Sistemi semplici, silenziosi e che rispettano l’ambiente, sono queste le caratteristiche principali degli impianti di cogenerazione domestica. Ed è stimolante la possibilità di sostituire le tradizionali caldaie con sistemi di cogenerazione domestica dalle medesime caratteristiche di semplicità d’uso e sicurezza e con un’efficienza che va ben oltre le aspettative.

Ecco una piccola guida all’acquisto degli impianti di cogenerazione domestica attualmente in commercio.

Il progetto Toyota

Attualmente sul mercato si è imposta Toyota, che ha progettato una mini centrale domestica che promette il più alto livello di efficienza mai raggiunto finora. L’impianto di cogenerazione a fuel cell e denominato Ene Type S è realizzato da un consorzio giapponese, di cui fanno parte nomi illustri quali Kyocera e Toyota.

Il design Toyota

Il consorzio è riuscito a mettere a punto un dispositivo dal design compatto che, raggiungendo temperature tra i 700 e gli 800 gradi Celsius, riesce a riutilizzare efficacemente il calore disperso come energia per produrre idrogeno dal gas naturale, e quindi ottenere l’elevato livello di efficienza di produzione (46,5%) ed un rendimento energetico complessivo del 90%.

I prodotti per l'Italia

Immagine usata nell'articolo Cogenerazione domestica: una svolta per le nostre case!

Altra casa di produzione sensibile a questi impianti è la Viessmann, con sede in Italia, che propone una vasta scelta di sistemi e componenti per il riscaldamento e che sfruttano energie rinnovabili. Tra questi, spicca il microcogeneratore domestico Vitotwin 300-W che, oltre ad assicurare un’alta efficienza, è capace di immettere l’energia elettrica non utilizzata nella rete di fornitura pubblica. E, nel caso di elevato fabbisogno termico, interviene una caldaia a condensazione a gas.

L’impianto è in grado di erogare 0,99 Kw di energia elettrica e 6 Kw di termica, con un rendimento complessivo del 107%, calcolato sul potere calorifico inferiore del combustibile: il gas metano. L’azienda rivela anche i tempi di rientro dell’investimento, che si aggirano intorno ai 6-7 anni.

Un investimento, quindi, da prendere in considerazione per tutti quelli che si accingono all’acquisto di una nuova casa, e che vogliono beneficiare del risparmio abbinato all’ecologia, ma che non vogliono rinunciare al comfort e alla sicurezza.

Vantaggi per la cogenerazione domestica e incentivi per produrre energia

Gli impianti di cogenerazione domestica permettono di produrre l’energia in diverse forme, ottenendo molteplici metodi di utilizzo per mezzo di un’unica fonte.

L’utilizzo principale di questo tipo di centrali è nell’edilizia: grazie alla produzione di energia e di calore, avviene infatti il soddisfacimento di due bisogni primari, facendo sì che un’abitazione possa accendere le luci e attivare una stufetta per mezzo del medesimo impianto, riducendo al minimo gli sprechi.

I principali utilizzi degli impianti di cogenerazione

Data la loro molteplicità di utilizzo, gli impianti di cogenerazione domestica sono pertanto impiegati per strutture che abbiano grandi richieste di riscaldamento unite ad altrettante di acqua calda; queste centrali servono pertanto:

  • strutture come ospedali, alberghi o piscine, che richiedono una precisa termoregolazione;

  • attività di impresa come quelle nel settore alimentare o farmaceutico, nelle quali temperatura e acqua si rivelano fondamentali;

  • realtà preposte allo smaltimento di rifiuti come discariche o depuratori.

I vantaggi degli impianti di cogenerazione

Gli impianti di cogenerazione domestica si differenziano dalle tradizionali centrali termoelettriche per le ridotte dimensioni e l’abbattimento dei costi: è proprio la possibilità di installare questi sistemi con maggiore facilità a limitare la dispersione di energia elettrica dovuta alle grandi distanze, un dato che incide significativamente sui costi di un sistema.

