Tasse affitto
In materia di locazioni sono davvero tantissime le cose da tenere in considerazione, soprattutto per non trovarsi a dover risolvere eventuali problemi futuri. La prima cosa da fare è sicuramente preoccuparsi di stipulare e, soprattutto, regolarizzare il contratto. La corretta registrazione del contratto d'affitto di qualunque natura è infatti una garanzia e una sicurezza per chi decide di prendere in affitto un immobile.
Dopo aver scelto la tipologia di contratto di locazione che è più indicata alle vostre esigenze d'affitto e dopo aver registrato legalmente lo stesso, bisognerà anche preoccuparsi di pagare le tasse che sono previste dalle leggi dello Stato italiano.
Tasse affitto: le principali imposte da pagare sulle locazioni
Tra le tasse da pagare sulle locazioni c'è sicuramente l'imposta di bollo, relativa al costo del bollo da apportare sul contratto per autenticarlo, e l'imposta di registro. Ci sono poi altre tasse da versare per l'affitto. C'è, ad esempio, la tassa di registro, ovvero l'ammontare relativo alla registrazione e ai bolli utili per regolarizzare il contratto di locazione presso l'Ufficio del Registro.
Tassa sugli affitti molo nota è anche l'Imposta comunale sugli immobili, più comunemente nota come ICI, che prevede un'aliquota proporzionale al valore catastale di un immobile e viene definita dai vari comuni presenti sul territorio italiano. C'è inoltre l'Irpef che viene definito dallo Stato e si va a valutare in base al reddito della casa in questione.
Nei casi di vendita esiste inoltre l'INVIM, un'imposta che va versata in base all'aumento del valore dell'immobile che si sta vendendo. Oggigiorno, si paga l'ICI in primis e poi si paga tale tassa per i successivi dieci anni dalla sua entrata in vigore.
Tasse affitto: la cedolare secca
Sul versante delle locazioni sono infine state introdotte nuove agevolazioni fiscali dall'Agenzia delle Entrate; dal 7 aprile 2011 è infatti entrata in vigore il regime della Cedolare Secca, assieme alla cedolare secca pluriennale e all'acconto Irpef sulle abitazioni, proclamato dal Decreto legislativo numero 3 chiamata, “Disposizioni in materia di federalismo fiscale”.
Il regime della cedolare secca viene scelto liberamente dall'acquirente, è infatti definito facoltativo e opzionale e riguarda esclusivamente gli immobili ad uso abitativo e che presentino un tipo di accatastamento compreso tra A/1 e A/11. L'A/10 rimane fuori dal regime della cedolare secca perché riguarda gli immobili da adibire ad uffici.
Pagine correlate tasse affitto
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Tasse affitto '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Padronidicasa scrivere all'indirizzo email lavacanzafaidate@gmail.com
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema tasse affitto infoAffitto contratti
Segnala un sito/link di approfondimento
|