La caldaia a condensazione: il funzionamento e i vantaggi economici

Consigliare il controllo della caldaia quando il freddo è in arrivo è un'azione intelligente: nel nostro Paese manca ancora la cultura della manutenzione preventiva e i proprietari di casa non sempre hanno ben chiari i rischi che corrono a causa di una caldaia che “funziona male”.

Nonostante il risparmio economico, è giusto sottolineare come questi strumenti costino mediamente di più rispetto le caldaie tradizionali. È pur vero che negli ultimi anni anche il loro prezzo è sceso e oggi è possibile trovare ottimi prodotti in una fascia che si aggira attorno ai 1000 euro e sfutturare le detrazioni fiscali.

Tuttavia è giusto chiarire come questa scelta non sia la più efficiente in ogni caso.
In particolar modo, la caldaia a condensazione conviene a chi riesce a mantenere bassi i termosifoni. Queste, infatti, hanno regimi migliori alle basse temperature: nelle case bene isolate e dove quindi non è necessario regolare il termostato a molti gradi, il funzionamento è migliore. Più si utilizza il riscaldamento più si ha un risparmio. Questo quindi è proporzionale alla grandezza della casa.

È infine adeguata per le case che ospitano sempre qualcuno e dove la caldaia è sempre accesa. Tuttavia, nei casi in cui la casa rimane vuota – perché i bambini vanno a scuola e i genitori a lavoro – il risparmio nel lungo periodo è minore, visto che anche l'utilizzo della caldaia lo è.

Gestione del riscaldamento invernale con il sistema a gasolio ad alta efficienza

Quando si acquisiscono cattive abitudini è difficile riuscire a sradicarle. Nel caso della gestione degli impianti di riscaldamento è nostra cattiva abitudine non far eseguire la manutenzione ordinaria mediante controlli annuali utili ad attestare il corretto funzionamento delle caldaie.

Puntualmente la Tv ci parla di incidenti invernali, ma questo non è mai stato sufficiente ad ottenere una radicale inversione di tendenza tra i proprietari di abitazioni che non fanno eseguire la manutenzione della caldaia per essere certi che la sua combustione sia corretta e che non subisca perdite di gas.

Dove trovare contatti per manutezione caldaia a basamento e con accumulo

Il web propone molto siti dove i manutentori spiegano le ragioni per cui il controllo autunnale è importante ai fini della sicurezza e del corretto funzionamento della caldaia. Ma molti purtroppo pensano sistematicamente che si tratti di una strategia di “promozione occulta” a favore delle loro attività.

Ma il punto è che anche le case produttrici spingono sempre i loro clienti a far sottoporre le caldaie ad un controllo annuale, mentre la stessa Legge nazionale impone, con cadenza periodica, addirittura una certificazione dei fumi emessi durante la combustione.

La ragione di tanto interesse in effetti risiede proprio nella massima ricerca della sicurezza finale delle abitazioni e delle persone che le abitano. Il pericolo è collegato alla combustione del gas: caldaie e impianti termici mal tarati o con componenti usurate possono veder verificarsi perdite di gas o, più semplicemente, il blocco totale da cui deriverebbero quantomeno problemi di comfort climatico.

Norme sul riscaldamento invernale da esterno. Ci sono detrazione fiscale e incentivi?

Le norme che riguardano in maniera molto precisa questo settore sono la 192/2005, la 311/2006 e la 59/2009: nell'insieme esse non solo impongono verifiche periodiche e l'analisi della combustione ma, come accennato in precedenza, anche la certificazione della caldaia da parte di centri specializzati.

La manutenzione periodica ha il vantaggio di permettere un mantenimento del perfetto stato dell'impianto termico dove la caldaia deve, dal canto suo, poter funzionare in piena regolarità: interventi accurati permettono di verificare che le componenti siano in ordine e che ogni aspetto della combustione avvenga senza sbalzi di pressione, perdite di acqua o di gas, senza che vi siano irregolarità nel flusso dell'acqua calda o nel riscaldamento di casa.

Lo scarico a parete: fattibile solo per la condensazione

Il Decreto legge Crescita-bis, in vigore dal 19 dicembre 2012, ha stabilito che la caldaia a condensazione può scaricare i fumi a parete, mentre tutti gli altri sistemi termici dovranno utilizzare il collegamento a camini, canne fumarie o sbocchi sopra il tetto dell'immobile.

L'obbligo quindi permane per tutti gli impianti, con l'unica eccezione della condensazione che potrà scaricare a parete ma facendo bene attenzione a rispettare la norma UNI 7219-3:2008

Lo stesso dicasi nel caso di distacco dal riscaldamento centralizzato.
Questa scelta è diventata molto più sostenibile grazie alla riforma del Regolamento del Condominio. Oggi, per guadagnare un riscaldamento autonomo, non è più necessario interpellare l'assemblea: è sufficiente dimostrare che il distacco non provochi alcuna conseguenza all'utilizzo, da parte degli altri condomini, del sistema di riscaldamento.

L'unico dovere del condomino è quello di dover comunque partecipare alle spese di manutenzione straordinaria dell'impianto.

Energia pulita ed ecosostenibile: le caldaie a pellet

Tra i combustibili a biomassa, il pellet rappresenta la soluzione ottimale sia per il riscaldamento domestico tramite caldaie che per la produzione di energia di grandi impianti, come le centrali termoelettriche. I pellet di legno sono piccoli cilindri standardizzati dalla lunghezza che varia da 1 cm a 4 cm e il diametro convenzionalmente compreso tra 6 e 8 mm.

