Un trend in crescita – indipendentemente dal riscaldamento autonomo o centralizzato – è la richiesta di una fonte di riscaldamento eco-sostenibile che rispolveri il fascino della tradizione coniugandolo alla tecnologia più avanzata. Stufe, caldaie, termocamini alimentati con biocombustibile sono la soluzione di riscaldamento alternativo ecologico più richiesto sia perché donano all’ambiente domestico un fascino antico e caldo con la fiamma viva, sia perché sono effettivamente utili in circostanze di freddo intenso o per riscaldare zone della casa non raggiunte dall’impianto autonomo o centralizzato.

Il camino a pellet è la soluzione più ricercata per design, funzionalità, ecosostenibilità perché si utilizza il pellet un combustibile che si ottiene dalla lavorazione degli scarti del legno; il pellet rappresenta la sintesi dell’impiego di un combustibile a sua volta generato da fonti pulite e rinnovabili, ma a costi inferiori rispetto al legno e ad altri combustibili fossili, con maggiore resa termica, minori residui da combustione, minor inquinamento e maggiore facilità di pulizia.

Come funziona un focolare a pellet

Il camino a pellet è una soluzione ritenuta all’avanguardia nell’ambito del riscaldamento alternativo ecologico. Si impiega un combustibile – il pellet – che si ricava dagli scarti di lavorazione del legno vergine, privo di corteccia, amalgamato con la stessa lignina presente nel legno madre senza, quindi, l’aggiunta di collanti o additivi. Il pellet è così un combustibile ad alta resa termica, ma a basse emissioni inquinanti, basato sui principi del riciclo attivo.

La struttura di un caminoa pellet si compone di un focolare o camera di combustione chiusa in grado di generare e mantenere più a lungo il calore nell’ambiente in cui è collocato e di rilasciarlo lentamente. I materiali di rivestimento sono principalmente la ghisa, la ceramica o la maiolica, materiali in grado di accumulare calore e sprigionarlo all’esterno in modo efficiente, riuscendo a riscaldare ambienti da 40 a 100 mq. La camera di combustione è dotata di un bruciatore e di un serbatoio in cui caricare il pellet, una coclea di alimentazione del caminetto raccoglie il combustibile e lo lascia cadere all’interno della camera di combustione, dove un getto d’aria – come una sorta di ventilazione – massimizza la combustione riducendo i consumi di pellet

Un camino a pellet necessita di installazioni con opere murarie minime, e l’allaccio alla corrente elettrica per l’avviamento del funzionamento: nel valutare l’opportunità di installare un camino a pellet, dunque, bisogna considerare oltre al consumo del pellet anche quello elettrico. Mentre il caminetto a legna tradizionale funziona con una canna fumaria a tiraggio naturale che, tuttavia, non garantisce una ottimale resa termica, il camino a pellet espelle i fumi della combustione all’esterno tramite un tiraggio forzato e un sistema di ventilazione elettrico.

Quali sono le tipologie di camino a pellet

Vi sono due tipologie di camino a pellet:

  • Ad aria; e
  • Ad acqua.

I camini a pellet ad aria prevedono l’immissione nell’ambiente di aria calda umidificata che avviene tramite l’uso di griglie frontali con un sistema di canalizzazione che si installa nelle stanze dell’abitazione che si desidera riscaldare affinché si distribuisca il calore in modo omogeneo e senza sbalzi di temperatura.

I camini a pellet ad acqua, invece, sono multifunzionali: generano calore per riscaldare gli ambienti e producono acqua calda per uso idrico-sanitario. Questi impianti, sono più complessi e impegnativi da installare, richiedono maggiori lavori ma vi si può annettere un serbatoio di accumulo dell’acqua sanitaria per la funzione caldaia, così come lo si può abbinare a un impianto solare con l’obiettivo di sfruttare le risorse rinnovabili e ridurre sensibilmente anche i consumi di elettricità.

Conviene davvero installare un focolare ecosostenibile?

Camino a pellet

Le modalità di riscaldamento ecologico alternativo sono diverse. Gli amanti della fiamma viva apprezzano la soluzione del camino a pellet perché presenta dei vantaggi indiscutibili sia dal punto di vista economico dei consumi che da quello ambientale ed ecologico. È una soluzione conveniente per chi lavora tutto il giorno fuori casa e necessita di riscaldare l’ambiente solo quando è presente. I vantaggi del camino a pellet sono riassumibili nel suo stesso funzionamento:

  • È una stufa sofisticata, ma progettata per essere inserita in un ambiente domestico e da collocare in nicchie o camini pre-esistenti con design che ricordano i camini tradizionali, ma massimizzando i consumi.
  • I sistemi di accensione e spegnimento sono automatizzabili potendo regolare la temperatura e l’accensione anche fuori casa per trovare l’ambiente già caldo al rientro;
  • Il bruciatore è dotato di un contenitore per raccogliere le polveri e i residui di combustione che vengono espulsi all’esterno tramite un foro per il tiraggio forzato lasciando la casa pulita, senza ceneri, polveri o cattivi odori;
  • Non necessita di una canna fumaria, ed è quindi ideale per gli appartamenti o gli edifici in cui non è possibile installarne una, ma necessita di una posizione che colleghi il camino all’esterno tramite un foro di sfiato per i fumi anche se meno invasivo della canna fumaria stessa.

In ultima analisi, sostenibilità, risparmio, rispetto dell’ambiente, pulizia, design e tradizione sono tutti elementi che possono soddisfare chiunque necessiti di una reale alternativa al riscaldamento domestico autonomo o centralizzato, ma in ottica ecologica.

 

Autore: Enrico Mainero
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico per ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).

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