono:

  • proprietà immobiliari,
  • conto in banca,
  • altre forme di investimento evoluto.

Per la legge sul servizio universale, riguardante ad esempio l'energia e il telefono, l'utente può intestare un nuovo contratto di servizio a un familiare dello stesso domicilio, al quale il fornitore è obbligato a riattivare il servizio.

Scadenza: cosa succede quando non paghiamo

A tutti noi potrebbe capitare, prima o poi, di trovarci quantomeno in una situazione di amnesia (quando non di vero e proprio caos mentale) riguardo taluni pagamenti e la loro naturale scadenza. Può succedere a chiunque, infatti, di smarrire una bolletta dimenticando, di conseguenza, la vitale data menzionata all’interno della stessa, termine ultimo entro il quale sarebbe necessario effettuare il versamento proprio di ogni situazione.

Fasi di scadenza

Premettendo che le bollette debbono sempre essere pagate per intero (e mai a rate!) in quanto, altrimenti, vengono considerate insolute, è abbastanza usuale la situazione per cui ci si dimentica il termine ultimo fissato e si diventa tutto d’un tratto “insolventi”. Il gestore o l’Ente cui ci troviamo d’improvviso a essere debitori, a questo punto tende solitamente a informare il cliente dell’avvenuta scadenza dei termini di pagamento, sollecitando lo stesso a provvedere quanto prima. L’atto che ci arriva per posta a casa è, in effetti, conosciuto banalmente con il nome di “sollecito scritto di pagamento” e può essere considerato come una sorta di “invito” a regolarizzare il pagamento entro un termine ben specificato.

Se anche questa ulteriore scadenza trascorre senza che le bollette siano state pagate ci arriva un altro documento noto come “diffida”. Se la diffida è spedita da un ente quale, ad esempio, il fornitore del gas, allora si tratta di una diffida detta anche “con preavviso di sospensione della fornitura”. Scaduta anche quest’ultima data senza che il nostro creditore abbia visto l’ombra di un pagamento scatta la sospensione del servizio: il taglio della fornitura del gas, per esempio, avviene il trentesimo giorno successivo alla data di scadenza indicato nella lettera di diffida. Ma questi termini variano anche notevolmente a seconda di ciò che trattiamo.

Interesse di mora

Senza scendere così nel tragico, comunque, nel caso in cui il pagamento delle bollette ecceda la data di scadenza segnalata sulle stesse viene applicato, per il saldo da versare, il cosiddetto “interesse di mora” che implica un aggiunta in termini di danaro pari al Tasso di Riferimento Ufficiale più un ulteriore 3,5% da calcolare sul valore della bolletta medesima. I clienti che hanno però sempre pagato puntualmente nell’ultimo biennio prima del primissimo ritardo sono soggetti a un interesse legale relativo ai soli primi dieci giorni di ritardo, e nulla più. Sospensione e riattivazione del servizio sono pratiche economicamente a carico dei clienti insolventi.



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