Quando si acquista un nuovo immobile o sono necessari lavori di ristrutturazione al suo interno, è spesso necessaria la stipula di un contratto con una determinata impresa edile che si occuperà delle opere di recupero stesso.

In questi casi è bene sapere come muoversi, al fine di stipulare un contratto con l’impresa edile definendo bene i costi e il tipo di lavoro che si verrà ad instaurare, al fine di evitare spiacevoli sorprese ed inconvenienti futuri.

Tipologie di contratto

Quando è necessario far eseguire dei lavori in casa è dunque importante spesso chiedere l’aiuto di un esperto e stipulare un contratto edile con l’impresa che farà i lavori.

Se si incarica un semplice artigiano, abile un determinati tipi di lavori di ristrutturazione, soprattutto nei casi di piccole riparazioni, si parla di “contratto di prestazione d’opera”. Nei casi di opere di ristrutturazioni più importanti e ingenti, che necessitano dunque di una vera e propria impresa edile, sarà necessario stipulare invece un contratto d’appalto vero e proprio.

Quest’ultimo tipo di contratto edile con l’impresa può avvenire anche verbalmente, ma la forma scritta è sempre quella maggiormente consigliabile per evitare numerosi problemi futuri. Anche il preventivo, vincola contrattualmente l’impresa edile, che non potrà eventualmente in futuro rifiutarsi di compiere i lavori richiesti.

Doveri e obblighi della ditta edile

Il contratto edile prevede infatti degli obblighi che l’appaltatore deve rispettare; non può infatti sospendere e non iniziare i lavori se non vi sono validi e seri motivi. l’appaltatore dovrà inoltre rispondere di eventuali danni arrecati a terzi durante l’esecuzione delle opere di ristrutturazione ed è responsabile anche di un mancato rispetto delle norme infortunistiche all’interno del cantiere.

Il prezzo dei lavori nel contratto edile può essere fissato: “a copro”, tenendo conto del prezzo totale dell’opera; “in economia”, valutando solo ilnumero di ore di lavoro previste; “a misura”, seguendo dei prezzi unitari per un determinato tipo di intervento o lavoro da effettuare.

Caratteristiche del contratto d'appalto: tre documenti

Quando ci si appresta a comprare o a prendere in affitto un’immobile, sono spesso necessari dei lavori di ristrutturazione fondamentali ai fini dell’abitabilità stessa della casa. Per ottenere la concessione alle opere di ristrutturazione servono diverse autorizzazioni, oltre che progetti elaborati da un progettista abilitato, il capitolato e il contratto d’appalto.

Il contratto d’appalto si stila tra un soggetto appaltante (o committente - il proprietario della casa) e un appaltatore (la ditta o il singolo, che dovranno occuparsi delle opere di ristrutturazione).

Il contratto d’appalto consta di tre documenti ben distinti e delinea il tipo di opere che l’appaltatore dovrà compiere, il suo compenso e i mezzi necessari da utilizzare per la ristrutturazione stessa.

Il primo documento contenuto all’interno del contratto d’appalto contiene le condizioni generali dello stesso, delineando le reciproche responsabilità tra committente e appaltatore. Il secondo modulo necessario è il contratto vero e proprio contenente il compenso in termini economici, i tempi di esecuzione, le possibili penali, le modalità del pagamento alla ditta o al singolo appaltatore.

Il terzo documento è il capitolato d’appalto vero e proprio nel quale andranno riportati esattamente i lavori che dovranno essere effettuati, compresi i costi necessari per gli stessi.

Grandi ristrutturazioni

Nei casi di ristrutturazioni di immobili di una certa importanza, il capitolato d’appalto viene suddiviso in ulteriori documenti distinti e più precisi. Esistono infatti: capitolati delle strutture, relativi alle opere edili in senso stretto; capitolati degli impianti; capitolati dei materiali; capitolati delle finiture.

Se le opere di ristrutturazione riguardano infine un appalto condominiale, è meglio stipulare due contratti d’appalto differenti, uno personale e uno legato al condominio e ai singoli condomini abitanti del palazzo in questione.