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Certificazione impianto elettrico

Con il decreto ministeriale 37 del 2008 (dm 37/8), entrato in vigore il 27 marzo, è possibile certificare l'impianto elettrico di casa, del negozio, ufficio o piccola azienda nonostante non si abbia la documentazione specifica.

Nei casi in cui chi ha realizzato l'impianto non lasci nessuna certificazione, è infatti possibile sostituire la dichiarazione di conformità per case, industrie, uffici e immobili, in generale costruiti prima del 27/03/2008, con la dichiarazione di rispondenza alle norme (o diri).

La diri omologa a tutti gli effetti l’impianto elettrico; il decreto 37/8 introduce inoltre alcune novità di rilievo:

1. estende il campo di applicazione a qualsiasi destinazione d'uso degli edifici (sia privati che pubblici) e alle aree di pertinenza (es.: cortili, aree parcheggio, ecc.);

2. classifica diversamente gli impianti:
a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere
b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere
c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali
d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie
e) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali
f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili
g) impianti di protezione antincendio

3. rende più selettivi i requisiti di qualificazione professionale

4. Richiede di depositare la Dichiarazione di Conformità presso lo Sportello Unico per l'Edilizia del Comune dove è ubicato l'immobile in cui è installato l'impianto (anziché essere inviata alla Camera di Commercio)

5. maggiora le sanzioni in caso di inosservanza.

La dichiarazione di conformità

La dichiarazione di conformità è un certificato rilasciato da colui che effettua i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione dichiarante la messa in regola o conformità dell’impianto.
Il professionista può essere il singolo installatore, ma può essere anche una ditta iscritta nel registro delle imprese, abilitati entrambi alla verifica degli impianti secondo la normativa vigente.
Questa dichiarazione è obbligatoria nel caso in cui si verifichino due condizioni: il rilascio del certificato di agibilità che attesta lo stato degli immobili; allaccio di nuove utenze. In questo secondo caso, il proprietario dell’abitazione è obbligato a fornire la documentazione relativa alla dichiarazione di conformità dell’impianto all’ente che eroga il servizio (luce, gas, acqua).
Il DL 112/08 ha successivamente abrogato l’obbligo di trasferimento della dichiarazione di conformità in caso di trasferimento dell’immobile e nel caso del rogito.
Una volta ottenuta questa certificazione, questa va esibita allo sportello unico dell’edilizia del comune dove ha sede l’immobile, entro 30 giorni dalla fine dei lavori. Viene poi inviata, in automatico, alla Camera di Commercio che effettua i relativi controlli: in caso di inosservanza delle regole, l’azienda che ha rilasciato la dichiarazione va in contro ad una sanzione da 1.000 a 10.000 euro.

Il modulo di dichiarazione di conformità

La dichiarazione di conformità va redatta tramite il nuovo modello pubblicato col Decreto 19 maggio 2010 che modifica e sostituisce quello precedente allegato al DM 37/08.
Questo modello, compilato dall’impresa installatrice, deve contenere alcuni dati obbligatori come il tipo di impianto, i dati del tecnico responsabile del controllo, i materiali impiegati e la conformità normativa. Inoltre, la dichiarazione deve essere accompagnata da specifici allegati pena la nullità. Questi allegati riguardano il progetto dell’impianto o lo schema, la relazione tipologica (elenco dei materiali), l’iscrizione alla Camera di Commercio della ditta.
Il certificato deve essere redatto in varie copie, una per ogni soggetto coinvolto nelle operazioni tra i quali anche l’utilizzatore dell’impianto.

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