Come contestare le bollette Se pensate che le vostre bollette (di energia, gas, acqua, telefono fisso o mobile e/o di prestazioni erogate) prevedano addebiti non dovuti, è possibile contestare la fattura ricevuta. Ogni cittadino può infatti avviare un ricorso al Giudice di Pace, anche senza ricorrere ad avvocati per importi inferiori a 500 euro, o rivolgersi alle autorità garanti dell'energia, del gas, delle comunicazioni, nonché agli uffici di conciliazione e arbitrato attivati tra associazioni di consumatori ed enti gestori.
La prima cosa da fare è provare a chiedere chiarimenti, di persona o per telefono, agli uffici commerciali dell'azienda interessata. Se le risposte ottenute non soddisfano, è opportuno allora inviare al gestore (per raccomandata con ricevuta di ritorno, valida come prova) una lettera di reclamo in cui verranno spiegati i motivi della contestazione, allegandovi una fotocopia della bolletta in questione e i tutti gli eventuali documenti utili a perorare il dissenso. Se viene richiesto di pagare una bolletta già pagata, si può rispondere inviando una copia delle bollette immediatamente successive a quella contestata sulle quali è indicato che le bollette precedenti (compresa quella contestata) risultano pagate. In caso di domiciliazione, si può allegare anche l’attestazione dell’avvenuto pagamento, che si può richiedere alla banca. In caso di addebito in bolletta di servizi non utilizzati (ad esempio un collegamento a Internet in seguito sospeso), bisogna contestare la bolletta, con una lettera di reclamo in cui si chiederà lo storno dalla bolletta delle spese relative al servizio non usato. In caso di precedente sospensione del servizio, si dovrà allegare una copia della disdetta del contratto. Se, dopo aver contestato la bolletta, l'azienda minaccia di interrompervi il servizio o attua direttamente tale minaccia, è possibile rivolgersi a un pretore, chiedendo un provvedimento cautelare d'urgenza (art. 700 del cod. proc. civile) per ottenere il ripristino dell'erogazione nel caso si tratti di un servizio essenziale, come luce, gas o acqua. Sarà il Giudice di Pace a stabilire chi ha torto o ragione, valutando la legittimità o meno del comportamento dell'azienda e fissando gli eventuali risarcimenti dovuti, ad esempio per l'interruzione del servizio. È infine importante sottolineare che dopo 5 anni una bolletta va in prescrizione, e non si avrà più diritto ad un eventuale rimborso.
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