I cilindri si ricavano dallo scarto naturale del legno (segatura, truccioli) che viene essiccato, quindi pressato ad altissima temperatura. Il pellet, se destinato all'uso domestico, non deve contenere sostanze quali vernici, colle o impregnanti che bruciando, possono generare fumi dannosi per la salute e l’ambiente. Esistono “pellet” prodotti con la carta, con tutti i tipi di cartone, con molti tipi di paglia (esclusa quella di riso), con le piante di girasole, di granoturco, ramaglie di ogni tipo, residui di potatura di viti, ulivi, alberi ornamentali, gusci di nocciola, sansa.

Caratteristiche delle caldaie a pellet

La vendita di pellets e la realizzazione di nuovi impianti produttivi è in costante crescita, anche perché l’attuale politica ambientale europea di riduzione della dipendenza energetica da fonti non rinnovabili sta spingendo l'utilizzo di fonti energetiche alternative. Il combustibile a pellet permette sicurezza e indipendenza dal mercato legato alle materie di origine petrolifera. È un prodotto di natura locale e quindi si abbattono anche i costi di trasporto.

Una caldaia a pellet per uso domestico ha una potenza utile da 15 kW fino a 200 kW. Si compone di uno scambiatore di calore a tubi verticali con turbolatori per la pulizia automatica delle superfici di scambio termico. Una doppia valvola stellare garantisce la massima sicurezza contro il ritorno di fiamma. I modelli di ultima generazione hanno la regolazione lambda per una combustione perfetta e rendimenti fino al 95%. Per la manutenzione, non è necessario alcun intervento manuale salvo lo svuotamento del cassetto della cenere.

Costi e risparmio energetico

Per sostituire 1 litro d’olio combustibile da riscaldamento sono sufficienti 2 kg di pellets. 1 m3 di pellets corrisponde a livello di energia all'incira a 320 litri d'olio combustibile.

Pro e contro delle caldaie a pellet

Tra i vantaggi del combustibile a pellet si ricorda che:

  • Non è pericoloso né inquinante e il suo utilizzo contribuisce a diminuire la dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili (petrolio, gas, carbone). Il suo apporto di CO2 nell’atmosfera è nullo ed è anche ridotto il contenuto di zolfo;
  • Alto potere calorifico;
  • Facile da gestire e da trasportare;
  • Le ceneri rimosse possono essere smaltite come “ingrassante” per la terra;
  • Gli svantaggi riguardano lo spazio e lo stoccaggio;
  • Il pellet occupa spazio (1m3 è uguale a circa 650 kg) e si rendono necessari quindi silos o stanze di stoccaggio dimensionati in base al fabbisogno totale annuo;
  • Necessita di essere conservato in luoghi asciutti.

Caldaie a cippato, riscaldarsi in economia (in alternativa al gpl e al metano)

Il termine “cippato” indica il legno ridotto in scaglie e deriva dall’inglese “chip” che significa appunto, “scaglia”. Il cippato viene prodotto con apposite macchine cippatrici che sminuzzano il legno in dimensioni variabili (da 1mm a 6 cm). La frammentazione permette lo stoccaggio in silos e il caricamento automatico nelle caldaie che sono utilizzate per il riscaldamento di edifici. Come tutte le biomasse ligno-cellulosiche, il cippato è una fonte rinnovabile ed è utilizzato sia per la generazione elettrica che la cogenerazione, combinata con altri impianti. Le caldaie a cippato sono adatte per generare energia in impianti di piccola taglia e grandi impianti da Megawatt.

Caratteristiche tecniche delle caldaie a cippato

Il cippato è dunque il risultato della macinazione del legno vergine, dalla pulizia del sottobosco o dalla potatura nonché scarti della lavorazione del legno. Le caratteristiche principali del cippato sono: le dimensioni e l’umidità.

Le dimensioni sono indicate con le abbreviazioni G30 (cippato fino - utilizzato per caldaie di piccola potenza) e G50 (cippato medio - utilizzato per caldaie di media potenza). L’umidità si definisce con le abbreviazioni: W20 ( cippato secco), W30 (cippato secco stabile), W35 (cippato parzialmente stabile). Più il prodotto è secco, più alto sarà il suo potere calorifero e maggiori i vantaggi nello stoccaggio.

La normativa di riferimento più utilizzata è quella austriaca: ÖNORM M7133.

Gli impianti e il trasporto del cippato

Le caldaie a uso domestico si compongono di uno scambiatore di calore a fascio tubiero con turbolatori motorizzati per la pulizia automatica delle superfici di scambio termico. Alcune sono dotate di un microprocessore con sonda lamba per la regolazione della combustione in tutte le condizioni di esercizio. Le caldaie di ultima generazione hanno anche un ventilatore interno per l’asciugatura del cippato.

Il combustibile è facilmente trasportabile in autocisterne, ma l’impianto presuppone che vi sia un luogo di stoccaggio all’interno dell’abitazione. La maggior parte dei produttori di cippato consegnano il combustibile a domicilio. Gli impianti di riscaldamento a cippato possono essere impiegati in contesti piccoli (presso case private, ad esempio) o per impianti a biomassa, progettati per l'alimentazione di edifici o impianti di teleriscaldamento. Nonostante l’introduzione di combustibili legnosi a prezzi vantaggiosi, il cippato rappresenta ancora il combustibile più economico.

I vantaggi economici delle caldaie a cippato

A seconda delle caldaie, si è calcolato in media che con ca. 3-4 kw/h di corrente per ogni m3 di cippato asciugato, si generano dai 25 ai 50 W. Con le apparecchiature moderne ed efficienti è possibile ottenere un concreto vantaggio economico, oltreché ambientale, trattandosi di un combustibile neutrale e rinnovabile. Il cippato presenta anche dei “contro”, perché il rendimento e il potere calorifero dipendono molto dalla qualità del legno utilizzato. Il faggio è la specie legnosa migliore per il cippato.



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