Rendere una casa impermeabile è possibile senza che si sia costretti a danneggiare l'ambiente circostante: le soluzioni tecnologiche moderne sono ecologiche e permettono di non dover lottare contro la comparsa dell'umidità e della muffa. Impermeabilizzare un edificio significa dire addio ai disagi causati dalle infiltrazioni, le quali con il trascorrere del tempo rischiano di mettere seriamente a repentaglio il comfort abitativo di qualsiasi casa; nelle situazioni più gravi, esse possono addirittura provocare danni strutturali. Al tempo stesso, è molto importante prevenire la proliferazione delle muffe e ostacolare la formazione della condensa, a maggior ragione in quegli ambienti come la cucina e il bagno che sono destinati a presentare un tasso di umidità molto elevato.

Impermeabilizzare vuol dire proteggere

Quella che deve essere progettata, pertanto, è un'opera di protezione, indispensabile per fare in modo che lo stato di salute di un edificio non sia compromesso. I prodotti impermeabilizzanti attualmente in commercio possono essere usati negli spazi esterni, e quindi per le verande, per le terrazze, per i balconi e per i tetti, ma anche negli ambienti interni.

Le tecniche che permettono di rendere una casa impermeabile

Per l'impermeabilizzazione muro esterno, e più in generale per un'abitazione nel suo complesso, si può fare riferimento a varie tecniche: quella a freddo, quella a cappotto e quella a spruzzo sono alcune delle più comuni, ma meritano di essere menzionate anche la tecnica con resina, quella a spinga negativa (nota anche come tecnica osmotica in controspinta), quella in PVC, quella con poliurea, quella ecologica e quella con guaina ardesiata o bituminosa. Quale che sia il metodo a cui ci si affida, però, lo scopo da raggiungere è sempre lo stesso, e cioè garantire una protezione ottimale rispetto agli agenti atmosferici. In più, impermeabilizzando un ambiente si prevengono le infiltrazioni dall'esterno verso l'interno o dall'alto verso il basso, come quelle che si verificano dal terrazzo al soffitto del piano di sotto ma anche dalle pareti.

Quali materiali devono essere utilizzati

Per un approccio ecologico e, quindi, sostenibile dal punto di vista ambientale è necessario usare dei materiali ad hoc, tra i quali si segnalano le membrane formate da poliolefine flessibili, senza metalli pesanti e senza plastificanti; in alternativa si può optare anche per guaine poliuretaniche a base d'acqua senza composti organici volatili. Il ventaglio di guaine utilizzabili in questo settore è molto ampio: ci sono anche quelle in polipropilene e in polietilene, che sono materiali termoplastici. L'elenco potrebbe continuare, poi, con i pannelli in cartone biodegradabile o con i geocompositi bentonitici, senza dimenticare i teli in TNT, il tessuto non tessuto, che vengono ricavati dal polietilene o dal polipropilene. E, ancora, i geotessili bentonitici e i geotessuti porosi con uno strato di bentonite di sodio naturale in mezzo. Oggi, poi, sono disponibili sul mercato anche membrane impermeabili senza bitume e realizzate con materie prime vegetali.

Come si impermeabilizza un ambiente

Se la scelta del materiale è molto importante, altrettanto si può dire per la fase di preparazione della superficie, tenendo presente che nel caso in cui vi sia una precedente impermeabilizzazione è opportuno rimuoverla. La superficie deve essere pulita con la massima cura, in modo che venga realizzato un piano omogeneo tramite cui la nuova guaina possa aderire al supporto.

L'importanza del clima

Non sono di secondaria importanza le condizioni climatiche che caratterizzano il momento in cui il lavoro di impermeabilizzazione viene eseguito: nel corso della posa in opera, infatti, non deve piovere, e lo stesso dicasi anche per le ore successive. Occorre che il livello di umidità sia ridotto, e anche le temperature non possono essere estreme, né superando i 40 gradi né scendendo sotto gli 0 gradi.





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