Oltre a ciò, il risparmio di circa il 40% sui combustibili è ulteriormente incrementato per mezzo delle agevolazioni statali, che incentivano i privati ad adottare gli impianti di cogenerazione.

I costi e consumi 

Gli impianti di cogenerazione, per quanto siano limitati nei consumi, utilizzano gli stessi carburanti delle centrali termoelettriche.

Per quanto le emissioni inquinanti siano le medesime (monossido di carbonio, ossidi di particolato e di azoto), vi è una minore dispersione dell’ambiente in quanto viene impiegato meno combustibile.

E’ proprio il minore sfruttamento dei carburanti a consentire (specie quando si tratta di piccoli fabbisogni) l’impiego di biocarburanti: sebbene meno facilmente reperibili rispetto a quelli tradizionali, questa scelta ecosostenibile concorre ad un notevole abbattimento dell’inquinamento.

Tipologie ad olio vegetale

La cogenerazione domestica che sfrutta come combustibile l’olio vegetale rappresenta uno dei metodi più efficienti per produrre energia e calore riducendo al minimo l’impatto ambientale e i costi del sistema.

Questa combinazione consente infatti di beneficiare di molteplici vantaggi, facendo sì che ad una scelta eco sostenibile corrisponda un preciso ritorno economico; vedremo a seguire in cosa consistano questi vantaggi e in che modo sfruttare appieno un impianto di questo tipo.

Gli utilizzi di un impianto  ad olio vegetale

La cogenerazione domestica ad olio vegetale consiste nell’impiego di un carburante ad impatto ambientale limitato utilizzato per produrre energia elettrica e calore; quest’ ultimo, in realtà un prodotto di scarto, viene poi impiegato per il riscaldamento degli immobili.

Tramite questo sistema si ha un notevole risparmio sui consumi: una centrale termoelettrica produce infatti unicamente energia; accendere una stufa richiede quindi un consumo della stessa per generare calore, con un conseguente consumo energetico.

Un impianto cogenerante elude questo percorso fornendo direttamente calore il quale, essendo in realtà ottenuto per effetto dell’ottenimento di energia, non aumenta i costi della centrale.

Le centrali tradizionali, inoltre, sono composte da poche grandi strutture che servono ampie zone, con una conseguente dispersione di energia; poiché la cogenerazione domestica richiede meccanismi estremamente più piccoli, questi ultimi spesso servono zone limitrofe, limitando di molto la perdita del prodotto

Gli incentivi disponibili

Rispetto alla cogenerazione domestica che utilizza combustibili convenzionali, quella ad olio vegetale consente a chi la utilizzi di beneficiare di una serie di incentivi statali; gli impianti costruiti in data successiva al 31 Dicembre 2007 possono servirsi:

  • della Tariffa onnicomprensiva, per impianti non superiori ad 1 MW;
  • dei Certificati Verdi, per i sistemi che superino la produzione di 1 MW.

La Tariffa onnicomprensiva fornisce una tariffa agevolata per ogni kWh (netto) che sia immesso nella rete elettrica; essa consiste di 0,28€/kWh nel caso in cui si sfrutti l’olio vegetale e di 0,18€/kWh per altri combustibili liquidi.

I certificati verdi garantiscono un incentivo per la totalità dell’energia prodotta secondo un coefficiente di moltiplicazione; tale valore è pari a 1,80 nel caso di carburanti prodotti da attività agricole e di 1,30 per tutti gli altri casi.

Sia per la Tariffa che per i Certificati la durata dell’incentivo è di 15 anni.

Giorgio Brunetti

Autore: Enrico Mainero
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico per ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).

Potrebbe interessarti

Affitto d'azienda: questi consigli non puoi perderteli!

Con il termine affitto d'azienda è indicata l'acquisizione di un diritto di godimento e di tutti i poteri di gestione di un complesso aziendale di proprietà del locatore, da parte di un conduttore dietro corrispettivo. A regolamentare l'affitto d’azienda è l'articolo 2562 del codice civile che dispone l'applicazione delle norme relative all'usufrutto d'azienda (articolo 2561) e quelle generali in tema d'affitto (articoli 1571-1654).

Go to Top