Facciamo chiarezza sulla Crisi dei subprime La crisi dei subprime è scoppiata alla fine del 2006 negli Stati Uniti e ha portato gravi conseguenze sull'economia mondiale. Nell'aprile 2009, il Fondo Monetario Internazionale ha valutato in 4.100 miliardi di dollari Usa il totale delle perdite delle banche. La crisi dei subprime è iniziata con lo sgonfiarsi della bolla immobiliare statunitense: molti possessori di mutui subprime divennero insolventi a causa del rialzo dei tassi di interesse. I suoi effetti più pesanti si sono registrati tra febbraio e marzo 2007. Gli osservatori della crisi hanno analizzato alcune responsabilità nelle pratiche predatorie dei prestatori subprime e nella mancanza di una supervisione da parte delle autorità governative. Altri hanno imputato ai mediatori creditizi di aver indirizzato i debitori verso prestiti che non potevano soddisfare accusando gli investitori di Wall Street di aver scommesso sui titoli che incorporavano mutui subprime senza aver controllato la solvibilità dei prestiti sottostanti. Ricordiamo che il subprime è garantito da un'ipoteca su un immobile e non può essere sottratto ai creditori. Nonostante queste garanzie parte del sistema bancario è esposta a perdite, svalutazioni di asset e al rischio di fallimento. I debitori sono stati di conseguenza e giustamente criticati per aver contratto mutui pur sapendo di non poterli soddisfare. Molti rapporti sulla crisi dei subprime evidenziano il ruolo della caduta dei prezzi degli immobili, iniziato nel 2005. Molti esperti hanno suggerito in oltre che la crisi dei subprime potrebbe peggiorare rapidamente. All'esplosione della crisi dei mutui subprime, ha fatto seguito la decisione di alcune banche di congelare le quote dei propri fondi di investimento, sospendendone la compravendita. Tutto ciò è riconducibile alruolo del sistema creditizio per l'intera economia e al fatto che in varie Borse i titoli bancari sono quelli a massima capitalizzazione e più scambiati giornalmente, per cui un loro calo influenza l'indice complessivo di Borsa. Il calo delle borse americane, europee ed asiatiche ha indotto dunque le banche centrali ad iniettare miliardi di liquidità per sostenere i corsi azionari della Borsa. In Europa si è verificato il più massiccio intervento nella storia della BCE. Negli ultimi anni, negli Stati Uniti, i prezzi degli immobili raddoppiavano in media ogni 5 anni (crescita che non sembrava giustificata da un reale aumento di valore degli immobili). Più che una crescita del valore reale delle case, si trattava di una crescita del valore di mercato. La crescita dell'indebitamento di famiglie e imprese era dunque causata dalla stesso aumento dei prezzi. Il continuo rialzo dei tassi di interesse ha indotto l'insolvenza di circa 2 milioni di famiglie americane,e ha consigliato al Congresso l'estensione alle famiglie dell'istituto del fallimento. Una riduzione dei tassi di interesse ridurrebbe la rata variabile di questi mutui, riportandola ai livelli precedenti la crisi. L’abbassamento del tasso di sconto avrebbe anche l'effetto di spingere alla concessione di nuovi mutui. Nella prima metà dell'Agosto 2007, le preoccupazioni su un possibile crollo dell'industria dei mutui subprime hanno causato una netta caduta degli indici di borsa Nasdaq e Dow Jones, con serie ripercussioni sui listini di tutto il mondo. Ovviamente la situazione mutui è a rischio anche in Italia (dove il debito pro-capite supera i 30.000 euro l'anno e nel 2007 i casi di insolvenza superavano quota 500.000).
Pagine correlate Facciamo chiarezza sulla Crisi dei subprime
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Facciamo chiarezza sulla Crisi dei subprime '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Padronidicasa scrivere all'indirizzo email lavacanzafaidate@gmail.com
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Facciamo chiarezza sulla Crisi dei subprime Mutui
Segnala un sito/link di approfondimento
|